Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 4-00111

Atto n. 4-00111

Pubblicato il 27 dicembre 2022, nella seduta n. 22

SBROLLINI - Ai Ministri per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, del lavoro e delle politiche sociali e per lo sport e i giovani. -

Premesso che:

la calciatrice Alice Pignagnoli, portiere della Lucchese, squadra che milita nella serie C del campionato femminile di calcio, è stata esclusa dalla squadra, e le è stata sospesa la corresponsione dello stipendio, dopo che aveva comunicato di essere incinta;

l’impossibilità di risoluzione per maternità e infortunio è prevista solo per le calciatrici di serie A e soltanto dal 1° luglio 2022 (anche grazie all'importante lavoro parlamentare svolto nella XVIII Legislatura), mentre per tutte le altre, come Pignagnoli, viene negato il diritto personalissimo alla maternità;

casi come quelli di Alice Pignagnoli testimoniano l’attuale incapacità dell’ordinamento di garantire persino i più basilari diritti e tutele alle atlete: posto che la sua vicenda è analoga a quella di altre sportive che, pur giocando in campionati dilettantistici, in realtà hanno un impegno sportivo pari a quello delle professioniste, in quanto spesso cadenzato da allenamenti, anche quotidiani, doppie sedute e partite;

il diritto alla maternità non può mai considerarsi recessivo rispetto a un impegno lavorativo o sportivo e non si possono in alcun modo tollerare casi, come quello richiamato e tutt’altro che isolato, in cui un’atleta perde ogni diritto e tutela e viene emarginata in ragione della maternità,

si chiede di sapere:

quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano assumere per garantire tutele stringenti per le atlete, professionistiche e dilettantistiche, che decidono di esercitare il diritto fondamentale alla maternità, nonché per approntare meccanismi di promozione della stessa maternità anche in ambito sportivo;

se non si ritenga opportuna l'introduzione di sanzioni per le società sportive che non garantiscono gli stessi diritti e le stesse tutele a donne e uomini;

quale sia lo stato dei fondi, già previsti, per garantire sostenibilità economica al passaggio al professionismo delle calciatrici, che avrebbero dovuto essere estesi all'intera filiera del calcio femminile e non essere limitati alla sola serie A.