Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-02560

Atto n. 3-02560

Pubblicato il 29 aprile 2026, nella seduta n. 416
Svolto question time il 30 aprile 2026 nella seduta n. 417 dell'Assemblea

PAITA, FURLAN, SBROLLINI, RENZI, BORGHI Enrico, FREGOLENT, MUSOLINO, SCALFAROTTO - Al Ministro della salute. -

Premesso che:

il documento programmatico di bilancio 2026 mostra una fotografia della sanità pubblica sempre più in difficoltà e sotto pressione, a fronte dell’aumento dei bisogni di salute dei cittadini: il Governo prevede una spesa sanitaria in rapporto al PIL stabile (al 6,4 per cento per il 2026, 2027, 2028 e 2029), che implica una fattuale riduzione delle risorse a disposizione del servizio sanitario nazionale;

in particolare il gap tra i fabbisogni e risorse risulta sempre più ampio, pari a oltre 30 miliardi nel triennio 2027-2029, col rischio di un possibile default economico nei conti pubblici delle Regioni, con l’effetto di scaricare i costi sui cittadini, tra aumento delle tasse e tagli ai servizi sanitari;

il definanziamento viene accompagnato a una riforma dei medici di base elaborata in via esclusivamente unilaterale, senza alcun confronto con le categorie rappresentative e una concreta ponderazione delle problematiche relative alla medicina di prossimità;

nei giorni scorsi, infatti, il Ministro in indirizzo ha illustrato in Conferenza Stato-Regioni la bozza del decreto-legge in materia di sanità territoriale, il quale include altresì modifiche sostanziali nello svolgimento delle prestazioni lavorative dei “medici di base”: il provvedimento non è mai stato discusso con le categorie, le quali denunciano un'inaccettabile mancanza di confronto istituzionale con le parti in causa, nonché diverse contraddizioni tecniche nel provvedimento;

l’assistenza sanitaria territoriale rappresenta un pilastro fondamentale del diritto alla salute dei cittadini, traducendosi nel primo servizio di prossimità per la cura dei bisogni delle persone. Il piano nazionale di ripresa e resilienza aveva previsto la programmazione di 1.715 case di comunità su tutto il territorio nazionale: tuttavia, al 31 dicembre 2025, solo 781 di queste risultano attive con almeno un servizio funzionante, numeri che rappresentano un evidente fallimento del Governo;

la crisi della sanità territoriale è rappresentata altresì dalla mancanza di medici di medicina generale. Alcune stime indicano in oltre 5.700 medici di medicina generale il fabbisogno da coprire, mentre tra il 2019 e il 2024 il loro numero è diminuito di ben 5.197 unità, fattori che stanno aumentando le difficoltà per i cittadini nell'individuazione e nella richiesta di presa in carico dei “medici di base”, soprattutto nelle regioni più popolose;

a distanza di oltre diciannove mesi dall’entrata in vigore del decreto-legge 7 giugno 2024, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2024, n. 107, adottato dal Governo con l’obiettivo dichiarato di ridurre i tempi delle liste di attesa, tale fenomeno continua a rappresentare una delle principali criticità strutturali del servizio sanitario nazionale, pregiudicando le più elementari esigenze di prevenzione che si pongono alla base di qualsivoglia sistema di tutela sanitaria;

i fallimenti delle politiche del Governo in materia sanitaria stanno producendo esiti tragici: nelle audizioni durante l’esame della legge di bilancio per l’anno 2026, l’ISTAT ha certificato come, nel 2024, 5,8 milioni di italiani (9,9 per cento) abbiano rinunciato alle cure, a fronte di 4,5 milioni dell’anno precedente (7,6 per cento), evidenziando altresì come le lunghe liste d’attesa costituiscono la motivazione principale come causa di rinuncia,

si chiede di sapere quali misure il Ministro in indirizzo intenda adottare per aumentare la spesa sanitaria in rapporto al PIL per adeguarla almeno alla media europea, nonché per potenziare l’assistenza sanitaria territoriale e ridurre i tempi di attesa per le prestazioni sanitarie, contrastando il fenomeno della rinuncia alle cure.