Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 449 del 31/08/2026
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FINA - Ai Ministri dell'ambiente e della sicurezza energetica, dell'interno e dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. - Premesso che:
nel periodo compreso tra il 15 giugno e il 15 agosto 2026 sono andati bruciati in Abruzzo 2.532 ettari di territorio, interessati da 13 grandi eventi di incendio boschivo;
il dato evidenzia un'escalation rispetto al recente passato (764 ettari nel 2025 e 263 ettari nel 2024);
l'impatto ecologico appare particolarmente severo, in quanto la gran parte delle superfici colpite ricade in aree protette di rilievo nazionale e comunitario, quali il Parco nazionale della Majella (in particolare il settore del Monte Morrone, dove le fiamme sono rimaste attive per oltre quindici giorni), il Parco regionale Sirente-Velino, il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e territori montani ad alto rischio idrogeologico;
per fronteggiare l'emergenza, oltre all'intervento dei volontari e delle squadre a terra, è stato necessario un imponente ricorso alla flotta aerea dello Stato (compresi Canadair ed elicotteri Erickson S-64) coordinata dal Centro operativo aereo unificato (COAU);
considerato che:
l'Abruzzo rappresenta un patrimonio forestale di rilevanza strategica nazionale con oltre 475.000 ettari di bosco (il 44 per cento della superficie regionale);
dal Piano di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi (AIB) 2026-2028 e dalla documentazione istituzionale emergono rilevanti criticità strutturali nell'architettura complessiva della prevenzione e dell'intervento:
rapporti e convenzioni con il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco (CNVF): si registrano disallineamenti o ritardi nella definizione e stipula degli accordi di programma e dei Programmi operativi annuali (POA) tra le strutture regionali di protezione civile e le direzioni regionali del CNVF, indispensabili per garantire una catena di comando fluida e un dimensionamento preventivo e stabile del personale Vigili del fuoco dedicato all'AIB;
interoperabilità delle comunicazioni: è stata riscontrata la mancata operatività della preesistente rete di radiocomunicazione in banda VHF (a causa del danneggiamento dell'infrastruttura di trasmissione della Majelletta) e una copertura limitata del nuovo impianto digitale, situazione che crea gravissimi rischi per la sicurezza dei soccorritori e del personale dello Stato operante a terra;
integrazione delle figure di coordinamento (DOS e COS): risulta una carenza o sottoutilizzo delle figure chiave di coordinamento (Direttori delle operazioni di spegnimento - DOS e Coordinatori delle squadre - COS), con particolare riferimento ai quadri formati o in forza presso gli Enti Parco nazionali;
attivazione delle tutele per il volontariato di Protezione civile: l'attivazione delle garanzie di legge ex art. 39 del decreto legislativo n. 1 del 2018 (Codice della protezione civile) per il mantenimento del posto di lavoro e i rimborsi datoriali dei volontari a terra è spesso avvenuta in via emergenziale a roghi già estesi, evidenziando la necessità di linee guida nazionali per un'attivazione più tempestiva a tutela della prontezza operativa delle squadre;
sbilanciamento tra emergenza e prevenzione: le risorse finanziarie statali e comunitarie (Programmi di sviluppo rurale) destinate alla prevenzione strutturale (selvicoltura preventiva, fasce di interfaccia, manutenzione dei punti di presa d'acqua) soffrono di una frammentazione dei bandi che spesso non consente di orientare i fondi verso le aree a maggior rischio e nei parchi nazionali;
considerato altresì che:
costi legati al dispiegamento della flotta aerea d'emergenza e al soccorso antincendio risultano enormemente superiori rispetto agli investimenti ordinari necessari per la gestione forestale attiva e la difesa del suolo;
la fase successiva all'estinzione degli incendi nelle aree parco esige interventi tecnici immediati e pluriennali contro il dissesto idrogeologico, la perdita di biodiversità e l'erosione del suolo per evitare che le precipitazioni autunnali provochino frane o colate di fango,
si chiede di sapere:
quali iniziative di competenza s'intendano adottare per garantire una maggiore omogeneità, tempestività e stabilità temporale nei quadri convenzionali e nei programmi operativi tra il Ministero dell'interno e le Regioni, evitando che le campagne AIB prendano il via in presenza di accordi parziali o non definitivi;
quali azioni, per il tramite del Dipartimento della protezione civile e dei Ministeri competenti, si intendano mettere in campo per verificare la piena interoperabilità e resilienza delle reti di radiocomunicazione per il soccorso AIB nelle aree montane e nei parchi nazionali, al fine di garantire la sicurezza degli operatori di terra del CNVF, dell'Esercito e del volontariato;
quali risorse straordinarie e strumenti di pianificazione tecnica intenda attivare il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica per la valutazione scientifica del danno negli ecosistemi protetti statali colpiti (in primis il Parco nazionale della Majella e il Parco d'Abruzzo, Lazio e Molise) e per il finanziamento immediato di opere idraulico-forestali atte a prevenire l'erosione del suolo e il dissesto idrogeologico sui versanti percorsi dal fuoco;
se non si ritenga necessario adottare direttive nazionali volte ad agevolare l'impiego tempestivo degli strumenti del Codice della protezione civile (art. 39 del decreto legislativo n. 1 del 2018) a favore dei volontari a terra fin dalle prime fasi di innesco, unitamente a una revisione delle modalità di allocazione delle risorse per la prevenzione forestale, vincolando quote crescenti dei fondi nazionali al ripristino delle fasce tagliafuoco e alla pulizia del sottobosco nelle aree di interfaccia ad alto rischio.
(4-03315)