Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 4-01634
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Atto n. 4-01634
Pubblicato il 3 dicembre 2024, nella seduta n. 248
SBROLLINI - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze. -
Premesso che:
la legge 30 luglio 2010, n. 122, ha stabilito che i pagamenti dei trattamenti di fine rapporto (TFR) e di fine servizio (TFS) a favore dei dipendenti pubblici avvengano con tempistiche che prevedono un’attesa che varia da 3 mesi e mezzo a 27 mesi: un periodo del tutto irragionevole, ulteriormente aggravato con la legge 27 dicembre 2013, n. 147, che ha previsto la rateizzazione in due o tre annualità dell'erogazione dell’importo nel caso questo superi una certa soglia;
l’intervallo varia anche a seconda delle cause che hanno dato origine alla risoluzione del rapporto: nel caso di raggiungimento dei limiti di età o dei limiti di servizio, per la cessazione del contratto di lavoro a tempo determinato ovvero per le risoluzioni unilaterali dell'amministrazione (i cosiddetti esuberi), il deferimento del pagamento sale a 15 mesi; nel caso di pensionamenti per inabilità o per decesso l’attesa è di 3 mesi e mezzo; nell’ipotesi di dimissioni volontarie, licenziamenti e destituzioni il termine per il pagamento è di 27 mesi;
l'articolo 1, comma 484, della legge n. 147, modificando l'articolo 12, commi 7 e 8, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, ha inoltre disposto che dal 31 maggio 2010, per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche le tempistiche per l’ottenimento del riconoscimento del trattamento di fine servizio e di fine rapporto, spettante in seguito a cessazione di servizio, dipendono dall’importo: se questo non supera 50.000 euro lordi il pagamento avviene in un’unica soluzione; tra 50.000 e 100.000 euro il pagamento è diviso in due rate, la prima da 50.000 euro è prevista nel primo anno e la restante parte dopo 12 mesi dal pagamento della prima; mentre se supera 100.000 euro il pagamento è in tre rate, 50.000 il primo anno, 50.000 il secondo e la rimanenza il terzo anno;
appare sconcertante e inaccettabile che la pubblica amministrazione impieghi un lasso di tempo così ampio per erogare i trattamenti, soprattutto alla luce degli ampi processi di digitalizzazione della pubblica amministrazione e degli interventi di semplificazione e accelerazione dei pagamenti dei debiti di quest’ultima;
il trattamento di fine rapporto o fine servizio rappresenta un diritto incomprimibile, maturato sulla base di anni di lavoro e sacrifici del lavoratore, che viene di fatto pregiudicato da un'attesa così lunga che si rivela capace di impedirne il godimento, nonché il pieno sfruttamento degli importi di propria competenza, magari a fini di investimento (ad esempio per sostenere l’avvio di attività di figli, nipoti o altri parenti, oppure per contribuire all’acquisto di un immobile), anche in un’ottica redistributiva intergenerazionale oltre che di godimento personale,
si chiede di sapere quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano adottare per velocizzare i suddetti termini per l'erogazione ai dipendenti pubblici e statali del trattamento di fine rapporto e di fine servizio, consentendo così di rispettare un diritto incomprimibile e fondamentale che permette ai lavoratori di godere delle trattenute avute durante il periodo lavorativo e di beneficiare pienamente e senza dilazione del capitale accumulato con anni di lavoro.