Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 435 del 02/07/2026

Svolgimento di interrogazioni (ore 10,07)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni.

Sarà svolta per prima l'interrogazione 3-02609 sulla tutela dell'olio extravergine d'oliva italiano.

Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.

LA PIETRA, sottosegretario di Stato per l'agricoltura, la sovranità alimentare e le foreste. Signor Presidente, onorevoli senatori, il Ministero dell'agricoltura considera il comparto olivicolo-oleario un settore strategico per il sistema agroalimentare nazionale sia sotto il profilo economico e produttivo, sia per il valore identitario e culturale che esso esprime. Pertanto, abbiamo già attivato un insieme articolato di iniziative volte a garantire il corretto funzionamento della filiera e a prevenire fenomeni di squilibrio.

In particolare, con il decreto ministeriale del 21 novembre 2024, è stato ricostituito il tavolo tecnico di filiera olivicolo-oleario quale sede permanente di confronto e coordinamento strategico tra istituzioni e rappresentanze della produzione, della trasformazione, del commercio e della distribuzione. Successivamente, con decreto direttoriale del 24 aprile 2025, è stata formalmente definita la composizione del tavolo strutturato in cinque gruppi di lavoro tematici.

Tali gruppi hanno contribuito all'elaborazione del Piano olivicolo nazionale 2026-2030, già sottoposto in una versione preliminare all'esame delle Regioni e delle Province autonome, destinato a costituire il principale strumento di programmazione strategica per lo sviluppo e il rilancio del comparto. Il piano prevede tra le principali linee di intervento l'incremento della produzione nazionale di olio extravergine di oliva, lo sviluppo di cultivar resistenti alla xylella fastidiosa, la riduzione dei costi produttivi, il sostegno al reimpianto e alla modernizzazione degli oliveti, anche con sistemi irrigui, nonché misure per la valorizzazione e promozione della qualità dell'olio extravergine italiano.

Ciò premesso, in risposta al primo quesito posto dall'interrogante, mi preme evidenziare che il Governo ritiene prioritario rafforzare il monitoraggio dei margini commerciali e delle dinamiche dei prezzi lungo la catena distributiva, al fine di prevenire fenomeni distorsivi o speculativi e garantire una più equa distribuzione del valore lungo la filiera.

In tale prospettiva, richiamo l'iniziativa congiunta avviata dal Ministero delle imprese e del made in Italy (Mimit) e del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (MASAF) che, in data 13 maggio 2026, ha portato all'istituzione di un tavolo tecnico con i rappresentanti delle principali sigle della grande distribuzione organizzata (GDO), tra cui ANCC-Coop (Associazione nazionale delle cooperative di consumatori-Coop), Federdistribuzione, Confcommercio ANCD-Conad (Associazione nazionale cooperative fra dettaglianti-Conad) e FIESA (Federazione italiana esercenti specialisti alimentazione) Confesercenti, con l'obiettivo di accrescere la trasparenza delle dinamiche di formazione dei prezzi e prevenire possibili fenomeni speculativi connessi anche alle attuali tensioni geopolitiche internazionali.

In tale contesto, abbiamo concordato la definizione di un paniere di prodotti di largo consumo, tra cui l'olio, rappresentativo delle abitudini di acquisto degli italiani, al fine di monitorarne l'andamento dei prezzi e verificare la presenza di eventuali anomalie o distorsioni lungo la filiera.

Peraltro, al fine di acquisire una piena conoscenza delle dinamiche di formazione dei prezzi lungo l'intera filiera agroalimentare e di individuare misure preventive e strategiche idonee a garantire maggiore trasparenza del mercato, il Governo ha avviato ulteriori confronti con l'industria alimentare e con le associazioni agricole nell'ottica di assicurare un'equa distribuzione del valore generato, la tutela del potere d'acquisto delle famiglie e la sostenibilità economica del settore primario.

In relazione a un distinto profilo di intervento concernente la tracciabilità e la tutela della qualità del nostro olio, il Ministero, per il tramite dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agro-alimentari (Icqrf), assicura lo svolgimento di una costante e articolata attività ispettiva, finalizzata a garantire la corretta rintracciabilità delle partite, prevenire fenomeni fraudolenti e assicurare la massima trasparenza informativa a tutela dei consumatori.

Con riferimento a tale ambito nel triennio 2023-2025, pur non disponendo di competenze dirette in materia di controlli sulle importazioni, l'Icqrf ha comunque effettuato 266 verifiche presso porti e punti d'ingresso, sottoponendo a controllo documentale e analitico 342 prodotti del comparto oleario.

