Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 1-00175

Atto n. 1-00175

Pubblicato il 31 marzo 2026, nella seduta n. 404

PAITA, RENZI, BORGHI Enrico, FREGOLENT, FURLAN, MUSOLINO, SBROLLINI, SCALFAROTTO

Il Senato,

premesso che:

nonostante il Governo abbia annunciato più volte l’adozione di un piano casa volto a contrastare la crisi abitativa che sta toccando il nostro Paese, a tre anni e mezzo dall'inizio della Legislatura non è stata messa in atto alcuna concreta azione per la sua realizzazione;

l’Italia stia attraversando una severa crisi abitativa che coinvolge circa 1,5 milioni di famiglie, costrette a vivere in gravi condizioni di difficoltà a causa dei bassi redditi e del persistente aumento degli affitti;

a soffrirne in particolare modo sono gli studenti e i giovani lavoratori, i quali sono costretti a ritardare la propria emancipazione per l’impossibilità oggettiva di acquistare e mantenere in autonomia una propria abitazione: i dati Eurostat dimostrano come l’Italia sia il secondo Paese europeo per numero di giovani tra i 20 e i 29 anni che vivono ancora a casa coi genitori, di fatto una percentuale del 79 per cento contro la media europea del 54 per cento;

l’obiettivo di assicurare indipendenza e autonomia ai giovani deve essere garantito quanto prima: le implicazioni sociali e personali meritano tutela prioritaria, in quanto sono diretta espressione del principio personalistico e solidaristico cristallizzato all'articolo 2 della Costituzione: è fondamentale garantire la possibilità di ottenere un alloggio anche alle studentesse e agli studenti universitari, che troppo spesso vengono limitati nella propria capacità di scelta del polo universitario maggiormente congeniale per ragioni economiche (caro affitti e caro vita in primis);

secondo l'osservatorio nazionale sulle politiche abitative e di rigenerazione urbana, in Italia sono presenti oltre 650.000 famiglie nelle graduatorie comunali per l'accesso ad una casa popolare (almeno 1,4 milioni di persone), si stima, inoltre, la presenza di almeno 100.000 case vuote di proprietà pubblica non affittate a causa della mancata manutenzione e successiva assegnazione;

lo scorso agosto 2025 la Presidente del Consiglio dei ministri aveva annunciato l'imminente adozione di un piano casa, attraverso un investimento decennale di 15 miliardi di euro: a distanza di più di sei mesi, il piano non risulta in alcun modo essere realizzato, né stilato;

il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il 5 marzo 2026, aveva annunciato come nel successivo Consiglio dei ministri il Governo avrebbe deliberato l’adozione di un decreto-legge per lo stanziamento di 950 milioni di euro volti alla manutenzione e al recupero del patrimonio pubblico di edilizia residenziale e sociale: anche in questo caso, la promessa non è stata in alcun modo mantenuta, dimostrando come l'emergenza abitativa sia utilizzata dalla compagine governativa esclusivamente a fini elettorali;

la ritrosia e noncuranza del Governo rispetto alla profonda crisi abitativa è dimostrata altresì dalle scarse risorse economiche messe a disposizione nel leggi di bilancio per gli anni dal 2023 al 2026 per la realizzazione del piano casa: in virtù di tali finanziamenti, le risorse complessive risultano essere pari a 970 milioni di euro, per una media di solo 242 milioni di euro stanziati all’anno, risorse molto lontane dall’investimento di 15 miliardi di euro annunciati dalla Presidente del Consiglio dei ministri;

nei fatti, l’ultimo piano nazionale per il contrasto all’emergenza abitativa risulta essere stato adottato dal Governo Renzi, con legge di bilancio per l’anno 2016, tramite la predisposizione e il finanziamento del programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia;

il programma, in particolare, ha previsto l’erogazione di 2.100 milioni di euro ai Comuni capoluogo di provincia e le Città metropolitane, consentendo loro di attuare progetti legati alla riqualificazione urbana, al miglioramento della sicurezza e del decoro cittadino, al potenziamento dei collegamenti tra centro e periferia e alla realizzazione di progetti per l’inclusione dei cittadini;

