Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-01246
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Atto n. 3-01246 (in 10ª Commissione)
Pubblicato il 3 luglio 2024, nella seduta n. 205
SBROLLINI - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. -
Premesso che:
l’Unione nazionale mutilati per servizio (UNMS) è un ente morale istituito con decreto del Capo dello Stato n. 650 del 1947, che con decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978 ha assunto la personalità giuridica di diritto privato;
con legge n. 337 del 1953, all'ente è stata riconosciuta la rappresentanza e la tutela degli interessi dei mutilati per causa di servizio presso le pubbliche amministrazioni e gli istituti di assistenza in materia;
il sostegno all’UNMS è disciplinato dalle leggi n. 476 del 1987 e n. 438 del 1998; inoltre l’ente è tra i destinatari del 5 per mille dell’IRPEF ed è iscritto al registro delle associazioni di promozione sociale presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali; l'Unione ha un unico patrimonio, contabilità, soggettività tributaria, e le articolazioni periferiche sono dotate di indipendenza operativa e funzionale, ma non di autonomia amministrativa, gestionale, patrimoniale o contabile;
l'UNMS riscuote i contributi associativi, su partite di pensione erogate dallo Stato, tramite lo strumento delle deleghe con ritenuta sui ratei mensili delle stesse;
l'articolo 21 del decreto-legge n. 201 del 2011 ha attribuito all'INPS tutte le relative funzioni per la riscossione dei contributi sindacali;
l’ente, in quanto percettore di finanziamenti pubblici, deve essere sottoposto, nell’ambito del suo autogoverno, alle regole democratiche di elezione dei propri vertici interni e, al contempo, ai controlli opportuni sulla gestione da parte delle istituzioni finanziatrici e della magistratura contabile;
in molteplici occasioni, ogniqualvolta i soggetti che ricoprivano cariche sociali, ovvero ai vertici delle articolazioni periferiche, hanno richiesto, in base ai principi di trasparenza richiamati, o informazioni o copia della documentazione, sono stati oggetto di provvedimenti disciplinari e sospensioni o espulsioni, col chiaro intento di non consentire agli iscritti la conoscibilità degli atti a fondamento della redazione dei bilanci;
relativamente ai provvedimenti disciplinari, questi sono stati più volte oggetto di impugnativa giudiziale da parte degli interessati e, nonostante le numerosissime sentenze favorevoli, la risposta del presidente nazionale si è sempre concretizzata in ulteriori provvedimenti che a loro volta necessitavano di ulteriori azioni legali;
l’attività messa in atto dal presidente, attraverso queste azioni disciplinari secondo l’interrogante pretestuose, è evidentemente tesa all’attuazione di una politica di epurazione che mira ad asservire i vertici dell’associazione alle indicazioni e agli scopi del presidente nazionale;
tale impostazione, le richiamate pretestuose espulsioni di diversi presidenti di sezione, le sentenze avverse all’UNMS e le conseguenti spese prive di fondamento statutario, insieme al procedimento contro il Comune di Napoli per il rilascio di un immobile e la vendita, forse conseguente, della sede di proprietà nella stessa città, potrebbero anche aver seriamente compromesso la solidità patrimoniale dell’ente, a totale insaputa dei soci e dei vertici locali;
più recentemente, poi, risulterebbe da notizie riportate da organi di stampa locali che la sezione di Agrigento dell’Unione nazionale mutilati per servizio, attraverso il suo presidente Arturo Tortorici, avrebbe aderito ad un partito politico e che tale scelta “sarebbe condivisa con l’associazione nazionale, che sostiene le politiche del movimento guidato dal vicepremier e ministro Matteo Salvini, come evidenziato anche dai rapporti di collaborazione e vicinanza tra il presidente nazionale Antonino Mondello e la ministra Alessandra Locatelli”,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno intervenire con urgenza per verificare prima, e garantire poi, la corretta gestione ed utilizzazione dei fondi pubblici erogati a favore dell'ente e la salvaguardia del suo patrimonio e se non intenda, valutata la sussistenza e la gravità dei presupposti richiamati, adottare le iniziative di competenza attraverso il commissariamento dell'ente.