A seguito dell'evoluzione del mercato, a decorrere dal gennaio 2026, è stato ulteriormente rafforzato il sistema di controlli attraverso specifiche linee d'indirizzo rivolte agli uffici territoriali e ai laboratori, con il potenziamento delle attività di vigilanza sulle partite di olio sfuso importato mediante verifiche presso stabilimenti, porti e valichi, controlli incrociati sul registro SIAN (Sistema informativo agricolo nazionale) e attività di tracciabilità lungo la filiera presso frantoi, confezionatori e operatori commerciali. Sono inoltre previste percentuali dedicate di campionamento per gli oli confezionati e sfusi, con particolare attenzione ai prodotti di origine estera e a quelli dichiarati italiani o biologici, sottoposti anche ad analisi genetiche e multiresiduali.

Riguardo poi alle strategie di valorizzazione dell'olio extravergine di oliva italiano, il Ministero ritiene essenziale promuovere l'identità, la qualità e la distintività dell'olio extravergine di oliva (EVO) cento per cento italiano, anche attraverso specifiche campagne istituzionali d'informazione e sensibilizzazione. In tale ambito, il Piano olivicolo nazionale 2026-2030 prevede un articolato programma di promozione ed educazione finalizzato a valorizzare le caratteristiche qualitative, nutrizionali, ambientali, culturali ed economiche dell'olio extravergine di oliva italiano.

Le iniziative riguarderanno campagne di comunicazione in Italia e all'estero, attività educative rivolte ai giovani, percorsi formativi destinati agli operatori della ristorazione e della distribuzione, nonché azioni di promozione dell'oleoturismo attraverso visite a uliveti e frantoi, degustazioni e attività divulgative.

Parallelamente, il Ministero ha attivato il Progetto nazionale valorizzazione del dell'olio EVO italiano, che prevede la diffusione di un nuovo spot istituzionale finalizzato ad accrescere la consapevolezza dei consumatori rispetto al valore nutrizionale, ambientale, culturale ed economico del prodotto nazionale e a favorire scelte di acquisto maggiormente orientate alla qualità della trasparenza e della tracciabilità della filiera. Lo spot è stato inoltre aggiornato con la grafica Cucina Patrimonio UNESCO e - aggiungo - partirà nelle prossime settimane.

Tra le priorità per la valorizzazione dell'olivicoltura italiana e la promozione del consumo di olio extravergine di oliva di qualità rientrano anche le iniziative rivolte ai consumatori e agli operatori della filiera, finalizzate a rafforzare la conoscenza delle caratteristiche organolettiche, nutrizionali e territoriali della produzione nazionale.

Le attività di comunicazione e promozione saranno ulteriormente rafforzate attraverso la partecipazione istituzionale a fiere ed eventi di settore, quali EVOLIO Expo, Sol2Expo e Olio Capitale 2026, nonché mediante i programmi di promozione cofinanziati dall'Unione europea ai sensi del Regolamento UE 1144/2014, con particolare attenzione a prodotti a denominazione di origine protetta (DOP)e indicazione geografica protetta (IGP) del comparto oleario e al contrasto dei fenomeni di italian sounding.

A conferma dell'attenzione riservata al comparto olivicolo nazionale, ricordo la recente riunione del 29 maggio, convocata presso il Ministero dell'agricoltura con i principali rappresentanti della filiera, finalizzata all'analisi dell'andamento del mercato e all'individuazione di possibili misure di sostegno al settore. Nel corso dell'incontro è stato evidenziato il ruolo strategico dell'agricoltura con il sistema agroalimentare nazionale, ricordando come l'Italia sia il primo consumatore mondiale di olio d'oliva, il terzo produttore e il secondo esportatore per valori e volume. Particolare attenzione è stata riservata al confronto con la grande distribuzione organizzata e alla promozione di nuovi accordi di filiera finalizzati a garantire maggiore stabilità economica al settore.

In tale occasione è stata confermata l'imminente operatività del Piano olivicolo nazionale, che rappresenterà un importante impulso per il rilancio del comparto. Annuncio anche qui che il Piano sarà nell'informativa della Conferenza Stato-Regioni il 7 luglio.

Confermo, infine, che il Governo continuerà a monitorare con attenzione l'evoluzione del mercato e della filiera olivicolo-olearia, adottando le iniziative necessarie a sostenere la competitività delle imprese, a valorizzare la produzione nazionale e a promuovere il consumo consapevole dell'olio extravergine d'oliva italiano.