la crisi abitativa è ormai un’emergenza conclamata che sta mettendo in seria difficoltà milioni di italiani, provocando non solo difficoltà economiche sul breve periodo, ma bloccando anche la realizzazione dei progetti di vita delle famiglie e dei giovani studenti e lavoratori: l’abitazione è un elemento fondamentale per poter condurre una vita dignitosa, e senza di essa viene meno la possibilità per le persone e le famiglie di rispondere alle proprie esigenze e bisogni;

il Governo è chiamato ad impegnarsi nella realizzazione concreta e immediata del piano casa, stanziando le risorse promesse ed affrontando la questione in modo organico e strutturale, attraverso un piano che includa il recupero del patrimonio edilizio pubblico attualmente disabitato, programmi di edilizia residenziale sociale, misure per garantire la possibilità di ottenere un alloggio sostenibile alle studentesse e agli studenti universitari e interventi per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie,

impegna il Governo:

1) ad elaborare un piano casa da almeno 15 miliardi di euro, come promesso dal Governo, volto a contrastare il sempre più dirompente disagio abitativo attraverso l’aumento dell’offerta abitativa, anche tramite la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente, con l’obiettivo di rispondere ai fabbisogni abitativi delle persone e delle famiglie, nonché attraverso la predisposizione di programmi sociali di inclusione abitativa e di edilizia residenziale sociale;

2) ad adottare misure legislative affinché le abitazioni pubbliche attualmente sfitte e non assegnate a causa della mancata manutenzione vengano recuperate e messe in sicurezza tramite operazioni di ristrutturazione straordinarie, consentendo così l’assegnazione degli alloggi ai cittadini che presentano i requisiti richiesti, con l’obiettivo di aumentare il numero delle unità abitative pubbliche a disposizione;

3) a promuovere misure economiche in grado di agevolare l'indipendenza abitativa degli studenti, dei giovani lavoratori e delle famiglie in difficoltà economica, tramite agevolazioni e detrazioni per sostenere il costo degli affitti e per l’acquisto di immobili;

4) ad adottare un piano di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia, allo scopo di rigenerare aree urbane degradate, aumentare i servizi per i cittadini, favorire l’accesso a spazi pubblici, e migliorare la qualità della vita di chi vi abita;

5) ad incrementare la dotazione del fondo di garanzia per la prima casa “under 36” ed estenderne l’accesso, nonché a ripristinare le defiscalizzazioni introdotte dal Governo Draghi in materia di imposta ipotecaria e di bollo;

6) a istituire un fondo per il sostegno delle locazioni delle giovani coppie, al fine di riconoscere contributi a fondo perduto fino a 3.000 euro in favore di giovani coppie che avviano un contratto di locazione di immobili a uso residenziale siti in comuni ad alta densità abitativa di durata pari ad almeno 24 mesi;

7) a prevedere una detassazione al 10 per cento, con aliquota progressiva fino a un massimo del 20 per cento, dei canoni di locazione in favore dei locatori che affittano il proprio immobile a studenti universitari nell’ambito di comuni ad alta intensità abitativa, a condizione che questi riducano il canone concordato del 10 per cento (per i contratti in essere) ovvero si impegnino a concordare (per i nuovi contratti) canoni di importo inferiore almeno al 10 per cento rispetto ai canoni praticati per immobili simili sul medesimo territorio;

8) a promuovere una norma volta ad individuare gli utilizzi di scopo per i patrimoni immobiliari pubblici, superando così gli attuali vincoli;

9) a prevedere uno specifico stanziamento di bilancio volto a finanziare la riqualificazione e la rigenerazione degli edifici militari e civili dismessi, così da aumentare le unità del patrimonio edilizio pubblico agibile e utilizzabile;

10) a istituire due fondi, da 500 milioni di euro ciascuno e a decorrere dall’anno corrente, volti rispettivamente a finanziare progetti di riconversione in residenze universitarie degli immobili di proprietà (o nella disponibilità) delle Regioni e delle Province autonome, e a riconoscere contributi a fondo perduto in favore di studentesse e studenti universitari fuori sede che abbiano un contratto di locazione in essere, per l’acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico locale e regionale;

11) a garantire la piena e rapida realizzazione degli interventi finanziati e cofinanziati dal PNRR e dal PNC in materia di politiche abitative, scongiurando ritardi e rimodulazioni che possano inficiarne la buona riuscita.