Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 4-00446
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Atto n. 4-00446
Pubblicato il 16 maggio 2023, nella seduta n. 67
SBROLLINI - Al Ministro dell'interno. -
Premesso che:
la legge 21 novembre 1967, n. 1185, e successive modificazioni, regola i termini in materia di rilascio dei passaporti, stabilendo, all’articolo 8, che questi siano consegnati ai richiedenti entro 15 giorni dalla domanda; il termine è eccezionalmente prorogabile per il completamento dell’istruttoria al massimo di ulteriori 15 giorni;
circa 5,8 milioni di cittadini italiani vivono all’estero, la metà dei quali in Paesi extra europei;
moltissimi residenti in Italia sono impiegati in settori economici fortemente internazionalizzati che comportano viaggi di lavoro più o meno ricorrenti, a cui si aggiungono i viaggi, numericamente prevalenti, fatti all’estero da cittadini italiani per finalità turistiche;
secondo il rapporto “Viaggi e vacanze in Italia e all’estero - anno 2022” dell’ISTAT, nel 2022 i viaggi dei residenti in Italia sono stati 54 milioni e 811.000, il 19,7 per cento dei quali con destinazioni estere; sono dati importanti e in crescita, ma ancora inferiori a quelli del periodo pre pandemico;
i termini per il rilascio dei passaporti non sono praticamente mai stati rispettati, perché gli appuntamenti per la presentazione delle domande presso gli uffici competenti di cui all’art. 6 della legge n. 1185 del 1967 vengono programmati a distanza di parecchi mesi dalla richiesta; la distanza temporale è variabile a seconda delle aree del Paese, ma ovunque incompatibile con i termini teoricamente previsti dalla legge e con il rispetto dei diritti riconosciuti ai cittadini;
una recente indagine di FTO Confcommercio ha segnalato che a Milano e a Roma non c’è disponibilità di prenotazione fino a giugno 2023, mentre per città come Torino si deve aspettare settembre, per non parlare di alcune città in cui la situazione è anche peggiore: si rischia di arrivare a fine anno. A Catania si arriva ad ottobre, a Potenza a novembre, a Prato a dicembre;
gravissime sono anche le ricadute economiche: secondo un’indagine dell’istituto di ricerca IRCM i viaggi organizzati complessivamente annullati per il ritardo nel rilascio dei passaporti nell’ultimo periodo hanno comportato perdite di circa 180 milioni di euro per i tour operator;
non va neanche sottovalutata la situazione di moltissimi italiani che, versando in gravi condizioni di salute, vorrebbero recarsi all’estero per cure mediche e sono anche loro vittime dei ritardi nel rilascio dei passaporti;
si verificano difficoltà anche per gli studenti all’estero, che sono costretti a rinviare i corsi che dovrebbero frequentare o a optare per soluzioni alternative; nel caso di partnership tra istituzioni scolastiche o universitarie italiane e straniere questo comporta conseguenze negative alla reputazione del sistema formativo del nostro Paese;
identiche problematiche incontrano gli stranieri una volta acquisita la cittadinanza italiana, con ricadute sia sulla vita privata sia su quella professionale, indirettamente anche per le imprese di cui sono titolari o in cui sono impiegati;
da tempo numerose organizzazioni, a partire da quelle che raggruppano agenzie di viaggio e tour operator, hanno chiesto al Ministro dell’interno Matteo Piantedosi e al Ministro del turismo Daniela Santanché di adoperarsi urgentemente per sbloccare l’impasse; quest’ultima aveva promesso all’inizio di febbraio una “soluzione strutturale entro dieci giorni”,
si chiede di sapere per quali ragioni si sia arrivati a questa situazione, quali iniziative siano state assunte e perché non abbiano conseguito gli obiettivi prefissati, a quali soluzioni organizzative il Ministro in indirizzo stia lavorando o intenda lavorare e quando ritenga che l’Italia potrà avere un sistema di rilascio dei passaporti in grado di rispettare i tempi e i diritti previsti dalla legge.