Legislatura 19ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 343 del 17/06/2025

(1277) IANNONE e altri. - Modifica alla legge 2 marzo 2023, n. 22, in materia di conflitto di interesse nell'ambito della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere

(Seguito della discussione e rinvio)

Prosegue la discussione, sospesa nella prima seduta pomeridiana dell'11 giugno.

La senatrice GAUDIANO (M5S) denuncia l'intenzione della maggioranza di voler estromettere l'onorevole De Raho e il senatore Scarpinato dalla Commissione parlamentare antimafia, sebbene si tratti di due personalità di grande spessore che, precedentemente al mandato parlamentare, hanno svolto un'attività investigativa intensa contro la mafia, con tutti i rischi conseguenti per la propria incolumità.

Dinanzi a personaggi di tale spessore occorre solo inchinarsi e impegnarsi affinché la criminalità e il malaffare non abbiano il sopravvento.

Rileva come la legittimazione dei due parlamentari citati a far parte della Commissione antimafia trovi fondamento nelle scelte libere e democratiche del corpo elettorale. Da ultimo, richiama il fatto che, in assenza di regole, si finisca per degenerare in una situazione basata sull'homo homini lupus.

Il senatore DELLA PORTA (FdI) dichiara preliminarmente come, alla domanda se un magistrato antimafia possa far parte della Commissione parlamentare antimafia, la risposta non possa che essere affermativa.

Tuttavia, il disegno di legge in esame non impedisce affatto tale possibilità, ma è finalizzato esclusivamente ad eliminare uno specifico conflitto di interesse. Per la precisione, il disegno di legge trova il suo fondamento in un fatto molto grave, basato su un'indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta.

Invita, quindi, le opposizioni ad evitare di muovere accuse generalizzate e a focalizzarsi sulla situazione specifica che ha portato a presentare il disegno di legge in esame. Il provvedimento, tra l'altro, sancisce un principio valevole erga omnes.

Il senatore CATALDI (M5S) ritiene che, anche in base alle considerazioni svolte dal senatore Della Porta, sia stato predisposto un disegno di legge volto a colpire due parlamentari ben individuabili. Considera poi improprio il riferimento a un presunto conflitto di interessi, tema questo già compiutamente affrontato dal senatore Ettore Licheri nel suo intervento in Commissione dello scorso 11 giugno.

Pertanto, se essere stati magistrati antimafia comporta l'incompatibilità a far parte della Commissione parlamentare antimafia, ciò significa che il senso dello Stato è andato irrimediabilmente perduto.

Peraltro, la maggioranza non è nuova a queste iniziative, come testimonia l'atto Senato n. 1353 sulla separazione delle carriere tra magistratura giudicante e magistratura requirente, che comporta la retrocessione del pubblico ministero ad una sorta di avvocato dell'accusa.

Nel ritenere che il senatore Scarpinato e l'onorevole De Raho non abbiano posto in essere alcuna iniziativa tale da configurare un conflitto di interessi, si domanda per quale motivo non venga posto rimedio all'incompatibilità dovuta a ragioni di parentela.

Da ultimo, invita tutti i Gruppi ad affrontare seriamente e con un approccio organico la questione, evitando provvedimenti contra personam.

Il presidente BALBONI (FdI), non essendovi ulteriori richieste di intervento, dichiara conclusa la discussione generale e, in qualità di relatore, rinuncia alla replica.

Il ministro CIRIANI rinuncia all'intervento di replica.

Il PRESIDENTE avverte quindi che occorre fissare un termine per la presentazione degli emendamenti e degli ordini del giorno.

Il senatore CATALDI (M5S) evidenzia l'opportunità di svolgere un ciclo di audizioni.

Il PRESIDENTE osserva come tale richiesta non sia finora stata avanzata.

Il senatore GIORGIS (PD-IDP) ricorda come la nota del Servizio studi sul disegno di legge n. 1277 richiami la sentenza n. 207 del 2021 della Corte costituzionale, nella quale si specifica come la garanzia del libero mandato parlamentare non consenta l'instaurazione in capo a singoli parlamentari di vincoli idonei a incidere giuridicamente sullo status del parlamentare, a prescindere dalla natura legislativa, statutaria o negoziale dei vincoli stessi. Ritiene che tale elemento sia meritevole di un approfondimento, attraverso apposite audizioni.

La senatrice MAIORINO (M5S) osserva come, anche se la discussione generale si è conclusa, possano comunque essere svolti degli approfondimenti attraverso un ciclo di audizioni: questo deve avere la priorità rispetto alla fissazione di un termine per la presentazione di emendamenti.

Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) reputa opportuno lo svolgimento di un Ufficio di Presidenza prima di addivenire alla fissazione del termine di presentazione degli emendamenti, in modo da poter discutere sulla proposta, opportunamente formulata dai senatori Cataldi, Giorgis e Maiorino, di svolgere un ciclo di audizioni.

Il PRESIDENTE accoglie tale suggerimento e si riserva di convocare un Ufficio di Presidenza per discutere sia sulla richiesta di svolgere un ciclo di audizioni, sia sulla fissazione del termine per la presentazione degli emendamenti.

Il seguito della discussione è quindi rinviato.