Legislatura 19ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 267 del 24/06/2025
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Il presidente TERZI DI SANT'AGATA (FdI), relatore, introduce l'esame della proposta di regolamento in titolo, che mira a contribuire alla difesa dell'Unione, attraverso misure volte a incentivare gli investimenti nel settore della difesa, eliminare potenziali ostacoli, garantire maggiore flessibilità e semplificazione, rafforzare le attività di ricerca e sviluppo nei settori delle tecnologie a duplice uso e della difesa, e migliorare la competitività dell'industria della difesa dell'Unione.
L'instabilità geopolitica senza precedenti e il rapido inasprimento delle minacce regionali e globali richiedono un aumento urgente e significativo della spesa dell'Unione per la ricerca e lo sviluppo, le capacità industriali e lo sviluppo delle infrastrutture connesse alla sicurezza e alla difesa. Come indicato nel Libro bianco del 19 marzo scorso sulla prontezza alla difesa europea per il 2030 (JOIN(2025) 120), l'Unione dovrebbe fare di più per rispondere all'urgente necessità di aumentare gli investimenti europei nel settore della difesa attraverso il bilancio dell'Unione.
Negli ultimi decenni sono, infatti, emerse una carenza cronica di investimenti e la mancanza di una spesa efficiente nelle capacità militari europee, che hanno avuto ripercussioni sulle capacità di produzione della base industriale e tecnologica di difesa europea (EDTIB) e sul suo potenziale di innovazione, frammentando così nel contempo il mercato della difesa a livello nazionale.
Per sviluppare le capacità e la prontezza militare necessarie a scoraggiare in modo credibile eventuali aggressioni armate e salvaguardare il futuro dell'Unione è necessario aumentare la spesa europea per la difesa per un periodo prolungato. Ciò richiede uno sforzo combinato e costante a livello dell'Unione e degli Stati membri con l'obiettivo di investire collettivamente nella difesa. In tal modo, l'industria della difesa dell'Unione beneficerà della prevedibilità a lungo termine di cui ha bisogno per investire in nuove capacità di produzione.
Il regolamento (UE) 2024/795, sulla piattaforma per le tecnologie strategiche per l'Europa (STEP), sostiene la competitività e il vantaggio tecnologico dell'Unione, consentendo il sostegno allo sviluppo e alla fabbricazione di determinate tecnologie di difesa, tra cui l'intelligenza artificiale, le tecnologie di cybersicurezza o i droni. Tuttavia, può essere fatto di più per rispondere all'urgente necessità di aumentare gli investimenti europei nel settore della difesa con il bilancio europeo.
Facendo seguito alla lettera del 4 marzo indirizzata dalla presidente Von der Leyen al Consiglio europeo, la proposta in esame mira ad ampliare l'ambito di applicazione del regolamento STEP, introducendo un quarto settore strategico che contempla tutte le tecnologie e i prodotti connessi alla difesa, compresi quelli che rientrano nei settori di capacità prioritari individuati nel Libro bianco.
Il regolamento STEP potrebbe quindi essere sfruttato per dirigere risorse e investimenti aggiuntivi verso il settore della difesa, in particolare verso la sua base tecnologica e industriale.
A tal fine, la proposta introduce modifiche al regolamento STEP e ai regolamenti relativi ad altri programmi contemplati: il Fondo europeo per la difesa (FED), il programma Europa digitale e Orizzonte Europa. Inoltre, la proposta modifica anche il regolamento sul sostegno alla produzione di munizioni (ASAP) e il meccanismo per collegare l'Europa (MCE) per convogliare ulteriori fondi dell'Unione verso l'industria della difesa e le relative tecnologie.
In parallelo, il 1º aprile 2025 la Commissione europea ha proposto di modificare i regolamenti relativi al Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR)/Fondo di coesione, al Fondo per una transizione giusta (JTF) e al Fondo sociale europeo Plus (FSE+), al fine di promuovere ulteriormente gli investimenti nel settore della difesa nell'ambito del riesame intermedio della politica di coesione.
Infine, la proposta integra il riesame intermedio della politica di coesione. L'estensione dell'ambito di applicazione del regolamento STEP anche al settore della difesa consentirebbe di sostenere gli investimenti nello sviluppo e nella fabbricazione di tecnologie critiche nel settore della difesa nell'ambito degli obiettivi specifici STEP esistenti nel FESR e nel Fondo di coesione. Analogamente, le competenze pertinenti per lo sviluppo e la fabbricazione di tecnologie critiche nel settore della difesa potrebbero essere sostenute anche nell'ambito STEP attraverso il FSE+.
La proposta si compone di 7 articoli. L'articolo 1 modifica il regolamento (UE) 2021/694 sul programma Europa digitale, l'articolo 2 modifica il regolamento (UE) 2021/695 Orizzonte Europa, l'articolo 3 modifica il regolamento (UE) 2021/697 sul Fondo europeo per la difesa, l'articolo 4 modifica il regolamento (UE) 2021/1153 sul Meccanismo per collegare l'Europa, l'articolo 5 modifica il regolamento (UE) 2023/1525 sul sostegno alla produzione di munizioni (ASAP), l'articolo 6 modifica il regolamento (UE) 2024/795 sulla piattaforma per le tecnologie strategiche per l'Europa (STEP) per aggiungervi le tecnologie di difesa, e, infine, l'articolo 7 ne dispone l'entrata in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
La base giuridica è individuata negli articoli 114, 164, 172, 173, 175, terzo comma, 176, 177, 178, 182, 183, 188 e 192, paragrafo 1, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), relativi al ravvicinamento delle legislazioni nazionali, ai fondi della politica di coesione e alla politica ambientale.
Il principio di sussidiarietà, secondo la Commissione europea, è rispettato in quanto l'obiettivo della proposta, di incoraggiare gli investimenti nel settore della difesa fornendo incentivi, eliminando potenziali ostacoli e garantendo maggiore flessibilità e semplificazione, non può essere conseguito mediante azioni a livello nazionale.
Anche il principio di proporzionalità, secondo la Commissione europea è rispettato, poiché le misure previste non vanno oltre quanto necessario per conseguire i predetti obiettivi.
Il termine delle 8 settimane previste dal Protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, allegato ai Trattati, è previsto in scadenza il prossimo 29 luglio. La proposta risulta all'esame di cinque Camere dei Parlamenti nazionali, che non hanno finora sollevato criticità.
Il seguito dell'esame è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 16,30.