NATURALE (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NATURALE (M5S). Signor Sottosegretario, sicuramente siamo tutti consapevoli che quello olivicolo è un settore strategico. Tante sono le iniziative e le proposte che ha elencato nella sua lunga risposta, però, nei fatti, oggi il settore olivicolo è in netta crisi. Ci sono mobilitazioni in tutta Italia e ciò vuol dire quindi che nei fatti non si riesce a mettere a terra quanto si dice.

Innanzitutto, la criticità sta nella qualità dell'olio italiano, che dev'essere certificata e l'olio deve avere una filiera preferenziale e un controllo preciso e puntuale, che deve differenziarlo da quello importato. Lei poc'anzi ha detto che siamo i primi esportatori; nel contempo, però, non abbiamo una produzione di olio sufficiente al fabbisogno, tant'è che il Piano dice che va implementata la coltivazione.

Se siamo quindi grandi esportatori, significa che facciamo dei blend con tanto olio importato e questo non deve succedere per la tutela dell'alta qualità italiana e soprattutto dei nostri produttori locali. (Applausi).

Chiaramente, i nostri costi non sono sostenibili rispetto ai prezzi di mercato e questo non è possibile. Non è possibile pensare quindi che i nostri agricoltori vogliano implementare i loro terreni a olivicoltura, perché, se non rende e se non c'è la sostenibilità, facciamo solo chiacchiere. Anche per quanto riguarda la comunicazione sui giovani, andrebbe quindi inserita negli istituti professionali la formazione anche per l'olio, come succede per il vino. Si tratta di una cosa che dico da sempre e che ho inserito anche nel mio disegno di legge, perché la ritengo fondamentale, altrimenti non s'insegna ai giovani la cultura dell'olio extravergine e di ciò che esso rappresenta, perché purtroppo è proprio questo che manca, nel senso che sembra che l'olio d'oliva sia tale e non esistano differenziazioni.

È davvero fondamentale capire invece quale sacrificio e quale attenzione sopporti chi vuol seguire una filiera di qualità e quali invece ne sopporti un semplice imbottigliatore che fa blend e mischia oli; infatti, troviamo spesso scritto sulle etichette: miscele di oli d'oliva di provenienza UE o extra-UE. Quindi cosa c'è in quelle bottiglie? Che danno facciamo ai nostri olivicoltori? La tracciabilità nei porti dev'essere garantita anche da bolle elettroniche in partenza, perché è chiaro che poi non si può controllare sugli scaffali ogni bottiglia d'olio: faremmo una lotta contro i mulini a vento. Va allora accertato in origine cos'arriva in Italia e vanno differenziati i prodotti, proprio per la sostenibilità ambientale.

Parlare di olivicoltura significa parlare anche di territorio, significa dare attenzione a coltivazioni eroiche con alberi secolari e altresì dare forza a chi assicura una produzione, una filiera e un mercato di prodotto nazionale.

Parliamo di prodotto nazionale a questo punto, perché parlare di made in Italy potrebbe anche solo significare prendere l'olio estero, imbottigliarlo, magari addizionargli qualche aroma ed ecco che diventa made in Italy. Non è possibile mettere sul mercato prodotti di questa tipologia. Il settore olivicolo è in allarme, i prezzi sono a terra e nella prossima annata olivicola già si prevede una sciagura. Cosa si sta facendo? Sicuramente non si sta facendo nulla che possa aiutare il comparto. L'Icqrf sicuramente fa un grande lavoro, ma serve la prevenzione. Non si possono effettuare controlli efficaci, perché vediamo che l'olio, proprio perché ha un valore aggiunto molto alto, è il prodotto più contraffatto, poiché viene attenzionato esattamente dai furbetti che con quei blend sistemano qualunque porcheria, e purtroppo sulle nostre tavole arrivano porcherie. Ben venga la carta degli oli, ben venga il fatto che i ristoratori debbano essere responsabili di quello che mettono a tavola, poiché sono i primi ambasciatori. Ai ristoratori dev'essere data davvero una laurea ad honorem per quanto riguarda la salubrità dei cibi che mettono a tavola. Da lì anche il mio disegno di legge sul biologo in cucina, perché davvero serve qualità sulle nostre tavole e i nostri agricoltori possono garantirla.

Signor Sottosegretario, la prego di controllare soprattutto in origine quanto definite nei piani, perché purtroppo spesso restano parole al vento. (Applausi).