Legislatura 19ª - 5ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 304 del 11/11/2024
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La senatrice LORENZIN (PD-IDP) si sofferma sulla attività in rilievo non solo di vaglio di finanza pubblica, ma anche sul compito di svolgere una funzione di controllo su quanto viene approvato in Parlamento. Ricorda come nel 2013, con una analoga non conoscenza delle tematiche, si sia approvata in Parlamento la norma su "stamina" rivelatasi un grave errore, episodio che dovrebbe far riflettere piuttosto che indurre a perseverare in approcci superficiali e privi di fondamento scientifico. Esprime stupore rispetto alle scelte operate sul tema dell'autismo da questa maggioranza, ricordando come tutti coloro che si occupano di autismo abbiano riconosciuto come l'attività con le moto non costituisca in alcun modo una terapia, risultando al massimo inquadrabile come un'attività di tipo sociale per i pazienti, non essendoci alcuno studio scientifico che ne fondi il riconoscimento come terapia. Sottolinea l'assenza di studi evidence based a supporto di tale riconoscimento, evidenziando come il provvedimento all'esame risulti una scelta del tutto sbagliata che rischia di danneggiare anziché sostenere tutte le persone affette da autismo e il mondo delle famiglie e delle associazioni. Sollecita quindi la maggioranza ad adoperarsi per trasformare il contenuto del provvedimento, anziché arroccarsi a difendere contenuti indifendibili e non fondati.
Chiarisce che le attività con le moto possono considerarsi eventualmente ausiliarie, ma nella totale assenza di studi non possono essere tolte risorse alle attività serie, di logopedia e di trattamento del linguaggio, che invece costituiscono i servizi sanitari veri e già mancanti alle famiglie che affrontano il problema dell'autismo.
Quanto prospettato dal provvedimento finisce per distrarre le risorse delle amministrazioni per attribuirle a soggetti privi di un vaglio scientifico e strutturale, mentre occorrerebbe correggere il provvedimento anche per dare un senso al bicameralismo, e al vaglio da parte di ciascuna Camera. Ricorda inoltre come non può essere una legge a vagliare una terapia, occorrendo che le terapie vengano sancite dal mondo scientifico, e che le linee guida vengano sviluppate nell'ambito degli operatori e degli esperti sanitari. Ricorda come in Italia vi siano seicentomila persone affette da autismo che andrebbero tutelate con risposte serie e maggiori risorse destinate alle attività delle quali si conosce il rilievo sanitario e che sono supportate dal mondo della scienza.