Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 449 del 31/08/2026

MAZZELLA - Ai Ministri dell'ambiente e della sicurezza energetica, dell'interno, delle infrastrutture e dei trasporti e della salute. - Premesso che:

il bacino idrografico del fiume Sarno, che si sviluppa su una superficie di circa 500 chilometri quadrati, che interessa le province di Napoli, Salerno e Avellino, è da decenni indicato tra i corsi d'acqua più inquinati d'Europa. Le pressioni sui corpi idrici presentano triplice matrice: quella industriale, con il polo conciario concentrato nel comune di Solofra, nell'Alto Sarno, e il polo conserviero dell'Agro Nocerino-Sarnese, cui si affianca un fitto tessuto di piccole e medie attività disseminate sull'intero bacino e responsabili di illeciti in larga parte diffusi e capillari; quella civile, legata all'incompleto collettamento delle utenze ai sistemi di depurazione, risultando ad oggi collegato alla depurazione circa l'80 per cento dei 421.000 abitanti coinvolti dal programma regionale di risanamento e residuando una quota ancora da allacciare; quella agricola, legata all'impiego di fertilizzanti chimici, fitofarmaci e pesticidi;

a seguito del sopralluogo effettuato il 15 dicembre 2018 dall'allora Ministro dell'ambiente sul bacino del Sarno, l'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino meridionale ricevette mandato di coordinare la predisposizione di un Master Plan per il bacino e costituì, con decreto segretariale n. 762 del 31 dicembre 2018, un gruppo di lavoro dedicato. In data 17 luglio 2019 fu sottoscritta un'apposita Convenzione tra il Ministero dell'ambiente e la medesima Autorità di bacino, in virtù della quale furono trasferiti all'Autorità euro 97.564,43 per la rimozione di materiale di natura antropica dall'Alveo Comune Nocerino nel comune di San Marzano sul Sarno. In data 16 ottobre 2019 fu sottoscritto tra l'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino meridionale e il Comando Carabinieri per la tutela dell'ambiente un Accordo di collaborazione operativa finalizzato alla verifica, alla mappatura e schedatura degli scarichi e alla predisposizione di misure di controllo dei flussi di contaminazione nel bacino del Sarno, le cui attività dovevano essere declinate in un apposito "Programma Tecnico Economico Operativo e Temporale" (TEOT), prevedendo tra l'altro sopralluoghi congiunti con i nuclei operativi ecologici di Napoli e Salerno;

il Master Plan Bacino Fiume Sarno fu dotato di risorse pari a euro 1.000.000 con decreto segretariale n. 648 del 27 novembre 2020, successivamente riprogrammate con decreto segretariale n. 1374 del 30 dicembre 2021, risorse destinate alla predisposizione ed elaborazione dello strumento, ossia studi, indagini, rilievi, attività di monitoraggio e coordinamento, e non alla realizzazione delle opere pubbliche programmate, che trovano distinta copertura; nell'ambito di tali risorse risultano impegnati euro 180.000 per le attività di cui all'Accordo con il Comando Carabinieri per la tutela dell'ambiente ed euro 106.800 a favore del Dipartimento di Biologia dell'Università degli Studi di Napoli "Federico II";

il Master Plan ha assunto carattere prevalentemente di riqualificazione e sicurezza idraulica, con interventi di sistemazione dell'alveo, vasche di laminazione e dragaggi, più che di risanamento ambientale in senso stretto; la dimensione delle opere è oggi ricompresa nel "Programma Strategico di Riqualificazione Ambientale e Contrasto al Rischio Idraulico del Bacino del Fiume Sarno", a titolarità della Regione Campania e cofinanziato dall'Unione europea nell'ambito del programma Coesione Italia 21-27 Campania, per un investimento complessivo pari a euro 406.990.761,29 e con orizzonte di completamento al 2032; i predetti euro 97.564,43 trasferiti con la Convenzione del 17 luglio 2019 non risultano essere stati utilizzati, essendo la Regione Campania intervenuta autonomamente in somma urgenza;

in data 2 gennaio 2023 è stato sottoscritto un nuovo Accordo di collaborazione con il Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dei Carabinieri, di seguito CUFA, esteso però all'intero distretto idrografico e non più circoscritto al Sarno; sono stati inoltre sottoscritti un Protocollo d'intesa con la Procura della Repubblica di Torre Annunziata del 6 novembre 2023 e un Protocollo d'intesa, con relativo TEOT di durata triennale, con la Procura della Repubblica di Avellino, sottoscritto il 15 dicembre 2023 e con TEOT approvato con decreto segretariale n. 286 del 16 aprile 2024; l'Accordo operativo del 16 ottobre 2019 con il Comando Carabinieri per la tutela dell'ambiente non risulta essere stato rinnovato in quanto tale, ma appare di fatto assorbito nel più ampio Accordo distrettuale del 2023;

