Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 347 del 30/09/2025
Azioni disponibili
TERZI DI SANT'AGATA (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TERZI DI SANT'AGATA (FdI). Signora Presidente, onorevoli colleghi, signor Ministro, sento il dovere e anche la grande soddisfazione e il piacere, condivisi dalla mia forza politica - ne sono sicuro - e da tutta la maggioranza, stando agli interventi che ho ascoltato, di dire che lei questo pomeriggio in Aula ha dato una prova veramente straordinaria di continuità. L'abbiamo sentita ripetutamente in 4a Commissione, la Commissione per le politiche dell'Unione europea: lei ha avuto il senso di servizio e la disponibilità di venire ben due volte, per diverse ore, il mese di luglio, quando si stava elaborando tutto questo impianto di modifica e di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, in relazione anche alle interlocuzioni importanti con la Commissione e da quello che emergeva dai territori e dai diversi comparti nella fase di attuazione.
Lei è venuto diverse volte, sin dall'inizio del suo incarico, in 4a Commissione a parlare esattamente delle principali cose di cui si è parlato oggi: delle modalità e della rapidità con la quale siamo in grado di procedere nelle misure entro i termini stabiliti, entro il 2026. Lei ha già affrontato ripetutamente a luglio in 4a Commissione il punto relativo alla necessità di adattamento, legata naturalmente a motivi esterni che riguardano la geopolitica, ma anche l'andamento economico e le diversità che sono introdotte.
Pensiamo ai rapporti e alle questioni sui dazi, alle diversità che hanno influito sui comparti fondamentali della nostra economia. Lei ha fornito delle spiegazioni estremamente importanti e le devo dire che c'è una certa sorpresa, quasi un senso di ironia, nel dover constatare oggi che lei, ancora una volta, ha dato una prova. Dico ironia perché ha dovuto mettere in atto delle doti e delle virtù di moderazione e di pazienza - mi consenta di dirlo - nel riprendere e riaffrontare temi che alcuni dei colleghi presenti in quest'Aula in sede di 4a Commissione mi sembrava avessero registrato e preso nota facendo tesoro di quelle audizioni. Invece così non è avvenuto. È chiaro che c'è una dinamica dell'interlocuzione fra maggioranza e opposizione, e questo è estremamente sano.
Vorrei prendere ad esempio alcune cose che lei ha detto, che sono molto importanti per quanto riguarda il riferimento a dei dati. Il PNRR è un'area del nostro lavoro qui in Senato che si deve basare il più possibile su dati certi, condivisi, omogenei, e su dati che riguardano il PNRR, gli obiettivi e le misure che devono essere prese. Nella sua replica, che è stata altrettanto eloquente e precisa della sua presentazione di insieme, per la quale ancora desidero ringraziarla esprimendo il più forte apprezzamento, lei è tornato su questi punti con grande efficacia, a mio avviso: ad esempio, quando ha detto che i dati devono essere quelli legati e diretti al PNRR e a diversi programmi, e non estrapolati da altri studi e da altre considerazioni che sono completamente slegati. Questo trovo che sia il primo elemento che mi è sembrato di grande importanza e spero che in questo dibattito sia stato compreso e sia portato avanti per il futuro del lavoro.
Quanto al secondo punto rilevante politicamente, a proposito dell'arco temporale dal quale è partito e sul quale si è sviluppato questo grande disegno di utilizzo di più di 190 miliardi (come lei giustamente ha detto, solo un terzo a fondo perduto, mentre i due terzi a debito), è stata l'Italia il Paese che ha dimostrato più senso dinamico e l'ha dimostrato nell'accettare questa impostazione e questa divisione del piano attraverso quattro Governi. Quindi non è neanche possibile isolare completamente la performance di un Governo dall'altro.
L'ultima considerazione che ho trovato particolarmente rilevante nella sua risposta è che non è neanche auspicabile continuare a fare discussioni partitiche o di sezioni di forze politiche, di maggioranza o di opposizione, senza tener presente l'interesse nazionale e il grande disegno non soltanto economico, ma di politica estera, di posizionamento dell'Italia, di visione dell'Europa e del mondo che il Governo Meloni ha portato avanti e continua a voler affermare. È un disegno che trova le sue radici nei Governi precedenti e comunque sicuramente in miglioramento in fase attuativa nel modo di completarlo, è assolutamente compatibile con quello che abbiamo ottenuto nelle interlocuzioni positive con la Commissione.
