Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 4-02978

Atto n. 4-02978

Pubblicato il 28 aprile 2026, nella seduta n. 415

SBROLLINI, FURLAN, MUSOLINO, SCALFAROTTO - Al Ministro della salute. -

Premesso che:

un rapporto dell’organizzazione non governativa francese “Règles élémentaires”, basato su oltre 20 anni di pubblicazioni scientifiche internazionali, denuncia come numerosi prodotti per l'igiene durante il ciclo mestruale conterrebbero sostanze potenzialmente nocive, tra cui pesticidi, metalli pesanti (come piombo, arsenico, cadmio), PFAS, detti “inquinanti eterni” presenti anche in padelle e imballaggi alimentari, ftalati, diossine, composti organici volatili: alcuni di questi elementi, presi singolarmente, risultano essere già classificati come cancerogeni e interferenti endocrini;

l’insieme di tali sostanze in un unico prodotto, quali assorbenti, tamponi e altri dispositivi destinati a un utilizzo prolungato e a contatto diretto con mucose particolarmente sensibili, rischia di produrre possibili pericoli per la salute delle consumatrici, considerando anche come essi vengano utilizzati ogni mese, per decenni;

nell’indagine viene altresì segnalata l’assenza di una normativa europea specifica che disciplini in maniera organica la composizione chimica dei prodotti mestruali, utilizzati da circa 112 milioni di persone in Europa, i limiti di contaminanti ammessi, gli obblighi di trasparenza sui materiali utilizzati e i controlli sistematici sulla sicurezza dei prodotti immessi sul mercato;

attualmente, infatti, in Europa i prodotti mestruali non sono classificati né come cosmetici né come dispositivi medici, ma rientrano in un quadro generalista, che impone ai produttori di immettere sul mercato prodotti “sicuri”, senza però definire concretamente il significato: il regolamento REACH, che disciplina le sostanze chimiche nell’Unione europea, di fatto, non colma questa lacuna, ma valuta le sostanze una per una e non riconosce i prodotti mestruali come categoria d’uso prioritaria;

è inammissibile che l’uso dei prodotti per l'igiene durante il ciclo mestruale, essenziali nella vita delle donne, rischino di mettere a rischio la salute delle consumatrici: tali prodotti devono garantire standard di sicurezza elevati e trasparenza sulla loro composizione e commercializzazione, affinché non venga compromessa la fiducia delle consumatrici rispetto al loro utilizzo;

risulta pertanto necessario che il Ministro in indirizzo si attivi con rapidità al fine di promuovere controlli sulla composizione chimica dei prodotti per l’igiene durante il ciclo mestruale commercializzati nel territorio nazionale, affinché siano tutelati la salute e i diritti delle consumatrici; allo stesso tempo risulta doveroso che in sede europea solleciti l’adozione di una normativa specifica e più stringente sui prodotti, prevedendo limiti chiari per le sostanze chimiche utilizzabili e standard uniformi di sicurezza,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati dall’inchiesta e se non intenda chiarire quali siano i controlli attualmente previsti in Italia per la verifica della composizione chimica dei prodotti per l’igiene durante il ciclo mestruale commercializzati nel territorio nazionale;

se non intenda promuovere, in sede europea, l’adozione di una normativa specifica e più stringente sui prodotti usati durante il ciclo mestruale, prevedendo limiti chiari per le sostanze chimiche utilizzabili, obblighi di etichettatura trasparente e standard uniformi di sicurezza;

quali misure intenda adottare per promuovere e incentivare la produzione e la diffusione di prodotti per l'igiene durante il ciclo mestruale privi di sostanze potenzialmente nocive per la salute delle donne.