Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 4-02750
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Atto n. 4-02750
Pubblicato il 4 febbraio 2026, nella seduta n. 388
SBROLLINI - Al Ministro della salute. -
Premesso che:
l’uscita dal mondo del lavoro di un numero sempre più elevato di medici di medicina generale sta creando gravi criticità in numerosi territori, dove molti cittadini non riescono più a trovare un medico di riferimento e sono pertanto costretti a ricorrere ai punti di pronto soccorso, con conseguente sovraccarico di questi ultimi;
la mancata sostituzione dei medici di base cessati dal servizio è dovuta anche alla carenza di nuovi professionisti, sempre meno attratti dalla tipologia di professione;
la scarsa attrattività deriva da una combinazione di fattori, tra cui una retribuzione ritenuta non adeguata rispetto agli sforzi richiesti, un eccessivo carico burocratico, un numero di pazienti troppo elevato che riduce significativamente il tempo dedicabile all’attività clinica; la professione di medico di base risulta inoltre meno appetibile rispetto a specializzazioni considerate più stimolanti o meglio tutelate anche a causa di una carente programmazione che ha prodotto bandi spesso deserti e un crescente allarme sociale;
le riforme più volte annunciate per rendere la professione più attrattiva, tra cui la trasformazione dei medici di medicina generale in dipendenti del servizio sanitario nazionale, non hanno trovato concreta attuazione, alimentando nei giovani professionisti una percezione di scarsa gratificazione e di elevato stress lavorativo rispetto alle specialità ospedaliere, che garantiscono condizioni contrattuali e organizzative migliori;
le numerose incombenze burocratiche continuano ad aumentare, gravando pesantemente sull’attività quotidiana del medico di base;
nella maggior parte dei casi, i medici di medicina generale non possono permettersi di avvalersi di una segreteria di supporto per la gestione di attività quali prenotazioni telefoniche, rinnovo e invio delle prescrizioni mediche ai pazienti, a causa dei costi già molto elevati a loro carico;
l’affitto e la gestione dell’ambulatorio restano generalmente a carico del medico stesso, in assenza di un obbligo strutturato all’aggregazione in forme associative o di gruppo che consentirebbero economie di scala e migliori condizioni di lavoro,
si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per dare una rapida risposta alle esigenze dei pazienti e per affrontare in modo strutturale la crescente carenza di medici di medicina generale sul territorio.