Legislatura 19ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 353 del 03/07/2025

IN SEDE REFERENTE

(1277) IANNONE e altri. - Modifica alla legge 2 marzo 2023, n. 22, in materia di conflitto di interesse nell'ambito della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere

(Esame e rinvio)

Il PRESIDENTE ricorda che - nella seduta n. 344 dello scorso 18 giugno - su richiesta del prescritto numero di senatori, avanzata ai sensi dell'articolo 36, comma 3, del Regolamento, il disegno di legge in titolo è stato rimesso in sede referente e si è convenuto di dare per acquisite le fasi procedurali precedentemente svolte.

Comunica poi che - alla scadenza del termine fissato per le ore 12 di ieri mercoledì 2 luglio - sono stati presentati 15 emendamenti (pubblicati in allegato).

Avverte che tutte le proposte emendative risultano proponibili per materia.

Si procede quindi all'illustrazione.

Il senatore GIORGIS (PD-IDP) illustra l'emendamento 1.1 interamente soppressivo dell'articolo 1.

Osserva come il disegno di legge in esame presenti palesi aspetti di irragionevolezza e di dubbia legittimità.

Peraltro, è alquanto discutibile circoscrivere l'esercizio del mandato parlamentare attraverso la legislazione ordinaria.

Sarebbe inoltre necessario affrontare tali questioni secondo un approccio organico, evitando che il tema del conflitto di interessi sia trattato strumentalmente da parte di una coalizione il cui Governo si caratterizza per la presenza di alcuni ministri e sottosegretari che - su tale versante - si trovano in una posizione critica.

Il senatore SCARPINATO (M5S) illustra tutti gli emendamenti del suo Gruppo, a partire dalla proposta 1.2 soppressiva dell'articolo 1 e motivata dalla considerazione secondo cui il disegno di legge rappresenta la sommatoria di violazioni di basilari principi giuridici, essendo stato predisposto - tra l'altro con formulazioni discutibili - al fine precipuo di allontanare due parlamentari ex magistrati dell'antimafia dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulla criminalità organizzata.

Innanzi tutto, il disegno di legge contrasta con l'articolo 67 della Costituzione e con gli istituti processuali dell'astensione e della ricusazione.

Per quanto attiene alla formulazione del testo normativo, è evidente la lesione del principio della generalità e astrattezza delle leggi, nonché del principio di irretroattività, che non può essere circoscritto alle sole fattispecie penali.

Il disegno di legge è viziato poi da indeterminatezza e appare contradditorio rispetto all'articolo 2 della legge istitutiva della Commissione parlamentare antimafia, ove si prevede che i commissari vadano selezionati secondo criteri di competenza.

Viene poi leso il principio di terzietà del soggetto giudicante sancito dall'articolo 111 della Costituzione, il che risulta paradossale nel momento in cui si sta esaminando in Assemblea il disegno di legge costituzionale n. 1353 sulla separazione delle carriere dei magistrati.

Il provvedimento in esame è viziato poi da irragionevolezza, dal momento che un parlamentare che - come magistrato - sia stato impegnato in indagini contro la criminalità organizzata subirebbe un trattamento deteriore rispetto ad un imputato per reati di mafia.

E' anche violato l'articolo 82 della Costituzione, in quanto l'allontanamento di un parlamentare altera la proporzionalità della composizione della Commissione parlamentare di inchiesta.

Inoltre, la mancata tipizzazione del conflitto di interessi priva il parlamentare delle necessarie garanzie.

Con riguardo agli altri emendamenti, a partire dalla proposta 1.6, sottolinea come essi siano finalizzati a correggere le storture del disegno di legge, tipizzando per l'appunto il conflitto di interessi, attraverso un rinvio alle fattispecie previste dagli articoli 36 e 37 del codice di procedura penale.

Si propone poi di procedimentalizzare il procedimento di ricusazione, prevedendo una segnalazione iniziale in sede di Ufficio di Presidenza della Commissione antimafia e una deliberazione finale a maggioranza dei due terzi dell'intero collegio.

Occorre altresì garantire il ricorso ad un soggetto terzo, che viene individuato nella Corte costituzionale.

Le altre proposte emendative puntano a correggere i profili di irragionevolezza, evitando che ex magistrati dell'antimafia subiscano un trattamento deteriore rispetto a imputati o prossimi congiunti di imputati per reati di mafia.

Si propone inoltre di tipizzare le fattispecie del conflitto di interessi, come peraltro previsto in leggi istitutive di altre commissioni di inchiesta, come quella sul sistema bancario.

Ricorda come - anche per i membri della compagine governativa - la normativa vigente preveda il carattere patrimoniale del conflitto di interessi.

In conclusione, auspica che - attraverso l'accoglimento delle proposte emendative - si eviti una grave ferita istituzionale come quella arrecata dal disegno di legge in esame.

Sono quindi dati per illustrati i restanti emendamenti.

Il PRESIDENTE avverte che la prossima settimana si proseguirà l'esame del provvedimento, con l'espressione dei pareri e la successiva votazione.

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.