Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 378 del 08/01/2026
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Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento (ore 15,01)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (cosiddetto question time), ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento, alle quali risponderanno il Ministro dell'economia e delle finanze e il Ministro dell'interno.
Invito gli oratori ad un rigoroso rispetto dei tempi, anche considerata la diretta televisiva in corso.
Il senatore Patuanelli ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02319 sulle fonti di finanziamento per l'aumento delle spese militari, per tre minuti.
PATUANELLI (M5S). Signor Presidente, colleghe, colleghi, Ministro. nonostante l'entusiasmo di maggioranza e Governo, la condizione economica reale del Paese è, a nostro avviso, molto preoccupante, figlia di una crescita inesistente e di azioni inadeguate da parte del Governo per sostenere la crescita, gli investimenti degli imprenditori, le famiglie che hanno difficoltà sempre di più ad arrivare a fine mese, persone che riducono la propria spesa alimentare e riducono addirittura l'accesso alle visite sanitarie, rinunciando a curarsi per i costi della sanità privata, posto che le liste d'attesa della sanità pubblica sono sempre più lunghe. È una condizione che, nonostante il favore delle agenzie di rating e di qualche consesso internazionale, in realtà nell'economia reale sta mostrando dei grandi segni di preoccupazione.
In tutto questo, però, c'è un dato concreto: l'impegno che questo Governo ha assunto ad aumentare le spese militari. Nel Documento di finanza pubblica del 2025 si parla e si prospetta uno stanziamento extra, oltre alle spese attuali, pari allo 0,15 per cento del PIL del 2026, ulteriore 0,15 nel 2027 e 0,2 nel 2028. Questo significa sostanzialmente una crescita della spesa militare di oltre 23 miliardi di euro nel triennio 2026-2028. È evidente che queste sono risorse che in qualche modo il Governo, essendosi impegnato a spendere, deve reperire.
Il reperimento delle risorse non ha infinite forme e modalità: si possono reperire facendo ulteriore deficit, accedendo al fondo europeo SAFE (Security action for Europe), attraverso l'emissione di titoli oppure tagliando servizi e tagliando, quindi, su ciò che serve ai cittadini. Quello che non è chiaro - ed è l'oggetto della nostra domanda - è come voi vogliate reperire queste ingenti risorse.
Il Paese ha le difficoltà che prima ho enunciato e si accinge ad affrontare un 2026 in cui questo Governo ha previsto nuove tasse per i cittadini: il "pacco" della tassa sui pacchi, l'aumento dell'ISEE e l'aumento dell'RC, una serie di misure che certamente non agevolano la vita dei cittadini. Tutto questo - ci sembra evidente - soltanto per spendere per le armi. Le chiediamo, quindi, di chiarirci dove volete trovare queste risorse. (Applausi).
PRESIDENTE. Il ministro dell'economia e delle finanze, onorevole Giorgetti, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.
GIORGETTI, ministro dell'economia e delle finanze. Signor Presidente, onorevole senatore Patuanelli, per quanto riguarda il rafforzamento della capacità di difesa e sicurezza, anche al fine di ottemperare agli impegni presi durante il summit della NATO tenutosi all'Aja lo scorso giugno, appare cruciale attendere gli esiti della stima del deficit del 2025, che l'Istat notificherà alla Commissione europea a marzo. Nel caso in cui questo dovesse risultare inferiore al 3 per cento, verrebbe attivato il procedimento di uscita dalla procedura di disavanzo eccessivo. Ciò consentirebbe di confermare gli intenti contenuti del Documento programmatico di finanza pubblica, ossia l'incremento della spesa per sicurezza e difesa graduale, con un'incidenza sul PIL che può crescere fino a 0,5 punti percentuali entro la fine del triennio, coperto dalla legge di bilancio.
Al riguardo, nella misura in cui, grazie all'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, sarà tollerato un sentiero di crescita della spesa netta più ampio, in ragione delle sole maggiori spese in difesa e sicurezza, l'aumento della spesa prospettato non comporterebbe nessuna rinuncia alle spese dedicate alle principali priorità di natura sociale, quali quelle ricordate dagli interroganti.
