Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 362 del 04/11/2025

BARCAIUOLO (FdI). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BARCAIUOLO (FdI). Signor Presidente, intervengo anch'io su questa ricorrenza, sicuramente triste, del trentennale dell'atto terroristico che ha posto fine alla vita di Rabin, che è stato sicuramente un solco rispetto a una prospettiva di pace - forse più di una prospettiva - che in quel tempo si era di fatto realizzata. Con la sua scomparsa, infatti, sono stati travolti gli Accordi di Oslo. Pensate che, soltanto l'anno prima di essere ucciso, a Rabin, insieme a Simon Peres, quindi il suo principale competitor, e ad Arafat, fu assegnato il Premio Nobel per la pace, proprio perché quel tipo di percorso sembrava finalmente aver trovato una sorta di equilibrio.

Dopodiché - a mio parere - bisogna anche stare attenti nella narrazione di un personaggio come Rabin, fatto martire per come è avvenuta la sua morte. Come è stato giustamente detto, Rabin proveniva dall'esercito israeliano, difendeva l'identità israeliana a ogni costo, pretendeva la sicurezza per i cittadini israeliani e ha avuto probabilmente la capacità di aprire un dialogo con un'organizzazione, quella guidata da Arafat, che mille difetti aveva, ma che sicuramente è imparagonabile ai terroristi di Hamas.

C'è un clima - penso alle parole recenti del presidente Herzog - che in Israele si sta sviluppando in questi giorni, che richiama sicuramente in parte quel tipo di tensione, quel tipo di fuoco che continua a divampare anche all'interno della società israeliana, e non nascosto sotto le ceneri come una certa narrazione vuole tentare di raccontare. Il presidente Herzog parla di allargare il cerchio della pace. È chiaro che l'esempio di chi come Rabin - ma non solo lui - ha saputo instaurare un dialogo vero con l'altra parte, senza dover rinunciare a nulla di quello che rappresenta l'identità e la legalità dello Stato israeliano in quei territori, speriamo possa essere da monito per arrivare a quello su cui a parole siamo d'accordo in molti, ma che poi va anche declinato, messo a terra, a sistema, ovvero la garanzia per Israele di esistere e vivere in sicurezza e, per quanto riguarda il popolo palestinese, avere un suo Stato. (Applausi).