Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 4-02632
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Atto n. 4-02632
Pubblicato il 7 gennaio 2026, nella seduta n. 377
FURLAN, BORGHI Enrico, FREGOLENT, SBROLLINI, SCALFAROTTO - Ai Ministri delle imprese e del made in Italy, dell'economia e delle finanze, del lavoro e delle politiche sociali e dell'ambiente e della sicurezza energetica. -
Premesso che:
lo stabilimento Eurallumina S.p.A., sito a Portovesme, nel territorio del Sulcis Iglesiente (Sardegna), rappresenta uno dei principali presidi industriali dell’isola e un asset strategico della filiera nazionale dell’alluminio, producendo allumina, materia prima indispensabile per numerosi comparti industriali, tra cui trasporti, edilizia, energia, manifattura avanzata e difesa;
il fermo degli impianti, avvenuto nel 2009, è stato determinato principalmente dall’insostenibilità dei costi energetici in un territorio storicamente privo di metanizzazione e ha dato origine a una delle più lunghe vertenze industriali del Paese, con gravi ricadute economiche, occupazionali e sociali sull’intero Sulcis Iglesiente, area riconosciuta come crisi industriale complessa;
storicamente lo stabilimento Eurallumina garantiva circa 300 addetti diretti altamente qualificati e un indotto stimato tra 700 e 1.000 occupati complessivi, svolgendo un ruolo determinante nella tenuta economica e sociale del territorio;
dal 2009 a oggi la mancata ripartenza produttiva ha comportato un ricorso continuativo agli ammortizzatori sociali, con un costo cumulato per la finanza pubblica stimabile in decine di milioni di euro, senza che ciò abbia condotto a una soluzione strutturale della vertenza;
nel 2023, a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina e dell’adozione dei pacchetti sanzionatori europei, il Comitato di sicurezza finanziaria (CSF) ha disposto il congelamento degli asset riconducibili alla proprietà di Eurallumina (gruppo UC Rusal);
tale congelamento non riguarda l’attività produttiva in sé, ma impedisce all’azienda di utilizzare i propri beni e le proprie risorse finanziarie, bloccando di fatto la realizzazione del piano industriale e degli investimenti previsti, pari a circa 400 milioni di euro, necessari alla ripresa produttiva dello stabilimento;
nel periodo 2024-2025 è stato approvato il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri detto “energia Sardegna”, che pone fine a una storica anomalia infrastrutturale, consentendo l’accesso al gas naturale e creando le condizioni per la competitività delle imprese energivore dell’isola, tra cui Eurallumina;
l’efficacia del decreto è tuttavia subordinata alla tempestiva attuazione delle opere, alla loro cantierizzazione e al necessario coordinamento con i tempi industriali della ripartenza produttiva;
nel corso del 2025, di fronte al rischio concreto di chiusura definitiva dello stabilimento, una forte e responsabile mobilitazione dei lavoratori, culminata nella protesta sui silos dell’impianto, ha riportato la vertenza Eurallumina all’attenzione nazionale;
a seguito di tale mobilitazione, in data 10 dicembre 2025, presso il Ministero delle imprese e del made in Italy, si è svolto un tavolo istituzionale con la partecipazione del Governo, della Regione Sardegna, dell’Agenzia del demanio, dell’azienda e delle organizzazioni sindacali;
in tale sede il Governo ha annunciato una misura straordinaria di continuità aziendale, consistente nello stanziamento di circa 9,6 milioni di euro per il primo semestre del 2026, finalizzata a garantire la sicurezza degli impianti, attività di bonifica ambientale e la tenuta occupazionale;
tale misura è stata esplicitamente qualificata come "intervento ponte", necessario a evitare la chiusura dello stabilimento, ma non risolutivo ai fini della ripresa produttiva;
permangono inoltre rilevanti interrogativi circa una possibile disparità di applicazione delle sanzioni europee, in quanto stabilimenti riconducibili al medesimo gruppo industriale risulterebbero operativi in altri Paesi dell’Unione europea, tra cui Germania, Svezia e Irlanda;
la mancata ripartenza di Eurallumina comporterebbe la perdita definitiva di competenze industriali strategiche, un ulteriore aggravamento della crisi occupazionale nel Sulcis Iglesiente e una maggiore dipendenza dell’Italia dalle importazioni extra UE di allumina e alluminio, con evidenti rischi geopolitici e industriali;
la vertenza Eurallumina assume pertanto una dimensione nazionale, intrecciando politica industriale, sicurezza energetica, corretta applicazione delle sanzioni europee, coesione territoriale e tutela del lavoro,
si chiede di sapere:
quali iniziative il Governo intenda assumere, nel rispetto dell’autonomia del Comitato di sicurezza finanziaria, per favorire una soluzione che consenta lo sblocco degli asset o l’approvazione di un riassetto societario idoneo a permettere l’avvio degli investimenti e la ripresa produttiva di Eurallumina;
se abbia avviato o intenda avviare un confronto in sede europea per verificare l’eventuale disparità di applicazione delle sanzioni rispetto ad altri Stati membri, al fine di garantire uniformità di trattamento e tutela dei lavoratori italiani;
quali garanzie operative e quali tempi certi siano previsti per l’attuazione concreta del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri detto “energia Sardegna”, con particolare riferimento alla cantierizzazione delle infrastrutture e alla loro effettiva entrata in esercizio;
se e con quali modalità il Governo intenda coinvolgere formalmente la proprietà aziendale (UC Rusal) al fine di ottenere impegni chiari, verificabili e vincolanti sugli investimenti previsti, pari a circa 400 milioni di euro, e sui tempi di ripartenza produttiva;
quali ulteriori misure intenda adottare per evitare che il Sulcis Iglesiente resti intrappolato in una gestione permanente dell’emergenza, fondata esclusivamente sugli ammortizzatori sociali, e per trasformare la spesa pubblica in sviluppo industriale stabile e occupazione duratura;
se non ritenga che la ripartenza di Eurallumina costituisca una scelta di politica industriale strategica nazionale, coerente con gli obiettivi di autonomia produttiva, sicurezza delle filiere e transizione energetica del Paese.