Legislatura 19ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 248 del 01/10/2024

(Doc. CCXXXII, n. 1) Piano strutturale di bilancio di medio termine - Italia 2025-2029

(Esame, ai sensi dell'articolo 125-bis del Regolamento, e rinvio)

Il relatore OCCHIUTO (FI-BP-PPE) dà conto del Piano strutturale di bilancio di medio termine (PSB), che costituisce il nuovo documento programmatico pluriennale di finanza pubblica, per effetto della riforma della governance economica europea entrata in vigore nella primavera di quest'anno.

In particolare, la predetta riforma si sostanzia in tre atti normativi dell'Unione europea: il regolamento (UE) 2024/1263, che sostituisce la disciplina del "braccio preventivo" del Patto di stabilità e crescita (regolamento (CE) 1466/97); il regolamento (UE) 2024/1264, che modifica la disciplina del "braccio correttivo" del medesimo Patto (Regolamento (CE) 1467/97); la direttiva (UE) 2024/1265, che modifica la direttiva sui requisiti per i quadri nazionali di bilancio (Direttiva 2011/85/UE).

Al riguardo, il nuovo "braccio preventivo" del Patto di stabilità e crescita definisce il quadro normativo europeo di una programmazione di bilancio degli Stati membri orientata al medio termine, che considera la situazione economico-finanziaria e i rischi di ciascuno Stato, con particolare riferimento al livello del debito pubblico, e le sfide che attendono l'Unione europea.

Il regolamento (UE) 2024/1263 conferma gli obiettivi condivisi a livello europeo (crescita sostenibile e inclusiva, occupazione, resilienza e controllo preventivo sul debito) e cambia il modello di coordinamento delle politiche economiche e di bilancio degli Stati membri. Si delinea, infatti, un nuovo assetto che, incentrato sul nuovo indicatore operativo della spesa primaria netta (spesa netta), favorisce la programmazione di investimenti e riforme, da realizzare in un determinato periodo di tempo, anche al fine di migliorare la performance dell'economia e garantire la sostenibilità della finanza pubblica. Si supera, in questo contesto, anche la previgente regola del debito, che richiedeva, per i Paesi con un rapporto debito/PIL superiore al 60 per cento, una riduzione annua dell'eccedenza di debito rispetto a tale soglia in misura almeno pari a 1/20.

Fa presente che il nuovo indicatore della spesa netta è definito come la spesa complessiva delle amministrazioni pubbliche al netto delle spese per interessi, delle misure discrezionali dal lato delle entrate, della componente ciclica della spesa per sussidi di disoccupazione, della spesa per programmi interamente finanziati dall'UE, della spesa nazionale per il cofinanziamento di programmi finanziati dall'Unione, delle misure una tantum e delle altre misure temporanee.

Questo cambiamento è stato introdotto al fine di adottare, quale unico strumento operativo di programmazione e di monitoraggio della finanza pubblica, un indicatore che, in linea di principio, dovrebbe essere più direttamente controllabile da parte degli amministratori pubblici e, in linea di massima, meno soggetto a incertezze e a sostanziali revisioni di stima.

Pertanto, il PSB è il nuovo documento programmatico preposto a definire il tasso di crescita della spesa primaria netta (spesa netta), nonché gli investimenti pubblici e le riforme strutturali connessi. Il PSB assorbe quindi le sezioni I (programma nazionale di stabilità) e III (programma nazionale di riforma) del precedente Documento di economia e finanza (DEF).

Il PSB è caratterizzato da un orizzonte temporale pluriennale fisso di quattro o cinque anni, a seconda della durata ordinaria della legislatura nazionale. La traiettoria di contenimento pluriennale della spesa netta concordata con le istituzioni europee copre un periodo di aggiustamento di quattro anni, ferma restando la possibilità per i singoli Governi statali di chiedere alla Commissione europea un allungamento a sette anni. A quest'ultimo riguardo, il Governo italiano ha chiesto l'estensione a sette anni (ossia fino al 2031) del periodo di aggiustamento. Gli Stati sottoposti a procedura per deficit eccessivo, tra cui rientra anche l'Italia, devono comunque assicurare un aggiustamento strutturale dello 0,5 del PIL.

Una volta definita la programmazione nel Piano, in generale gli Stati membri possono gestire le proprie politiche di bilancio nei limiti della traiettoria di spesa deliberata, presentando, entro il 30 aprile di ogni anno, una Relazione sullo stato di avanzamento che mostri i progressi compiuti.

Quanto al contenuto specifico del PSB 2025-2029 in esame, il Governo rivede al ribasso la stima di quest'anno del rapporto deficit/PIL dal 4,3 per cento, indicata nel Documento di economia e finanza (DEF) dello scorso aprile, al 3,8 per cento e conferma l'obiettivo di ridurre l'indebitamento a meno del 3 per cento del PIL nel 2026.

Il miglioramento della stima del saldo dell'indebitamento nel 2024 è dovuto sia a un più favorevole andamento delle entrate sia a una dinamica più contenuta della spesa. Dal lato delle entrate, la notevole crescita dell'occupazione, unitamente all'aumento delle retribuzioni medie, ha sostenuto il gettito delle imposte sui redditi. Per quanto riguarda le spese, sono richiamate le misure di contenimento del Superbonus.

Nel Piano viene altresì confermata la previsione di crescita del PIL dell'1 per cento per quest'anno, alla luce dell'aumento già acquisito sui dati trimestrali nella prima metà del 2024, pari a 0,6 punti percentuali, e del maggiore numero di giornate lavorative, che porterà il dato annuale a superare nettamente la media di quelli trimestrali.

