Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-01045
Azioni disponibili
Atto n. 3-01045
Pubblicato il 26 marzo 2024, nella seduta n. 173
BOCCIA, D'ELIA, MALPEZZI, TAJANI, GIORGIS, IRTO, LA MARCA, FURLAN, ZAMBITO, SENSI, CAMUSSO, RANDO, ZAMPA, VALENTE, BAZOLI, VERINI, MIRABELLI, CRISANTI, NICITA, BASSO, FRANCESCHELLI, ALFIERI, ROJC, FINA, FRANCESCHINI, LORENZIN, MANCA, VERDUCCI, MARTELLA, DELRIO - Al Ministro dell'economia e delle finanze. -
Premesso che:
nei prossimi mesi, considerati l’attuale andamento degli indicatori macroeconomici e di finanza pubblica e la situazione dei nostri conti pubblici a fronte degli impegni richiesti dal nuovo patto di stabilità, il Governo sarà chiamato ad inevitabili interventi di revisione della spesa pubblica, a fronte dei quali sarà necessario agire non attraverso tagli lineari, che molto spesso aggrediscono anche la “buona spesa”, ma attraverso un’attenta analisi degli sprechi;
nelle pieghe del bilancio dello Stato, nonostante gli interventi di spending review finora effettuati, permangono ancora buoni margini di miglioramento e di ottimizzazione nell’utilizzo delle risorse pubbliche, come a più riprese segnalato anche dalla Corte dei conti e dall’UPB;
considerato che:
con l'articolo 1, comma 10-quinquiesdecies, del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, è stata data un’interpretazione autentica ai contenuti dell’articolo 3 del decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70, in materia di contributi alle imprese editrici di quotidiani e periodici, con la quale si è previsto che non possono accedere al riparto dei relativi contributi i soggetti che risultino partecipati con quote maggioritarie da gruppi quotati o partecipati da società quotate in mercati regolamentati;
nonostante questa importante modifica, dall'analisi dei dati sulla ripartizione delle risorse dei contributi ripartiti ed erogati ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera g), del decreto legislativo n. 70, relativa agli ultimi anni, appare evidente che una parte consistente dei medesimi contributi siano appannaggio di beneficiari che risulterebbero controllati o partecipati da società non quotate o da società non quotate nei mercati regolamentati che distribuiscono dividendi ai soci e che, in base alle risultanze dei rispettivi bilanci di esercizio, non avrebbero oggettivamente necessità di fare ricorso a risorse pubbliche per sostenere le proprie attività e tantomeno per consentire una più ampia distribuzione di dividendi ai soci;
tale la situazione appare in evidente contrasto con gli obiettivi ottimizzazione nell’utilizzo delle risorse pubbliche, tenendo conto anche dei sacrifici che saranno richiesti ai cittadini, oltre che lontana dalla realtà attuale, che vede sempre più affermarsi il ricorso alle nuove tecnologie d’informazione in formato digitale e della rete in luogo del tradizionale formato cartaceo, e al contempo non consente alle piccole realtà indipendenti e locali di accedere al riparto delle suddette risorse;
come appare evidente, in prospettiva di possibili interventi di spending review, con alcune semplici modifiche alla disciplina vigente applicate al caso descritto sarebbe possibile garantire, da un lato, un riequilibrio a garanzia del raggiungimento degli obiettivi di ottimizzazione nell’utilizzo delle risorse pubbliche disponibili e, dall’altro, il conseguimento di un adeguato sostegno ad importanti realtà editoriali indipendenti e locali, che spesso raggiungono una conoscenza e una diffusione presso i cittadini, anche attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie digitali, superiore ad alcuni dei soggetti controllati o partecipati da società che distribuiscono dividendi ai soci e che risultano negli elenchi dei beneficiari dei contributi di cui del citato articolo 2, comma 1, lettera g), del decreto legislativo n. 70,
si chiede di sapere:
quali siano le valutazioni del Governo sui fatti esposti e se siano in via di predisposizione interventi mirati ad un più attento ed equilibrato utilizzo delle risorse pubbliche, come a più riprese segnalato dalla Corte dei conti e dall’UPB;
se nell’ambito delle attività di ottimizzazione nell’utilizzo delle risorse pubbliche a cui saranno chiamati nei prossimi mesi il Ministero dell’economia e delle finanze e la Ragioneria generale dello Stato, unitamente alle altre amministrazioni centrali, possano rientrare anche situazioni come quelle descritte;
se il Ministro in indirizzo intenda eventualmente intervenire, e in che tempi, al fine di riequilibrare ulteriormente i criteri di accesso ai benefici di cui al decreto legislativo n. 70 del 2017, ed evitare che risorse pubbliche affluiscano, tramite controllate o partecipate, a società non quotate nei mercati regolamentati che distribuiscono dividendi ai propri soci e se intenda, fermo restando il mantenimento del livello degli stanziamenti vigenti, provvedere all’ottimizzazione del loro utilizzo al fine di valorizzare maggiormente le piccole realtà editoriali indipendenti e presenti sul territorio che utilizzano anche le nuove tecnologie del digitale e della rete.