Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-01432
Azioni disponibili
Atto n. 3-01432 (in 2ª Commissione)
Pubblicato il 29 ottobre 2024, nella seduta n. 235
VERINI, ZAMBITO, PARRINI, FRANCESCHELLI, RANDO, MIRABELLI, VALENTE, VERDUCCI, CAMUSSO, SENSI, MALPEZZI, MARTELLA, ROJC, CASINI, GIACOBBE, FURLAN, BASSO, TAJANI, ROSSOMANDO, GIORGIS, NICITA, ZAMPA, LA MARCA, DELRIO, MANCA, ALFIERI - Ai Ministri della giustizia e dell'interno. -
Premesso che:
"Prato è un polo industriale di proporzioni significative in ambito nazionale ed è, al contempo, crocevia sempre più importante di flussi migratori, affaristici, economici e criminali”. A scriverlo è il procuratore capo di Prato, Luca Tescaroli, in una relazione indirizzata Ministero della giustizia e al Ministero dell'interno e pubblicata integralmente sul sito della Procura di Prato;
Prato è certamente una città laboriosa ed operosa, con un tessuto civile e democratico solido ma, come è sottolineato nella relazione, si susseguono sistematicamente, come avviene purtroppo anche in altre città, aggressioni, incendi, intimidazioni, minacce, lesioni, sfruttamento del lavoro, nonostante, per quest’ultimo aspetto, l’azione svolta, per competenza, con meticolosità dagli ispettori ASL e dagli agenti della Polizia municipale, anche se servirebbe un potenziamento degli organismi preposti al controllo che lo Stato dovrebbe garantire unitamente al rafforzamento della Guardia di finanza per contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale;
permangono le violenze di ogni genere che nell’ultimo anno sono aumentate, per non parlare poi delle infiltrazioni mafiose calabresi e campane o del “racket delle grucce”;
a quanto detto si aggiunga che da parte di un gruppo di soggetti cinesi e di altre nazionalità è stato organizzato un servizio di pagamento tipico delle attività bancarie, ma del tutto abusivo, che è stato messo a disposizione di organizzazioni criminali di tipo mafioso presenti sul territorio nazionale, dedite al traffico di droga. Così le mafie hanno trovato a Prato agevolazioni nella loro attività di narcotraffico attraverso “un servizio in grado di operare la movimentazione su vasta scala di capitali di origine illecita e di permetterne il reimpiego”. È questo uno dei fatti inquietanti riportati dal procuratore capo Luca Tescaroli nella sua relazione;
Prato risulta essere settima, secondo i dati forniti dal Ministero dell'interno nel 2023, nella classifica sull’indice della criminalità rispetto alle altre province italiane;
Prato e la sua provincia, come segnalato dal Procuratore capo, sono caratterizzate da una complessità e da una pericolosità criminale che non sono del tutto note e non adeguatamente comprese. Una situazione che richiederebbe organici di magistratura e di appartenenti alle forze dell’ordine ben più consistenti di quelli esistenti per contrastare tali fenomeni;
nella Procura di Prato attualmente manca un sostituto, vi sono nove pubblici ministeri e il Procuratore. C'è una riduzione di personale nell'attuale assetto del Tribunale penale di Prato, per il trasferimento di alcuni giudici e per il pensionamento del Presidente, e c'è una riduzione dei collegi, che sono passati da tre a uno, così come il congelamento di alcuni ruoli dei giudici monocratici. La conseguenza è il cosiddetto effetto “imbuto” sui processi. Il tempo medio di fissazione delle udienze monocratiche tra la richiesta e la prima udienza è di 973 giorni, oltre due anni e mezzo. Tempo che è destinato ad aumentare;
il procuratore capo Tescaroli, alla luce di quanto evidenziato, ha espresso l'auspicio che venga creata, nell’ambito della Direzione distrettuale antimafia, anche una sezione della stessa presso la Procura di Prato,
si chiede di sapere:
quali siano le opinioni dei Ministri in indirizzo in merito alla relazione del procuratore capo Tescaroli e se non ritengano opportuno approfondire con il diretto interessato e con le forze di polizia gli aspetti critici derivanti dalla complessità della situazione, anche al fine di garantire maggiore sicurezza alla comunità pratese e se non ritengano opportuno, altresì, alla luce dell'eccezionalità degli eventi criminali che negli anni si sono susseguiti, prevedere la creazione di una sezione della Direzione distrettuale antimafia che abbia sede a Prato e integrare al contempo gli organici della Procura e del Tribunale penale;
se non ritengano opportuno attivare un tavolo di lavoro con gli altri Ministeri interessati per affrontare, per competenza, le diverse criticità che si trova a vivere il Comune di Prato.