In merito all'indicatore della spesa netta, la traiettoria delineata dal Governo è caratterizzata da un tasso di crescita più basso rispetto a quello della Commissione europea nel 2025 (1,3 contro 1,6 per cento) e lievemente più elevato nel quadriennio successivo (1,7 per cento in media contro 1,5 per cento per la Commissione). Nelle proiezioni del Governo, tuttavia, il saldo primario strutturale è migliore già nel 2024 (-0,5 per cento del PIL contro -1,1 per cento della Commissione) e raggiunge il 2,2 per cento nel 2029, contro il 2,1 per cento stimato dalla Commissione.

Per quanto riguarda, poi, il rapporto debito pubblico/PIL, a fine 2023 questo scende al 134,8% (133,6% a meno delle compensazioni relative ai bonus edilizi) rispetto al 137,3% precedentemente stimato nella DEF dello scorso aprile. Come già rilevato sempre nel DEF 2024, l'andamento del rapporto tra debito e PIL nei prossimi anni, soprattutto nel periodo 2024-2026, continuerà a essere fortemente condizionato dall'impatto sul fabbisogno di cassa delle compensazioni d'imposta legate ai Superbonus edilizi introdotti a partire dal 2020. Il rapporto debito/PIL, dunque, solo dal 2027 inizierà un percorso di discesa, in linea con le nuove regole che prevedono che si riduca, in media, di 1 punto percentuale di PIL successivamente all'uscita dalla procedura per deficit eccessivi.

In vista della prossima legge di bilancio, il Governo conferma l'intenzione di rendere strutturali gli effetti della riduzione del cuneo fiscale sui redditi da lavoro dipendente fino a 35.000 euro e l'accorpamento delle aliquote IRPEF su tre scaglioni già in vigore quest'anno. Altresì, tra gli interventi previsti, sono inclusi gli stanziamenti delle risorse necessarie al rinnovo dei contratti pubblici, al finanziamento di misure per favorire la natalità e al rifinanziamento delle missioni di pace. Il Governo si impegna poi a salvaguardare il livello della spesa sanitaria, assicurandone una crescita superiore a quella dell'aggregato di spesa netta. Per gli anni successivi al 2026, verranno anche stanziate le risorse necessarie a mantenere gli investimenti pubblici in rapporto al PIL al livello registrato durante il periodo di vigenza del PNRR.

Il PSB comprende inoltre una serie di riforme e investimenti che rispondono ai principali problemi strutturali del Paese e alle priorità dell'Unione europea. Il programma di riforma si compone di due parti principali: la prima concerne la piena attuazione degli impegni assunti con il PNRR e l'individuazione di importanti iniziative aggiuntive che l'Italia assume in continuità con il PNRR a fronte dell'estensione del periodo di aggiustamento di bilancio a sette anni; la seconda parte riguarda, invece, le riforme e misure di politica economica che verranno adottate in risposta alle Raccomandazioni specifiche per Paese del Consiglio UE e altre iniziative che fanno parte del programma di Governo.

Per quanto di interesse della 1ª Commissione, tra le riforme indicate nel PSB figura anche quella della pubblica amministrazione, che si concentrerà sulla valorizzazione delle risorse umane, la digitalizzazione e il miglioramento della qualità dei servizi.

In particolare, tra il 2025 e il 2026, l'azione sarà diretta a completare le iniziative del PNRR, in relazione a tre direttrici di azione: accesso alla pubblica amministrazione, semplificazione e miglioramento delle competenze. In ottemperanza a quanto previsto nel PNRR, l'Italia accelererà i propri sforzi per assicurare entro il 2026: a) la creazione di una banca dati integrata per la gestione delle risorse umane per tutte le amministrazioni con più di cinquanta dipendenti, interoperabile con il portale del reclutamento (inPA) e la piattaforma Syllabus e integrata con la banca dati PIAO; b) la semplificazione di 600 procedure critiche; c) il miglioramento del livello delle competenze e di riqualificazione da parte del personale delle pubbliche amministrazioni; d) l'identificazione di indicatori chiave di prestazione, da utilizzare, una volta raccolti su una piattaforma digitale della performance, come strumento anche ai fini del budget e della pianificazione; e) la modifica dello status e del sistema di nomina degli organismi indipendenti di valutazione.

A partire dal 2027, a consolidamento e rafforzamento dei risultati raggiunti, l'Italia intende proseguire nei seguenti ambiti: la gestione strategica delle risorse umane e il potenziamento della capacità tecnica e delle competenze.

Altresì, in connessione all'incremento delle capacità tecniche e amministrative delle amministrazioni, nel periodo 2027-2029 sarà avviato un graduale passaggio alle amministrazioni ordinariamente competenti di funzioni e competenze già attribuite ai commissari straordinari, individuando meccanismi di valorizzazione e utilizzo, nell'ambito delle facoltà assunzionali, nonché delle professionalità ed esperienze acquisite nei vari ambiti di operatività.

Infine, per quanto riguarda i disegni di legge indicati come "collegati" alla manovra di finanza pubblica per il 2025, segnala i seguenti provvedimenti di interesse della Commissione: revisione del testo unico degli enti locali; disposizioni per la semplificazione e la digitalizzazione dei procedimenti in materia di attività economiche e di servizi a favore dei cittadini e delle imprese (A.S. 1184, già all'esame della Commissione); disposizioni in materia di sviluppo della carriera dirigenziale e della valutazione della performance del personale dirigenziale e non dirigenziale delle pubbliche amministrazioni.

In conclusione, sottolinea come la stabilità politica rappresenti un valore aggiunto nel contesto europeo e internazionale, consentendo una programmazione di medio-lungo periodo.

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.