Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 362 del 04/11/2025
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MELONI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che:
la mattina del 25 dicembre 2017, lungo la strada statale n. 129, in territorio di Orotelli (Nuoro) si è verificato un gravissimo incidente stradale, nel quale hanno perso la vita i fratelli Matteo e Francesco Pintor, di 16 e 24 anni, e Alessandro Satta, loro cugino, mentre viaggiavano su una Ford Fiesta insieme al fratello Giovanni;
secondo quanto emerso nel corso del procedimento civile tuttora pendente dinanzi al tribunale di Nuoro, il sinistro sarebbe stato aggravato dalla presenza di un guardrail non conforme alle normative tecniche di sicurezza. In particolare, l'estremità del guardrail si sarebbe comportata come una lama penetrante e non come un effettivo elemento di protezione, determinando conseguenze fatali;
l'incidente, avvenuto nel tratto della SS 129 noto come "curva della morte", ha evidenziato la pericolosità di un'infrastruttura stradale già segnalata più volte da cittadini e amministrazioni locali. Tra il 2004 e il 2019 sarebbero state inviate ad ANAS ben 26 segnalazioni riguardanti criticità e varchi non autorizzati lungo quella strada, senza che siano seguiti interventi tempestivi di messa in sicurezza;
la causa civile promossa contro ANAS S.p.A., gestore della strada statale n. 129, ha visto l'intervento dell'Associazione "AdessoBasta!" fondata da Giovanni Pintor ed alcuni amici delle vittime, e della sezione Sardegna dell'ANCI, al fine di ottenere la messa in sicurezza dei guardrail lungo tutto il tratto del Tribunale di Nuoro;
nel corso del giudizio, il consulente tecnico d'ufficio ha chiesto l'acquisizione di tutta la documentazione tecnica esistente inerente alla progettazione, all'istallazione, alla manutenzione e all'omologazione dei dispositivi di ritenuta, inclusi i crash test e le autorizzazioni ministeriali; tuttavia, ANAS S.p.A., tramite i propri legali, si è opposta alla trasmissione di tali documenti, impedendo la piena ricostruzione tecnica dei fatti;
secondo quanto riportato da recenti articoli di stampa, i progetti sulla cosiddetta "curva della morte" e i crash test dei guardrail installati nel punto del sinistro restano tuttora fuori dal processo in corso, poiché ANAS non avrebbe prestato il consenso alla loro acquisizione;
episodi analoghi si sono già verificati nella stessa area, tra cui l'incidente del 14 dicembre 2016, in cui ha perso la vita il carabiniere Gianfranco Fae, segno di una persistente criticità infrastrutturale che non può più essere ignorata;
considerato che:
la sicurezza delle infrastrutture stradali rappresenta una priorità di interesse pubblico nazionale, particolarmente rilevante in un territorio come la Sardegna, che nel 2024 ha registrato il tasso di mortalità stradale più elevato d'Italia, pari al 7,2 per cento rispetto ad una media nazionale del 5 per cento;
la normativa nazionale, in attuazione delle direttive europee e del decreto ministeriale 18 febbraio 2004, prevede che le barriere di sicurezza debbano essere omologate e adeguate ai parametri tecnici entro tre anni dall'entrata in vigore del decreto, ai sensi dell'art. 3 comma 3 e dell'art. 7 dell'allegato tecnico, in conformità alla norma UNI EN 1317;
l'Italia, come Stato membro dell'Unione europea, è tenuta ad assicurare che le opere infrastrutturali siano concepite e realizzate in modo da non mettere a repentaglio la sicurezza delle persone, in ossequio al principio di tutela della vita umana che permea il diritto europeo e costituzionale;
la condotta di ANAS, società in house a partecipazione interamente pubblica e sottoposta alla vigilanza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che nega la trasmissione di documentazione tecnica utile all'accertamento di fatti potenzialmente lesivi della vita e dell'incolumità dei cittadini, pone rilevanti problemi di trasparenza e di responsabilità amministrativa e rispetto dei principi di collaborazione con l'autorità giudiziaria,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del rifiuto opposto da ANAS S.p.A. alla trasmissione della documentazione tecnica richiesta dal consulente del Tribunale di Nuoro e se reputi tale condotta compatibile con i principi di trasparenza e collaborazione con l'autorità giudiziaria;
quali siano le ragioni per le quali ANAS S.p.A. rifiuti di rilasciare tutti gli atti relativi alla progettazione, installazione e manutenzione delle barriere lungo la strada statale 129;
se il Ministro non ritenga opportuno disporre l'esibizione, da parte di ANAS, dell'omologazione del terminale di guardrail installato nel tratto del sinistro, nonché di verificare il suo adeguamento ai parametri tecnici previsti dal decreto ministeriale 18 febbraio 2004, art. 3 comma 3 e art. 7 dell'allegato tecnico;
se non ritenga opportuno dare all'azienda un indirizzo chiaro in senso opposto, volto a garantire la massima trasparenza e collaborazione con l'autorità giudiziaria;
se intenda promuovere una verifica tecnica straordinaria sullo stato di conformità, omologazione e manutenzione delle barriere di sicurezza installate lungo la SS129 ed in altri tratti della rete viaria caratterizzati da analoghe condizioni di rischio e in generale adottare misure urgenti per assicurare la piena conformità delle stesse ai requisiti tecnici e agli standard europei di sicurezza stradale su tutto il territorio nazionale;
se non ritenga necessario adottare misure urgenti per semplificare e rendere organico l'apparato normativo sulle infrastrutture stradali, al fine di eliminare le ambiguità e le lacune che, come dimostrato da questa dolorosa vicenda, possono avere effetti devastanti sulla vita delle persone.
(3-02240)