Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 1-00179

Atto n. 1-00179

Pubblicato l'8 aprile 2026, nella seduta n. 406

PATTON, FLORIDIA Aurora, SPAGNOLLI, LOMBARDO, SBROLLINI, UNTERBERGER, DURNWALDER, FREGOLENT, SCALFAROTTO, ROJC, RANDO, DELRIO, CASINI, SENSI, BEVILACQUA, PIRRO, VERINI, DE CRISTOFARO, MAGNI, CRISANTI, BORGHI Enrico, BAZOLI

Il Senato,

premesso che:

la linea ferroviaria della Valsugana, in particolare la tratta Trento-Tezze di Grigno, è stata inaugurata nel 1896 e completata fino a Venezia nel 1910, assumendo storicamente una funzione di collegamento prevalentemente locale;

il tratto alpino Bassano del Grappa-Trento non è mai stato inquadrato come un asse strategico nazionale o internazionale, a causa delle sue caratteristiche infrastrutturali, inadatte al traffico pesante e alle lunghe percorrenze;

ad oggi, sulla tratta si svolge un servizio di trasporto locale con 13 stazioni e 10 fermate, che serve quotidianamente circa 6.000 passeggeri tra pendolari, studenti, turisti e cicloturisti, senza collegamenti diretti di lunga percorrenza;

visto che:

nel corso del Novecento, numerose linee ferroviarie a suo tempo realizzate dall’impero asburgico sono state dismesse (tra cui Rovereto-Mori-Riva, Ora-Predazzo e Dermulo-Mendola), in conseguenza della progressiva affermazione del trasporto su gomma, con conseguente perdita di capillarità del servizio pubblico ferroviario;

attualmente, pertanto, la ferrovia della Valsugana si estende complessivamente per 147 chilometri, collegando Trento a Venezia Mestre (67 chilometri in Trentino e 80 in Veneto), a binario semplice per quasi tutto il percorso e a scartamento normale, elettrificata solo nel tratto Venezia Mestre-Bassano del Grappa e a trazione diesel nel restante percorso;

considerato che:

la funzionalità della linea Valsugana è pesantemente limitata dalla bassa velocità commerciale, dovuta alla tortuosità del tracciato, dal numero delle fermate necessarie a garantire la capillarità del servizio, dalla saturazione della circolazione e dalla presenza di numerosi punti di incrocio;

in ragione dell’andamento plano-altimetrico e per la presenza di gallerie a sagoma ridotta, la linea non è attualmente idonea al trasporto passante delle merci, pur connettendo aree produttive di prim’ordine, porti e interporti di valenza internazionale, salva la realizzazione di nuove infrastrutture dedicate che consentano il collegamento con la val d’Adige;

nondimeno, una serie di studi di fattibilità avviati con RFI evidenzia che l’attuale linea a binario semplice non è in grado di sostenere ulteriori diramazioni senza una riduzione dell’offerta esistente;

anche per tali motivi, il 6 novembre 2025 il Consiglio della Provincia autonoma di Trento ha approvato all’unanimità una mozione che impegna la Giunta provinciale a promuovere iniziative per potenziare e raddoppiare la linea ferroviaria Valsugana, previa valutazione della fattibilità tecnica ed economica;

con lo stesso obiettivo, negli ultimi anni sono stati realizzati alcuni interventi migliorativi sulla tratta trentina, tra cui la riqualificazione di stazioni e fermate, l’introduzione del cadenzamento orario a 30 minuti, l’acquisto di nuovi convogli e l’avvio dell’elettrificazione del tratto Trento-Borgo Valsugana est;

in particolare, si stima che l’elettrificazione della tratta produrrà benefici ambientali significativi in termini di riduzione delle emissioni climalteranti, dell’inquinamento acustico e di miglioramento del comfort di viaggio, con una previsione di raddoppio dei passeggeri e una riduzione del traffico veicolare sulla strada statale 47;

tuttavia, la sola elettrificazione non è sufficiente a rendere il trasporto ferroviario realmente competitivo rispetto al mezzo privato, a causa dei lunghi tempi di percorrenza, dell’insufficienza dell’offerta serale e delle frequenti interruzioni del servizio;

è, quindi, necessario aumentare la velocità commerciale e l’offerta di corse cadenzate e non, attraverso interventi di rettifica del tracciato e di raddoppio selettivo dei binari;

ritenuto, infine, che:

il rafforzamento, nel complesso, del trasporto ferroviario rappresenta uno strumento essenziale per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale, di riduzione delle emissioni, di tutela della salute pubblica e di miglioramento della qualità della vita nelle aree attraversate dalla linea, al contempo riducendo il transito di veicoli sulle strade extraurbane;

in questa prospettiva, la Provincia autonoma di Trento ha sottoscritto un protocollo d’intesa con la Regione Veneto e la Provincia di Belluno per la realizzazione di un collegamento ferroviario sulla direttrice Feltre-Valsugana-Trento, anche denominato “anello delle Dolomiti”, il cui sviluppo richiede una linea Valsugana funzionale e non satura;

ad ogni modo, lo sviluppo economico del Nordest, l’intensificazione degli scambi attraverso il Brennero, la posizione strategica tra i porti dell’alto Adriatico e il valico, la crescita del porto di Trieste, i flussi turistici e la presenza diffusa di atenei rendono il corridoio della Valsugana una via centrale, soprattutto per una migliore ripartizione modale dei traffici;

il potenziamento della linea ferroviaria della Valsugana, unitamente alla messa in sicurezza della strada statale 47, allo sviluppo della mobilità ciclabile e alla riduzione del traffico su gomma, è parte integrante della strategia di accesso orientale al Trentino prevista dal piano urbanistico provinciale;

attualmente, nel contratto di programma (parte investimenti) tra lo Stato e RFI è previsto il finanziamento dell’elettrificazione della tratta Trento-Borgo Valsugana est (lotto 1), mentre non risultano finanziati i lotti 2 e 3 per il completamento dell’elettrificazione; inoltre, non è previsto il raddoppio della linea ferroviaria della Valsugana,

impegna il Governo:

1) a promuovere il potenziamento della linea ferroviaria della Valsugana quale infrastruttura strategica per la mobilità sostenibile, il trasporto pubblico locale, il turismo e la riduzione del traffico veicolare;

2) a inserire nel contratto di programma con RFI la completa elettrificazione della tratta Trento-Bassano del Grappa e un programma pluriennale di raddoppio e rettifica della linea, articolato in lotti funzionali e coerenti con una visione complessiva dell’opera;

3) a finanziare la progettazione e realizzazione dell’opera pubblica secondo quanto previsto dagli artt. 41-44 e dall’allegato I.7 del decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36 (codice degli appalti);

4) a promuovere un protocollo di intesa tra la Provincia autonoma di Trento e la Regione Veneto e gli altri enti territoriali interessati, finalizzato a definire il quadro delle esigenze dell’opera in relazione al trasporto locale e, ove ambientalmente sostenibile, delle merci.