Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 4-01158
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Atto n. 4-01158
Pubblicato il 18 aprile 2024, nella seduta n. 181
SBROLLINI - Al Ministro dell'interno. -
Premesso che:
le aggressioni al personale sanitario rappresentano un fenomeno odioso e deprecabile ovunque si manifestino, ma in Campania stanno aumentando con particolare veemenza, sia per la gravità dei fatti che per il numero di episodi avvenuti nel solo 2024;
la sera del 3 gennaio 2024, presso il pronto soccorso dell’ospedale di Castellammare di Stabia (Napoli), un uomo ha sferrato un pugno al volto di un’infermiera, fratturandole i denti e il setto nasale, mentre una donna ha aggredito brutalmente un’altra infermiera per poi darsi alla fuga. Poche ore dopo, nella clinica “Pineta grande”, in provincia di Caserta, è stata aggredita un’altra infermiera. Tali eventi hanno spinto il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, in accordo con i sindacati, le direzioni generali e gli ordini professionali di area sanitaria, ad istituire posti di polizia a Castellammare, al “San Paolo” e al “Santobono”, secondo le indicazioni del Ministero dell’interno;
secondo i dati di “Nessuno tocchi Ippocrate”, da gennaio a marzo 2024, solo in Campania si sono registrate 22 aggressioni nei soli ospedali delle ASL Napoli 1 e Napoli 2;
la questione della mancata sicurezza negli ospedali ha avuto conseguenze anche nella numerosità del personale medico, a causa delle diverse dimissioni presentate dagli stessi operatori sanitari: proprio a Castellammare, dopo le dimissioni di alcuni neurologi neoassunti, la struttura ospedaliera ha dovuto chiudere l’unità stroke (per gli ictus);
la Regione Campania ha rappresentato al Ministro in indirizzo la pressante urgenza di attivare presidi di forze dell’ordine presso gli ospedali dell’area, luoghi di intollerabili e frequenti aggressioni al personale sanitario;
la stessa prefettura territorialmente competente ha sostenuto la necessità di intensificare il controllo per aumentare i livelli di sicurezza, anche attraverso il passaggio frequente e soste delle pattuglie delle forze dell’ordine. In merito sono state date rassicurazioni sull'incremento della collaborazione tra i presidi territoriali e le direzioni ospedaliere per favorire interventi tempestivi, prevedendo anche che i direttori generali delle aziende ospedaliere dovranno acquisire report aggiornati sugli episodi di violenza avvenuti ai danni dei sanitari, da trasmettere alle forze dell’ordine, per introdurre gli opportuni correttivi;
nel mese di gennaio, presso l’ospedale “San Paolo” di Napoli e l’ospedale di Castellammare di Stabia, data la gravità della situazione, è stato attivato un apposito presidio di polizia e sicurezza per operatori e pazienti, dedicando ad esso uno spazio apposito, subito davanti al pronto soccorso (statisticamente luogo in cui più frequentemente si verificano le aggressioni); analoga misura è stata adottata dall'ospedale “dei Pellegrini”;
tali soluzioni rappresentano un sicuro deterrente per prevenire eventuali lesioni agli operatori sanitari, ma è evidente come l'attivazione di tre soli presidi in tutta la regione non sia sufficiente a garantire in modo omogeneo la difesa del personale medico e sanitario regionale;
appare indispensabile l’attivazione di presidi di sicurezza presso tutti i punti di pronto soccorso, almeno negli orari notturni, nei quali statisticamente si compiono con più frequenza violenze ai danni degli operatori sanitari,
si chiede di sapere:
quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda promuovere per garantire la difesa dell'integrità fisica e morale del personale sanitario della Campania e quali iniziative intenda adottare al fine di accelerare l’istituzione di ulteriori presidi di sicurezza nei pressi dei punti di pronto soccorso campani, volti a tutelare il personale sanitario su tutto il territorio regionale, almeno negli orari notturni;
se non intenda promuovere iniziative analoghe su tutto il territorio nazionale, a conferma della non tollerabilità del fenomeno della violenza verso il personale sanitario e a garanzia della dignità di persone che si impegnano costantemente per garantire il fondamentale diritto alla salute tutelato dall’articolo 32 della Costituzione.