Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 4-03028
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Atto n. 4-03028
Pubblicato il 14 maggio 2026, nella seduta n. 420
MUSOLINO, PAITA, FURLAN, RENZI, BORGHI Enrico, FREGOLENT, SCALFAROTTO, SBROLLINI - Al Ministro della salute. -
Premesso che:
secondo quanto riportato dagli organi di stampa, il centro di cardiochirurgia pediatrica (CCPM) di Taormina (Messina), attivo da 16 anni presso l’ospedale “San Vincenzo”, è interessato da una riorganizzazione che prevede il passaggio sotto il controllo amministrativo del policlinico di Catania;
già con l’interrogazione 4-02431 erano stati sottolineati diversi dubbi circa la decisione della Regione Siciliana di rendere il centro di cardiochirurgia pediatrica un centro spoke (ossia sede periferica di supporto), evidenziando come il ridimensionamento non fosse supportato da alcun dato oggettivo bensì da mere ragioni politiche che rischiano di provocare danni per i cittadini e per le famiglie siciliane di bambini cardiopatici;
l’ospedale pediatrico “Bambino Gesù” di Roma, che ha finora diretto il centro in convenzione con la Regione Siciliana dal 2010, ha comunicato l’intenzione di non proseguire la collaborazione, attualmente prorogata fino al 30 giugno 2026;
si deve ricordare come l’obiettivo principale per il quale si era impegnata la Regione era quello di garantire la continuità dell’assistenza medica specialistica fornita dal centro di Taormina ai suoi pazienti, i quali sono seguiti da anni dagli specialisti del Bambino Gesù, in alcuni casi dalla nascita fino all'età adulta: se la convenzione con l’ospedale romano, che dura da 16 anni, dovesse interrompersi, molti pazienti pediatrici rischierebbero di non essere più seguiti dai medici specializzati che li curano da anni, costringendo molte famiglie a trasferirsi per fornire le migliori cure ai propri figli;
le famiglie dei bambini ricoverati e in cura presso il centro, infatti, hanno espresso forte preoccupazione, rabbia e timore per il futuro del reparto, ritenendo che la situazione possa mettere a rischio la continuità assistenziale e la qualità delle cure;
se dovesse realizzarsi la fine della convenzione con l’ospedale Bambino Gesù, dettata dalla decisione della Regione Siciliana di declassare il centro di Taormina, si produrrebbe una gravissima lesione dei diritti alla salute e alla cura di prossimità dei cittadini siciliani, ignorando le richieste di migliaia di famiglie che da anni protestano contro il decentramento (e il suo inevitabile depotenziamento) del centro di Taormina;
è necessario che il Ministro in indirizzo adotti misure affinché si eviti il rischio che i pazienti pediatrici in cura presso il centro di cardiochirurgia pediatrica non siano più seguiti dai medici specialisti dell’ospedale Bambino Gesù, assicurando così il diritto di continuità medica e assistenziale richiesta dalle famiglie;
il Ministro, inoltre, è chiamato a fornire motivazioni e dati oggettivi e inconfutabili sull’operatività e l’efficacia del centro di Taormina che supportino il suo declassamento,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo non ritenga che l’annunciata fine della convenzione del Bambino Gesù di Roma con il CCPM di Taormina, a causa della decisione della Regione Siciliana di declassare quest’ultimo, leda in maniera profonda il diritto di assistenza e di prossimità delle cure sanitarie dei pazienti pediatrici in cura presso il centro, i quali rischierebbero di non essere più seguiti dai medici specialisti che li curano da anni, con il rischio per le famiglie di doversi trasferire;
quali misure intenda adottare affinché ai pazienti pediatrici in cura presso il centro di Taormina sia assicurata la continuità medica e sanitaria tramite la collaborazione con il Bambino Gesù, come peraltro promesso dalla Regione Siciliana, la quale, tuttavia, pare intenzionata a procedere con il declassamento della struttura;
se non intenda fornire motivazioni e dati oggettivi e inconfutabili sull’operatività e l’efficacia del centro di cardiochirurgia pediatrica di Taormina che supportino il declassamento dello stesso centro e se non ritenga che l'approvazione dello stesso declassamento comporti una lesione del diritto alla salute e alle cure di prossimità per le famiglie siciliane di bambini cardiopatici.