Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 362 del 04/11/2025
Azioni disponibili
MISIANI, CAMUSSO, VERDUCCI, MANCA, RANDO, ROSSOMANDO, ALFIERI, ZAMBITO, IRTO, ROJC - Ai Ministri delle imprese e del made in Italy e del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che:
la società Telecontact center SpA, con sede legale a Napoli e controllata al 100 per cento da TIM SpA, opera nel settore dei servizi di customer care e call center, con circa 1.591 dipendenti distribuiti nelle sedi di Caltanissetta, Roma, Napoli, Milano, Catanzaro, Ivrea, Aosta e L'Aquila, che gestiscono le attività di assistenza ai clienti dei servizi consumer e small business (numeri telefonici 187 e 191);
in data 24 ottobre 2025 TIM ha comunicato ai sindacati e ai lavoratori la decisione di conferire il 100 per cento di Telecontact in una nuova società denominata "Dna S.r.l.", controllata dal gruppo Distribuzione, cui verrà conferito anche un ramo d'azienda di quest'ultimo (Gdin), per un totale di 3.380 lavoratori coinvolti;
l'operazione, formalmente presentata come un processo di aggregazione industriale finalizzato a favorire "transizione occupazionale" e "riqualificazione professionale", prevede un periodo minimo di 48 mesi di salvaguardia occupazionale, in coerenza con la normativa sugli incentivi alla decontribuzione;
le organizzazioni sindacali SLC CGIL, Fistel CISL e Uilcom UIL hanno espresso forte contrarietà all'operazione, giudicandola una "esternalizzazione mascherata", poiché determinerebbe l'uscita di circa 1.600 lavoratori dal perimetro del gruppo TIM verso una società di nuova costituzione, con un capitale sociale di soli 10.000 euro, priva di prospettive industriali solide. I sindacati hanno pertanto proclamato le procedure di "raffreddamento" e preannunciato iniziative di sciopero per contrastare quella che definiscono una "decisione nefasta per il futuro occupazionale e industriale del gruppo";
l'operazione, che non riveste un chiaro carattere industriale, rischia, altresì, di avere accesso anche a fondi pubblici previsti in tema di decontribuzione;
considerato che:
l'operazione si inserisce in un processo di progressiva frammentazione del gruppo TIM, già avviato con la separazione della rete e con altre operazioni societarie che hanno sollevato forti preoccupazioni sindacali e istituzionali, e si innesta in un un contesto di ricorrenti processi di esternalizzazione nel settore delle telecomunicazioni, spesso con esiti giudiziari e occupazionali negativi;
la perdita di controllo diretto su società che operano in ambiti strategici, come il customer care o la gestione dei dati, rischia di indebolire la capacità industriale nazionale e la qualità dei servizi offerti ai cittadini;
in particolare, la progressiva esternalizzazione delle attività legate al servizio clienti potrebbe determinare effetti negativi sulla tutela occupazionale in regioni già colpite da elevata disoccupazione, come la Sicilia, la Calabria e l'Abruzzo, nonché sulla continuità del servizio universale e sulla sicurezza dei dati trattati;
non risulta ancora chiaro se il nuovo assetto societario garantisca effettivamente la continuità delle condizioni contrattuali e dei diritti dei lavoratori trasferiti;
ad oggi non risultano comunicazioni ufficiali da parte del Governo in merito alla procedura in corso,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e se intendano avviare una verifica sulla procedura dell'operazione di conferimento di Telecontact center SpA a Dna Srl;
quali iniziative urgenti intendano adottare, per quanto di rispettiva competenza, al fine di tutelare i livelli occupazionali e garantire la salvaguardia dei diritti contrattuali e previdenziali dei lavoratori coinvolti;
se non ritengano necessario avviare immediatamente un tavolo di confronto interministeriale, coinvolgendo le parti sociali, al fine di scongiurare un nuovo caso di delocalizzazione mascherata e assicurare un controllo effettivo sull'utilizzo dei fondi pubblici già concessi al gruppo TIM;
quali iniziative di competenza si intenda adottare per evitare ulteriori processi di dismissione o frammentazione di asset strategici del gruppo TIM, salvaguardando l'interesse nazionale nel settore delle telecomunicazioni.
(3-02237)