Legislatura 19ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 267 del 24/06/2025
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Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2014/45/UE relativa ai controlli tecnici periodici dei veicoli a motore e dei loro rimorchi e la direttiva 2014/47/UE relativa ai controlli tecnici su strada dei veicoli commerciali circolanti nell'Unione (COM(2025) 180 definitivo)
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, e rinvio)
Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 17 giugno.
Il senatore ROSSO (FI-BP-PPE), relatore, svolge una relazione integrativa sulla proposta di direttiva in titolo che, come illustrato in precedenza, mira a migliorare ulteriormente la sicurezza stradale nell'Unione europea, contribuendo alla mobilità sostenibile e facilitando la libera circolazione di persone e merci all'interno dell'Unione, attraverso modifiche alle direttive 2014/45/UE e 2014/47/UE sui controlli tecnici, volte a garantire la coerenza, l'obiettività e la qualità dei controlli, riducendo il rischio di manomissioni o difetti negli strumenti di rilevazione delle emissioni o dei chilometri percorsi, e migliorando i sistemi di archiviazione elettronica e di scambio di dati.
Sulla proposta è pervenuta la relazione del Governo, trasmessa ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2012, in cui si valutano le finalità generali del progetto in maniera complessivamente positiva, in quanto la proposta adotta requisiti che nella sostanza non si discostano da quelli già previsti dalle norme nazionali e al contempo prevede semplificazioni per cittadini e imprese attraverso la digitalizzazione.
Il Governo ritiene che la base giuridica sia correttamente individuata nell'articolo 91, paragrafo 1, del TFUE che, in particolare alla lettera c), stabilisce che l'Unione ha competenza nel settore dei trasporti per stabilire le misure atte a migliorare la sicurezza dei trasporti, compresa la sicurezza stradale.
Secondo il Governo, la proposta rispetta il principio di sussidiarietà, considerando che i controlli tecnici, periodici e su strada, dei veicoli, e i risvolti relativi all'industria automobilistica, sono settori con dimensione transnazionale, peraltro già armonizzati a livello di Unione. Risulta pertanto più efficiente ed efficace continuare ad affrontare le problematiche a livello europeo piuttosto che a livello nazionale.
Il Governo ritiene che la proposta rispetti anche il principio di proporzionalità, in quanto essa non va oltre quanto necessario per raggiungere l'obiettivo di migliorare la sicurezza stradale e agevolare la libera circolazione delle persone e delle merci nell'Unione.
Il Governo evidenzia che, pur non essendo il progetto di particolare urgenza, risulta comunque necessario adeguare le direttive esistenti al progresso tecnologico. La tempistica dell'iter legislativo dovrebbe essere di circa un anno, essendo la fase negoziale appena avviata.
La relazione individua comunque i seguenti aspetti che, secondo il Governo, richiedono attenzione in sede negoziale.
Per quanto riguarda la direttiva 2014/45/UE, relativa alla revisione periodica dei veicoli, si evidenziano due principali criticità: la revisione annuale, anziché biennale, per i veicoli di categoria M1 con oltre dieci anni di anzianità, comporterebbe un aggravio economico che necessita di un'attenta valutazione, soprattutto in relazione all'impatto sulle fasce più deboli della popolazione; inoltre, la previsione di accesso obbligatorio alle versioni software più recenti dei veicoli da parte dei costruttori potrebbe risultare eccessivamente onerosa, qualora l'obbligo si riferisse all'intero parco circolante e a ciascun numero di telaio.
Per quanto attiene alla direttiva 2014/47/UE, in materia di controlli su strada dei veicoli commerciali, si segnalano due osservazioni: l'introduzione obbligatoria, e non più facoltativa, dei sensori da remoto rischia di limitare l'autonomia degli Stati membri nell'organizzazione dei controlli, imponendo vincoli che potrebbero ostacolare il raggiungimento degli obiettivi in modo efficace e proporzionato; inoltre, l'interconnessione dei registri nazionali attraverso il sistema MOVE HUB della Commissione europea si configura come una inutile duplicazione di strumenti informatici, che sarebbe opportuno evitare, rispetto al sistema EUCARIS, già funzionante e consolidato, utilizzato dall'Italia e da altri 32 Paesi.
Il Governo, infine, sottolinea l'esigenza di prevedere un periodo di recepimento più ampio rispetto ai 48 mesi attualmente proposti, per garantire una corretta e completa trasposizione delle disposizioni nel diritto interno.
Il Relatore ricorda che il termine delle 8 settimane previste dal Protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, allegato ai Trattati, scade il prossimo 22 luglio.
La proposta è attualmente oggetto di esame da parte di dieci Camere dei Parlamenti nazionali dell'Unione, che non hanno finora espresso criticità.
Il seguito dell'esame è rinviato.