Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 1-00010
Azioni disponibili
Atto n. 1-00010 con procedimento abbreviato
Pubblicato il 24 novembre 2022, nella seduta n. 11
DE CARLO, MALAN, SPERANZON, SALLEMI, ZEDDA, AMIDEI, ANCOROTTI, FALLUCCHI, MAFFONI, POGLIESE, SILVESTRONI, AMBROGIO, AUGELLO, BALBONI, BARCAIUOLO, BERRINO, BUCALO, CALANDRINI, CAMPIONE, CASTELLI, COSENZA, DE PRIAMO, DELLA PORTA, FAROLFI, GELMETTI, IANNONE, LEONARDI, LIRIS, LISEI, MANCINI, MARCHESCHI, MATERA, MELCHIORRE, MENIA, MENNUNI, MIELI, NASTRI, NOCCO, ORSOMARSO, PERA, PETRUCCI, RAPANI, RASTRELLI, ROSA, RUSSO, SATTA, SCURRIA, SIGISMONDI, SISLER, SPINELLI, TERZI DI SANT'AGATA, TUBETTI, ZAFFINI, ZULLO
Il Senato,
premesso che:
il cibo sintetico è prodotto in bioreattori, non salvaguarda l'ambiente in quanto comporta un maggiore consumo di acqua ed energia rispetto agli allevamenti tradizionali e, soprattutto, è meno efficiente di quelli oggi più performanti;
questa tipologia di cibo limita la libertà dei consumatori, omologa le scelte sul cibo e favorisce gli interessi di pochi operatori, monopolizzando di conseguenza l'offerta di cibo nel mondo e spezzando il legame che unisce cibo e natura;
la diffusione di cibi sintetizzati in laboratorio non garantisce la tutela della salute in quanto non vi sono conferme circa la sicurezza dei prodotti chimici impiegati per la sua coltura, sollevando così profili di rischio per il consumo alimentare, dal momento che l'esperienza maturata in questo ambito è ancora troppo limitata per giungere a conclusioni differenti;
il cibo sintetico non aiuta a perseguire gli obiettivi di giustizia sociale, in quanto prodotto sulla base di brevetti e tecnologie con alti costi di ingresso e sviluppo, nelle mani di pochi grandi investitori multinazionali, e può avere ripercussioni socio-economiche di enorme gravità, in quanto frutto di una fascinazione ecologica che non ha finora consentito riflessioni ben più approfondite;
considerato che:
il "Nutriscore" è un sistema di etichettatura dei prodotti alimentari sviluppato e promosso dalle autorità francesi per un'adozione a livello europeo nell'ambito del programma di sviluppo comunitario "Farm to fork";
esso rappresenta uno strumento fuorviante rispetto agli obiettivi che si pone in quanto va a sanzionare, immeritatamente, prodotti ad alto livello qualitativo e di genuinità quali quelli tipici della dieta mediterranea e della tradizione agroalimentare italiana;
questo sistema di etichettatura non fornisce al consumatore le informazioni necessarie per comprendere la salubrità e la bontà di un prodotto alimentare, andando ad equiparare prodotti quale l'olio extravergine di oliva a prodotti alimentari di infima qualità;
considerato, inoltre, che:
il raffronto con i sistemi più avanzati e sostenibili per la produzione del cibo, propri dell'agroalimentare italiano, consente di valutare correttamente gli esiti pregiudizievoli per l'ambiente del cibo sintetico fabbricato a mezzo di bioreattori;
Coldiretti, la maggiore associazione di rappresentanza e assistenza dell'agricoltura italiana, ha promosso una petizione contro il cibo sintetico e sono nate diverse iniziative di sensibilizzazione finalizzate ad evidenziare i rischi della diffusione del cibo artificiale; i contenuti della petizione promossa sono pienamente condivisibili, anche quanto a modalità di attuazione delle finalità nella stessa esplicitate;
gli impatti omologanti di un modello produttivo distante dalle specificità territoriali locali possono cancellare le produzioni tipiche, distintive e tradizionali connesse alla varietà della biodiversità locale;
le competenti autorità italiane di cui al Ministero dell'agricoltura e della sovranità alimentare e delle foreste hanno affermato in modo inequivocabile la contrarietà nazionale italiana alla diffusione del sistema di etichettatura Nutriscore,
impegna il Governo:
1) ad adottare iniziative che portino a vietare la produzione, l'uso e la commercializzazione del cibo sintetico in Italia;
2) ad adoperarsi vigorosamente in sede europea, mediante l'attivazione di tutti gli strumenti utili, per contrastare l'ipotesi di adozione del Nutriscore quale sistema di etichettatura uniforme, in quanto suscettibile di veicolare messaggi nutrizionali distorsivi e potenzialmente penalizzanti e dannosi per l'economia nazionale.