Legislatura 19ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 343 del 17/06/2025

IN SEDE REFERENTE

(1451) MALAN e altri. - Modifiche agli articoli 72 e 73 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, in materia di elezione del sindaco al primo turno nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti

(Seguito dell'esame e rinvio)

Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 6 maggio.

Ha inizio la discussione generale.

Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) contesta alla radice il disegno di legge in titolo e stigmatizza l'idea che si possa cambiare l'architettura istituzionale di un Paese o la legge elettorale per una mera convenienza di parte. Evidenzia come il nostro Paese viva da anni in un contesto di malattia cronica rappresentato dalla scarsa partecipazione popolare agli appuntamenti elettorali. Ritiene che tale problema debba rappresentare una preoccupazione comune, al fine di individuare le opportune soluzioni. Sottolinea poi come tutti i tentativi di modificare l'assetto istituzionale e i sistemi elettorali per ragioni specifiche legate al vantaggio di una parte politica non abbiano mai portato ad esiti positivi. Altresì, la legge elettorale per i comuni sopra i 15.000 abitanti ha dimostrato di funzionare efficacemente, come testimonia anche il fatto che, nei comuni, le percentuali di astensionismo siano più basse rispetto alle elezioni di altri livelli di governo. In questo quadro di grande difficoltà generale, il sistema di elezione per i comuni è riuscito a garantire stabilità e rappresentatività. Ritiene quindi che l'operazione politica alla base della presentazione del disegno di legge in esame sia profondamente errata. Peraltro, si vuole esportare su base nazionale il modello elettorale siciliano, che proprio in quel territorio ha dimostrato di non produrre risultati positivi sia in termini di partecipazione sia in termini di rappresentanza. Altresì, il sistema elettorale siciliano è abbinato ad uno sbarramento al 5 per cento, a suo avviso vergognoso, in quanto, uniforme a tutti i livelli di governo, e tale da escludere dalla vita politica siciliana decine di migliaia di persone.

In conclusione, annuncia l'assoluta contrarietà del proprio Gruppo al disegno di legge in oggetto.

Il senatore GIORGIS (PD-IDP) osserva preliminarmente come i parametri per valutare il rendimento di un sistema elettorale non possano prescindere anche da una valutazione degli aspetti culturali e giuridici in cui tale sistema viene calato: si pensi, per esempio, all'incidenza della legislazione elettorale di contorno.

Sono peraltro numerosi i casi in cui il medesimo sistema elettorale ha prodotto effetti diversi in base al contesto in cui ha trovato applicazione. Ricollegandosi alle riflessioni degli esperti ascoltati nel corso delle audizioni, evidenzia come il turno di ballottaggio favorisca la rappresentatività e conferisca ai cittadini un'ulteriore possibilità di scelta; peraltro, è un dato oggettivo come il secondo turno favorisca anche la stabilità. Infatti, la presenza di un turno unico concorre ad aumentare la spinta a costruire coalizioni eterogenee, per vincere già al primo turno. Ne consegue, come la limitazione del turno di ballottaggio determini la diminuzione del ruolo dei cittadini nella determinazione dell'indirizzo politico e favorisca la costruzione di coalizioni eterogenee che, laddove vincenti, sarebbero più instabili. Auspica quindi una riflessione su tali criticità e sul fatto che l'approvazione del disegno di legge in esame priverebbe gli elettori di una possibilità di scelta.

La senatrice MAIORINO (M5S) ritiene che il primo quesito a cui dare risposta sia quello di comprendere la necessità del disegno di legge in esame e quali siano le motivazioni che spingono la maggioranza a proporre una modifica così impattante sui comuni di grandi dimensioni. Non è infatti chiaro quale sarebbe il vantaggio per la democrazia, da intendersi non come sterile esercizio del diritto di voto, bensì come partecipazione attiva dei cittadini alla vita politica. Infatti, il disegno di legge in esame sottrae ai cittadini un momento importante di partecipazione.

Il timore è che ci si trovi dinanzi ad un "progetto pilota" per altre modifiche volte a ridurre la democrazia ad uno sterile e vuoto rituale. Invece, la partecipazione popolare, non limitata al momento del voto, ma costruita anche in termini di partecipazione dal basso ai processi decisionali, andrebbe incentivata. Purtroppo, il provvedimento in esame adotta un approccio miope, funzionale esclusivamente all'immediato profitto elettorale del centrodestra.

Il PRESIDENTE rinvia ad altra seduta il prosieguo della discussione generale.

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.