Legislatura 19ª - 9ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 180 del 14/01/2025

Il presidente DE CARLO (FdI) pone l'accento sul tema del seme certificato, su cui hanno influito negativamente condizioni avverse. Soffermandosi a sua volta sull'impiego delle nuove tecniche di evoluzione assistita, rispetto alle quali si augura presto un impiego anche nella produzione, ritiene che i prodotti agricoli non debbano essere visti solo come materie prime, altrimenti subirebbero una eccessiva concorrenza e non si potrebbe tornare ad essere protagonisti della programmazione economica.

Dopo aver rammentato le prime operazioni di marketing relative alla produzione di soia, si augura che si possa recuperare una visione di sistema e tradurla in un piano strategico per l'agricoltura.

Risponde ai quesiti il dottor PIETROBELLI, sottolineando anzitutto gli obiettivi produttivi e ambientali, reputando peraltro fondamentale che il valore del prodotto non sia legato solo al prezzo, ma tenga conto delle modalità con cui esso viene realizzato. Menziona quindi nuovamente l'agricoltura rigenerativa, rimarcando la necessità di assicurare sostenibilità tanto economica quanto ambientale. Il valore del seme, del resto, è legato anche al modo di produzione e riguarda più in generale il tema ambientale e di riduzione degli impatti. Fa presente infatti che tutte le industrie devono puntare a ridurre le emissioni; pertanto, le aziende agricole possono essere messe nella condizione di generare crediti di carbonio, agganciando a ciò il loro valore in borsa.

In merito alla filiera, fa presente che le 18.000 aziende agricole sul territorio nazionale consegnano al Gruppo Cereal Docks, direttamente o indirettamente, e registrano i propri dati su un portale digitale. Per dare un riconoscimento ulteriore a tali aziende occorre, a suo avviso, spostare l'attenzione dal tema delle commodities in modo da creare sinergie tra mondo agricolo e mondo agroindustriale.

Conviene poi con l'importanza di investire nelle nuove tecnologie, tanto più che la presenza antropica, o l'abbandono, ridurranno le superfici agricole. Per contrastare il declino della produzione, giudica quindi fondamentale puntare sullo sviluppo tecnologico.

Conferma poi che lo scorso anno si è registrata un'annata disastrosa e riepiloga i problemi di germinabilità del seme, che porterà le aziende a orientarsi verso una maggiore produzione di mais e di girasole. Ciò testimonia, a suo avviso, il nesso tra i cambiamenti climatici e lo spostamento delle colture, a livello italiano e globale, con la possibilità di aprire anche nuovi sbocchi produttivi. Sottolinea, tuttavia, la pericolosità dell'incremento delle temperature, nella pianura padana, per il mais e la soia, che rende inevitabile anticipare o posticipare la semina, nonché utilizzare la tecnologia per migliorare la performance. A tale ultimo riferimento, si può infatti incidere sulla capacità di resistenza della pianta agli stress idrici, considerato che le alte temperature estive possono inficiare la fecondazione di semi di soia e mais.