Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-00944

Atto n. 3-00944 (in 10ª Commissione)

Pubblicato l'8 febbraio 2024, nella seduta n. 156

PIRRO, NATURALE, MAIORINO, FLORIDIA Barbara, LICHERI Ettore Antonio, MARTON, BEVILACQUA, LOREFICE - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. -

Premesso che:

il decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, ha istituito l’assegno di inclusione (ADI), misura che ha di fatto sostituito il reddito di cittadinanza;

il 16 dicembre 2023 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali n. 154 del 13 dicembre 2023, che definisce le modalità di richiesta dell'assegno di inclusione e il 16 dicembre 2023 l’INPS ha fornito le istruzioni aggiornate sui requisiti e le procedure per la domanda con la circolare n. 105 del 2023;

considerato che:

le modifiche introdotte con l’ADI per identificare i componenti della famiglia e il relativo valore, al fine di valutarne le risorse economiche, con un bizzarro incastro tra esclusioni e coefficienti, penalizzano fortemente molte di queste famiglie e persone, nonostante gli innumerevoli proclami sulla protezione dei soggetti fragili;

sono tre le modifiche più rilevanti: 1) l’esclusione di tutti i componenti adulti che non soffrano di una disabilità grave, non siano ultrasessantenni o non abbiano responsabilità di cura verso un bambino sotto i tre anni, nell’attribuzione dei coefficienti necessari per valutare se il reddito disponibile sia al disotto della soglia fino alla quale si ha diritto al sostegno, benché questi contino per l’ISEE e dunque sul bilancio familiare; 2) la drastica riduzione del coefficiente attribuito ai minorenni (non disabili), diventato davvero minimo: 0,15, che si abbassa ulteriormente a 0,10 dal terzo figlio in su, con buona pace del sostegno alla natalità; 3) infine, dal 1° gennaio 2024 tutti i maggiorenni non conviventi con i genitori, non coniugati e senza figli, se privi di un reddito proprio sono considerati a carico dei genitori, quindi parte del nucleo familiare di questi ai fini del calcolo dell'ISEE e di tutti gli altri requisiti;

ritenuto, pertanto, che le prime due modifiche hanno penalizzato le famiglie numerose con figli minorenni che, pur rientrando nella categoria dei potenziali beneficiari dell’assegno, di fatto non riescono ad accedervi. La terza modifica, invece, colpisce esclusivamente le persone adulte con gravi disabilità, che scelgono di vivere autonomamente e che invece vengono costrette nella perenne condizione di figli dipendenti,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo intenda porre rimedio alla discriminazione messa in atto dalla norma istitutiva dell’assegno di inclusione al fine di garantire l’autonomia delle persone più fragili e il loro diritto di non dipendere esclusivamente dai genitori;

se intenda trovare le risorse per alzare il coefficiente da attribuire ai figli minorenni, così da offrire un reale contributo alla natalità sostenuta dal Governo.