Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 366 del 03/12/2025
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CALENDA - Al Ministro delle imprese e del made in Italy. - Premesso che:
il comparto della distribuzione automatica rappresenta in Italia una filiera di straordinaria rilevanza industriale e tecnologica, con oltre 800.000 distributori installati (prima rete in Europa), più di 3.000 imprese di gestione e un indotto occupazionale superiore a 33.000 addetti; i produttori italiani di distributori automatici esportano circa il 70 per cento della produzione complessiva;
dopo il crollo di mercato della fase pandemica, il comparto ha registrato un recupero solo parziale, con nuove flessioni dei consumi (3,74 per cento in meno nel 2024 e 4,6 per cento in meno nei primi 7 mesi del 2025) e un crollo delle vendite di nuove macchine (28,4 per cento in meno nel primo semestre 2025), dovuti anche alla riduzione della produzione industriale (più di un terzo dei consumi avviene in ambito manifatturiero), inflazione e aumento dello smart working;
tale crisi congiunturale si somma alla crescente concorrenza sleale di produttori asiatici, che immettono nel mercato europeo distributori automatici spesso non conformi alle norme UE in materia di ecodesign, etichettatura energetica, compatibilità elettromagnetica, sicurezza alimentare e che, secondo le associazioni di categoria, in alcuni casi espongono persino marcature CE contraffatte;
per contro, i produttori italiani, per esportare nei mercati extra UE, sono tenuti a sostenere costi rilevanti per ottenere molteplici certificazioni (UL e NSF per USA e Canada, NOM per il Messico, INMETRO per il Brasile, EAC per la Russia, KC per la Corea del Sud, CCC per la Cina, eccetera), in un quadro regolatorio internazionale estremamente complesso;
si determina così un'asimmetria competitiva: da un lato, le imprese italiane sono gravate da elevati oneri di conformità per l'export; dall'altro, i prodotti extra UE possono accedere al mercato europeo tramite mera autocertificazione CE, con controlli doganali e di vigilanza spesso insufficienti a intercettare non conformità e frodi;
tale situazione mette a rischio investimenti, occupazione qualificata e capacità innovativa di una filiera strategica del made in Italy, che ha trainato la transizione digitale (macchine connesse, gestione da remoto, pagamenti cashless, intelligenza artificiale),
si chiede di sapere come il Ministro in indirizzo valuti l'impatto della concorrenza sleale extra UE sull'industria italiana della distribuzione automatica, quali iniziative intenda assumere per rafforzare i requisiti di certificazione dei distributori automatici (in particolare superando il regime di mera autocertificazione CE) e per potenziare i controlli doganali e la vigilanza su prodotti non conformi, e come intenda sostenere le imprese nazionali nel processo di adeguamento al complesso quadro regolatorio internazionale e tutelare la competitività e l'occupazione del comparto.
(4-02557)