Legislatura 19ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 170 del 18/06/2024
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Il senatore MATERA (FdI), relatore, introduce l'esame dello schema di decreto legislativo in titolo, recante l'attuazione della direttiva (UE) 2021/2101, che modifica la direttiva 2013/34/UE (c.d. direttiva contabile) per quanto concerne la comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito da parte di alcune imprese e succursali. Lo schema di decreto è stato predisposto in forza della delega di cui all'articolo 1 della legge di delegazione europea 2022-2023 (legge 21 febbraio 2024, n. 15), che non prevede principi e criteri specifici di delega.
Con la direttiva del 2021, il legislatore europeo ha introdotto un nuovo adempimento di comunicazione pubblica Paese per Paese (noto come "Country-by-Country Reporting" o "CBCR") delle informazioni relative all'imposta sul reddito e delle correlate informazioni aziendali da parte delle imprese multinazionali di grandi dimensioni e delle loro succursali.
La direttiva trova applicazione esclusivamente nei confronti delle imprese e dei gruppi societari multinazionali con sede legale o centro amministrativo in uno degli Stati membri e con un fatturato netto mondiale superiore a 750 milioni di euro.
La normativa rappresenta il complemento rispetto all'iniziativa congiunta G20/OCSE in ambito di fiscalità internazionale sull'erosione della base imponibile tramite il trasferimento di utili nelle giurisdizioni a fiscalità privilegiata da parte delle imprese multinazionali (c.d. progetto "BEPS" o "Base Erosion and Profit Shifting"), attuata nell'ordinamento europeo con la direttiva DAC 4(direttiva (UE) 2016/881), la quale prescrive un'analoga comunicazione, in ambito fiscale, delle informazioni rilevanti verso le Autorità nazionali (per l'Italia, l'Agenzia delle entrate) in cui l'impresa multinazionale svolge la propria attività.
La disciplina CBCR si conferma come un importante passo in avanti nella direzione di aumentare la giustizia fiscale, la trasparenza delle imprese e il livello qualitativo delle informazioni finanziarie dichiarate dalle grandi multinazionali. È volta a promuoverel'integrità, la trasparenza del mercato e, al contempo,tutelare soci, investitori e terzi soggetti e intende favorire una più ampia armonizzazione della regolamentazione degli Stati membri in tale materia. Inoltre, ambisce a contrastare fenomeni di elusione fiscale e di pianificazione fiscale aggressiva e intende migliorare la responsabilità sociale delle imprese leader di mercato.
Lo schema di decreto legislativo in titolo si compone di 3 articoli.
L'articolo 1 novella il decreto legislativo n. 139 del 2015, di attuazione della direttiva 2013/34/UE, inserendo il nuovo Capo I-bis, titolato "Comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito da parte di talune imprese e succursali - attuazione del Capo 10-bis della direttiva 2013/34/UE". Il nuovo capo contiene gli articoli dal 5-bis al 5-novies, con cui trasfonde nell'ordinamento nazionale, con gli opportuni aggiustamenti e adattamenti, la disciplina europea corrispondente.
L'articolo 2 reca le disposizioni finanziarie, prevedendo che dall'attuazione del decreto in esame non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, eccezion fatta per le attività di controllo della veridicità delle informazioni contenute nella comunicazione fiscale, quantificata in 400.000 euro l'anno.
L'articolo 3 sancisce che le disposizioni del decreto in esame si applicano ai bilanci relativi agli esercizi finanziari che hanno inizio il 22 giugno 2024 o dopo tale data, conformemente al nuovo articolo 48-octies della direttiva 2013/34/UE come inserito dalla direttiva CBCR.
Il termine per il recepimento della direttiva è scaduto il 22 giugno 2023. Conseguentemente, la Commissione europea ha aperto la procedura di infrazione n. 2023/150, già allo stadio del parere motivato ai sensi dell'articolo 258 del TFUE, tale da rendere urgente il recepimento della direttiva attraverso la rapida adozione dello schema di decreto legislativo in esame.
Il seguito dell'esame è rinviato ad altra seduta.