Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 4-01574
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Atto n. 4-01574
Pubblicato l'11 novembre 2024, nella seduta n. 241
SBROLLINI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dell'interno. -
Premesso che:
gli enti locali si trovano a fronteggiare una situazione finanziaria sempre più complessa, caratterizzata da un costante incremento delle spese correnti, determinato da fattori quali l'inflazione, l'incremento dei costi del personale e del materiale e l'emergenza climatica;
l’emergenza climatica assieme alla maggiorazione dei costi delle materie prime colpisce, tra l’altro, la realizzazione di opere atte alla prevenzione dei danni delle catastrofi climatiche, rendendo sempre più onerosa anche la manutenzione ordinaria e straordinaria;
le ulteriori spese dovute agli eventi climatici gravano tanto sul settore pubblico quanto su quello privato, i quali vengono colpiti in particolar modo nelle zone maggiormente a rischio di dissesto idrogeologico;
il cambiamento climatico impone, sia nel brevissimo che nel medio e lungo termine, degli investimenti sul territorio per consolidare le situazioni critiche, prevedendo nuove opere di contrasto ad alluvioni e inondazioni;
gli enti locali, in particolare i Comuni, necessitano di maggiori risorse economiche, ma tale necessità non sembrerebbe essere nelle immediate volontà del Governo in quanto nella manovra finanziaria che il Parlamento si appresta a discutere le risorse per gli enti locali hanno ricevuto, come ogni altro settore, dei tagli netti;
come segnalato dall’ANCI Lombardia, nell’arco del decennio 2013-2022 il peso dei Comuni sulla spesa pubblica complessiva è passato dall’8,2 al 6,5 per cento, e la spesa complessiva in rapporto al PIL si è ridotta tra il 2010 e il 2022 dal 4,1 al 3,6 percento;
il combinato disposto di quanto previsto dalle leggi di bilancio per il 2024 e per il 2025, come segnalato dalla stessa associazione, opera di fatto un taglio sulla disponibilità di spesa di parte corrente per 1,35 miliardi di euro tra il 2025 e il 2029, trasformandoli in disponibilità di spesa in conto capitale per ciascun anno successivo all’accantonamento;
ciò non solo contraddice lo spirito e le finalità del PNRR, ma mette inoltre a rischio il funzionamento delle opere pubbliche;
a queste forme di sottofinanziamento si aggiungono anche le riduzioni o gli azzeramenti di fondi per investimenti e il taglio del turnover del personale dei Comuni;
tali criticità, oltre a riflettersi sulla qualità della pubblica amministrazione locale, avranno degli effetti nefasti sui risultati che queste dovrebbero raggiungere, facendo pagare in tal modo il prezzo maggiore cittadini più vulnerabili,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo ritengano che i Comuni siano in grado di sostenere i tagli e i congelamenti finanziari previsti per il prossimo quinquennio senza incidere significativamente sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini;
se non ritengano di modificare i termini delle restrizioni finanziarie, in modo da permettere una maggiore autonomia negli investimenti e nel turnover agli enti locali, anche considerando la spesa corrente crescente.