L'Italia oggi non è certo quella del 2021; non è certo quella di prima delle due guerre così devastanti che abbiamo in Medio Oriente e in Ucraina; non è certo quella dell'economia complessiva, della libertà dei commerci, della libertà dei mercati e della globalizzazione che esisteva negli anni del pre-Covid o anche dell'anno successivo al Covid.
È un mondo cambiato. L'Europa è cambiata e, finalmente, l'Italia sta cambiando nella direzione che il Governo sta portando avanti: lei, signor Ministro, per gli affari europei e il commissario Fitto a Bruxelles. L'insieme delle forze e il senso del lavoro di team che tutti i Dicasteri e tutti i Ministri interessati stanno portando in economia, nei grandi valori europei, nell'unicità di intenti di questo Governo verso l'Italia e l'Europa che vogliamo, stanno dimostrando che il Paese sta con l'Europa e, grazie all'Italia, l'Europa sta cambiando.
È evidente che la capacità di attrazione del Governo Meloni è importantissima e ha contribuito a una modifica seria dei dati macroeconomici dell'Italia in positivo. Sappiamo che il PIL è cresciuto dell'1 per cento; non è certo una crescita strepitosa, ma è nettamente superiore a quella che veniva anticipata in tutte le proiezioni del Fondo monetario e delle istituzioni internazionali.
Vediamo al tempo stesso che l'Italia è attraente per gli investimenti nel debito pubblico. L'Italia è giudicata anche al di sopra di grandi Paesi che conosciamo e con i quali avevamo anche dei sensi di competizione per quanto riguarda gli assetti economici. Abbiamo visto però le stime date da Standard & Poor's, da Fitch e dal Fondo monetario internazionale e abbiamo registrato miglioramenti non soltanto di immagine, ma anche della sostanza dell'andamento dell'economia italiana che è data dai principali osservatori.
I mercati ci premiano. Ricordiamo che appena prima del Governo Meloni lo spread era pari a 233 punti base ed oggi siamo a 83. Il Fondo monetario internazionale ha promosso la nostra politica di bilancio e la determinazione del Governo ad abbattere l'elevato debito pubblico. Ecco, dette queste cose, io non torno su tutti i dati che dovrebbero veramente convincere tutti in quest'Aula sugli sforzi fatti e sull'importanza del lavoro che il Governo sta portando avanti.
Ci sono però tre aspetti che vorrei rilevare. Il primo riguarda la necessità di rafforzare le misure esistenti che hanno dato prova di efficacia e di impatto, riducendo altre misure, soprattutto green, rivelatesi sovrafinanziate.
Il secondo obiettivo è il ricorso a quegli strumenti finanziari che consentono di avere considerevoli disponibilità economiche, anche al di là dell'orizzonte del 2026. Vorrei citare in particolare la ZES unica per il Mezzogiorno; è stata citata da altri, ma credo sia importante citarla come forza politica e come parte di una visione di Governo che ritiene fondamentale questo aspetto. La ZES sarà ancora più potenziata con risorse complementari, con fondi di coesione e con le altre misure del PNRR.
Il terzo obiettivo, signor Ministro, che vorrei sottolineare è il trasferimento di risorse in favore del comparto nazionale degli investimenti InvestEU, gestito dal Fondo europeo per gli investimenti, in settori strategici, in particolare delle piccole e medie imprese. Per aumentare la competitività del Mezzogiorno, grazie a un sistema integrato che combina semplificazioni amministrative e benefici fiscali, c'è la ZES unica.
L'Italia e Fratelli d'Italia credono nell'Europa della concretezza, dell'identità e della crescita, non nei vicoli ciechi e nei sogni ideologici. È per questo, signor Ministro, che condividiamo l'importanza di rilocalizzare risorse non spese o non spendibili entro i termini verso misure già presenti nel Piano, con domanda elevata, verso nuove misure capaci di favorire gli investimenti ad alto valore aggiunto, la coesione territoriale, l'innovazione produttiva, la transizione energetica e digitale. Al tempo stesso è irrinunciabile - e questo lo mettiamo anche negli impegni al Governo nella nostra risoluzione di maggioranza - una revisione che mantenga gli obiettivi trasversali, la parità di genere, il rilancio dell'occupazione giovanile e il superamento dei divari territoriali, lo sviluppo del Mezzogiorno.
In conclusione, signor Ministro, signora Presidente, questa revisione del PNRR è l'evidente prova di un Governo estremamente serio e responsabile nel mantenere gli impegni e dimostrare la sua grande visione dell'Italia che vogliamo. (Applausi).