Quanto, infine, alle modalità di finanziamento, si ricorda che il piano relativo allo strumento europeo SAFE (Security action for Europe), presentato dall'Italia nella misura massima di 14,9 miliardi di euro, è ancora in corso di valutazione, insieme ai piani presentati dagli altri Stati membri dell'Unione europea. L'adesione al programma SAFE comporta una dilazione molto in avanti nel tempo della restituzione del relativo prestito rispetto alla emissione di titoli del debito pubblico, nonché risparmi conseguenti al differenziale nel tasso d'interesse pagato. Al contempo, implica la necessità di sottostare a una serie di regole sostanziali e procedurali, che limitano la discrezionalità dei singoli Stati aderenti.
Inoltre, ulteriori benefici indiretti potranno derivare da effetti quali il rafforzamento della cooperazione e il coordinamento con altri partner, l'integrazione della catena del valore a livello dell'Unione europea, nonché dal contributo alla crescita nel settore industriale.
Si precisa, poi, che l'attivazione della clausola di salvaguardia è funzionalmente collegata allo strumento SAFE, ma è indipendente da questo. La clausola di salvaguardia prevede che, al ricorrere di circostanze eccezionali, in cui la Commissione europea ha esplicitamente incluso l'attuale contesto geopolitico, uno Stato membro possa richiedere al Consiglio l'autorizzazione a deviare temporaneamente dal percorso di spesa netta definito nel proprio piano strutturale di bilancio di medio termine. Trattandosi di una flessibilità in deroga, l'attivazione della clausola di esclusione non richiederebbe la pubblicazione di un nuovo piano strutturale di bilancio di medio termine, ma implicherebbe comunque una richiesta di scostamento dagli obiettivi programmatici al Parlamento, da approvare, previo coinvolgimento dello stesso, ai sensi (e con le maggioranze) dell'articolo 6 della legge n. 243 del 2012.
Ogni valutazione in merito agli strumenti che saranno impiegati e al quantum delle spese oggetto dell'interrogazione avverrà in conformità a quanto previsto dall'ultimo Documento di finanza pubblica e nella risoluzione di approvazione dello stesso, all'interno della quale sono stati definiti i limiti superiori, in percentuale al PIL, del maggiore indebitamento.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Patuanelli, per due minuti.
PATUANELLI (M5S). Signora Presidente, signor Ministro, oggettivamente non sono soddisfatto della risposta, perché non ho davvero capito verso quale strada si sta orientando il Governo e questo mi sembra del tutto evidente. Dobbiamo aspettare marzo per capire se usciamo dalla procedura di infrazione, perché questo consentirebbe alcuni spazi che altrimenti non ci sono; intanto, però, l'impegno a spendere quei soldi c'è, è scritto nero su bianco e il Governo si è impegnato a farlo in sede NATO. In qualche modo, noi stiamo quindi ipotecando molte risorse di questo Paese e non abbiamo ancora capito quale strada percorreremo per trovare quelle risorse.
Mi sembra davvero incomprensibile il motivo per cui il Governo sostenga che non ci sarà nessuna incidenza rispetto agli altri servizi (non lo sosteniamo noi, ovviamente), perché è del tutto evidente che, al netto del fatto che l'uscita dalla procedura di infrazione ci apre alcuni scenari in cui la contabilizzazione di quelle spese non ha un effetto rispetto ai dati macroeconomici in rapporto alla nuova governance europea, quei soldi poi vanno spesi e trovati comunque.
Noi, infatti, abbiamo subito per mesi la narrazione del buco di bilancio del superbonus, che in realtà sul bilancio non ha nessun effetto, e che per colpa di quel buco non abbiamo potuto fare tutte le misure che servivano al Paese, poi oggi ci venite a dire che invece spendere 23 miliardi per le armi non incide minimamente sui servizi essenziali ai cittadini. (Applausi). Ora io, onestamente, non riesco a capire come si faccia a sostenere questo doppiopesismo e oggettivamente nella sua risposta non sono riuscito a capire quali sono le intenzioni di questo Governo. (Applausi).