Legislatura 19ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 345 del 18/06/2025
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La senatrice MUSOLINO (IV-C-RE) - nel sottolineare come il disegno di legge in oggetto cerchi di esportare a livello nazionale il modello siciliano - fornisce esempi sulle lacune di tale modello, a partire da quanto verificatosi nella sua città - Messina - sia nelle elezioni comunali del 2013 sia in quelle del 2018.
Nelle prime, il candidato del centro-sinistra, vincitore al primo turno con il 49,94 per cento dei voti, a fronte di un candidato civico fermo al 23,9 per cento, risultò sconfitto al ballottaggio, ove il candidato civico ottenne il 52 per cento e il candidato del centro-sinistra il 48 per cento, con un'affluenza precipitata dal 48 per cento del primo turno al 30,5 per cento del ballottaggio.
Nelle elezioni del 2018, il candidato civico Cateno De Luca vinse al ballottaggio - con un'affluenza inferiore al primo turno - e si verificò il caso della cosiddetta "anatra zoppa" dal momento che, per effetto del voto disgiunto e della soglia di sbarramento al 5 per cento, le liste collegate a De Luca non ottennero neanche un seggio in Consiglio comunale.
Sono casi empirici dimostrativi degli effetti distorsivi del modello siciliano, in cui si può avere un sindaco e un consiglio comunale eletto da una quota della popolazione inferiore alla maggioranza.
Nel ricollegarsi alle argomentazioni svolte dal professor Sterpa nel corso delle audizioni - per cui un conto è la rappresentanza e un conto è la rappresentatività - ritiene che la soglia del 50 per cento per l'elezione al primo turno garantisca un'elezione con almeno la maggioranza assoluta dei votanti.
Da ultimo, auspica una riflessione sugli effetti del voto disgiunto.
Non essendovi ulteriori richieste di intervento, si intende conclusa la discussione generale.