Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-02646
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Atto n. 3-02646
Pubblicato il 3 giugno 2026, nella seduta n. 423
PAITA, RENZI, BORGHI Enrico, FREGOLENT, FURLAN, MUSOLINO, SBROLLINI, SCALFAROTTO - Al Ministro dell'economia e delle finanze. -
Premesso che:
sulla base delle tendenze emerse nel triennio 2022-2024, l’Italia subisce un’uscita annua di 16 miliardi di euro in capitale umano attraverso l’emigrazione netta di giovani italiani: gli espatri complessivi di giovani sono stati pari a 55.730 nel 2023 e 77.897 nel 2024, con un aumento di circa il 50 per cento in un solo anno;
sempre nel triennio 2022-2024, il 42,1 per cento dei giovani italiani emigrati sono laureati, in aumento rispetto al 33,8 per cento dell’intero periodo 2011-2024;
solo tra il 2019 e il 2023, sono oltre 190.000 i giovani italiani che hanno deciso di lasciare l’Italia per ragioni lavorative;
in una scala temporale più ampia, tra il 2011 e il 2024 sono emigrati 630.000 giovani (18-34enni), un capitale umano uscito dal nostro Paese pari a 159,5 miliardi di euro, che si traduce in termini di PIL in un valore pari al 7,5 per cento;
i dati di Eurostat mostrano come i giovani italiani, rispetto alla media europea, siano quelli che abbandonano il nucleo familiare d’origine più tardi rispetto ai coetanei, a dimostrazione delle forti difficoltà che devono affrontare per emanciparsi e inserirsi nel mondo del lavoro;
le ragioni dell’aumento dell’emigrazione dei giovani italiani sono da riscontrare nell’esiguo salario di ingresso per i giovani nel mondo del lavoro, tra i più bassi in Europa: ciò impedisce di rendersi definitivamente autonomi dal punto di vista economico, e di programmare con certezza il proprio futuro personale e affettivo, preferendo trasferirsi all’estero, dove le condizioni salariali e lavorative sono più attrattive;
le politiche del Governo Meloni, in quasi quattro anni di Legislatura, sono state profondamente avverse ai giovani e al loro futuro: nel 2023 ha modificato drasticamente il generale regime speciale per i lavoratori rimpatriati ("rientro dei cervelli") comportando una contrazione media annua dei rientri in Italia di circa il 70 per cento, mentre sono stati ridotti drasticamente i fondi per la gioventù (17 milioni di euro in meno), per l’agenda digitale e la digitalizzazione del Paese (138 milioni di euro in meno) e per il contrastare il disagio (82 milioni di euro in meno);
è necessario che il Governo, urgentemente, adotti una politica fiscale che sia in grado di garantire ai giovani lavoratori un salario di ingresso nel mondo del lavoro adeguato al costo della vita e alle loro speranze, con l’obiettivo di fermare l’uscita di capitale umano di giovani che ogni anno emigrano dal nostro Paese;
una soluzione efficace, che consentirebbe ai giovani lavoratori italiani di restare nel nostro Paese, è una “start tax”, ossia una drastica diminuzione dell’IRPEF per le lavoratrici e i lavoratori under 40: tale proposta stabilisce l'introduzione di un criterio anagrafico all’interno del sistema fiscale volto a prevedere che ai giovani under 30 sia applicata una tassazione sull’IRPEF pari al 10 per cento, mentre ai giovani under 40 pari al 20 per cento,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga prioritario adottare una politica fiscale nei confronti delle giovani generazioni sul modello della start tax, anche al fine di interrompere l’allarmante emorragia di giovani che pregiudica futuro e crescita del Paese.