la gestione dell'intera architettura di prevenzione, vigilanza e repressione sul bacino, che si regge su una pluralità di accordi bilaterali a termine, fa capo, sul piano amministrativo, al segretario generale dell'Autorità di Bacino, mentre l'operatività materiale poggia sul gruppo di funzionari interni costituito sui nuclei operativi ecologici di Napoli e Salerno, sul supporto tecnico-scientifico dell'Università "Federico II" e sul coordinamento delle Procure competenti. Tale modello, fondato su rinnovi discrezionali e su una frammentazione di competenze tra enti diversi, appare strutturalmente inadeguato a garantire quel presidio continuativo;

sul bacino del Sarno operano già strumenti pubblici di trasparenza a titolarità regionale: il portale "Energie per il Sarno", nato dalla sinergia tra Regione Campania, Ente Idrico Campano e Gori, che rendiconta lo stato di avanzamento degli interventi di completamento delle reti fognarie e depurative, e i dati e le relazioni tecniche sulla qualità delle acque pubblicati periodicamente, anche in formato aperto, dall'ARPAC; tali strumenti documentano, rispettivamente, le opere infrastrutturali e lo stato qualitativo dei corpi idrici, ma non restituiscono al cittadino il quadro delle attività di controllo, vigilanza e repressione, ossia scarichi abusivi individuati, impianti sequestrati e loro eventuale ripresa di attività, che costituisce l'anello mancante della trasparenza sul bacino e che fa capo alla filiera coordinata dall'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino meridionale,

si chiede di sapere:

se e in quali termini l'Accordo di collaborazione operativa del 16 ottobre 2019 con il Comando Carabinieri per la tutela dell'ambiente e il relativo TEOT del 17 marzo 2020 siano stati rinnovati, ovvero se debbano intendersi assorbiti nell'Accordo distrettuale del 2 gennaio 2023 con il CUFA, e quale sia, dal 2019 ad oggi, il rendiconto operativo complessivo dell'intera filiera di accordi e programmi attivati sul bacino, in termini di controlli effettuati, scarichi mappati, messi in sicurezza o resi conformi, provvedimenti adottati ed esiti conseguiti;

se i Ministri in indirizzo intendano intervenire per garantire al bacino del Sarno una governance stabile, unitaria e continuativa delle attività di prevenzione, vigilanza e contrasto dei reati ambientali, superando l'attuale sistema di accordi bilaterali a rinnovo discrezionale, e se, a tale fine, non ritengano di valutare l'istituzione, presso l'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino meridionale quale ente che ha coordinato i programmi di controllo sul bacino, di un ufficio dedicato, con un responsabile unico di progetto e risorse finanziarie e umane proprie, cui affidare la programmazione, il coordinamento e il monitoraggio pluriennale di tali attività;

quali risultati concreti, in termini di risanamento ambientale, siano ascrivibili al Master Plan Bacino Fiume Sarno, tenuto conto del suo carattere prevalentemente idraulico, se il relativo programma di misure sia stato completato e formalmente adottato, quale sia il rendiconto dell'utilizzo delle risorse pari a euro 1.000.000 ad esso destinate, anche in rapporto ai risultati del parallelo programma regionale "Energie per il Sarno", e quale sia lo stato delle risorse pari a euro 97.564,43 trasferite con la Convenzione del 17 luglio 2019 e mai utilizzate, di cui l'Autorità di bacino chiede la riprogrammazione sin dal 2021 senza riscontro;

se i Ministri non ritengano opportuno promuovere, presso l'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino meridionale quale amministrazione che ha coordinato i programmi di controllo sul bacino, l'istituzione di uno spazio digitale pubblico e di una mappa georeferenziata delle azioni di tutela realizzate, ossia scarichi abusivi individuati, messi in sicurezza o resi conformi, impianti sequestrati e relativo stato di eventuale ripresa dell'attività, in interoperabilità con gli strumenti di trasparenza già esistenti, quali il portale "Energie per il Sarno" e i dati aperti dell'ARPAC, così da chiudere il cerchio della trasparenza e offrire ai cittadini uno strumento di verifica diretta e di vigilanza attiva;

quali iniziative il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica intenda assumere, alla luce dei risultati sin qui raggiunti e del perdurare di una situazione ambientale critica nonostante gli sforzi più recenti anche della Regione Campania, per garantire il risanamento del fiume Sarno e assicurare continuità, unitarietà e adeguatezza di risorse all'azione di tutela ambientale nel bacino.

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