Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 347 del 30/09/2025
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SALVITTI (Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SALVITTI (Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP). Signora Presidente, è innegabile che ad oggi l'Italia è un modello nella gestione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il primato della nostra Nazione riguarda i target raggiunti e le rate pagate, come già spiegato dal ministro Foti poc'anzi. Un primato, quello del PNRR, ottenuto superando le tante criticità ereditate e allineando la nostra azione alle mutate esigenze. Il nostro Paese si appresta a ricevere il pagamento dell'ottava rata che ci porterà al ragguardevole traguardo di 374 obiettivi raggiunti e quota 153 miliardi di euro trasferiti a portata. Parliamo del 79 per cento della dotazione finanziaria complessiva, mentre sono impegnati 192 miliardi di euro dei 194 della dotazione originaria. Parliamo di un lavoro enorme, un impegno che, in termini di attuazione, sugli oltre 420.000 progetti ci porta a registrare una percentuale di progetti finanziati e in via di definizione pari a 96 punti. In pratica si potrebbe dire che in questi tre anni di Governo abbiamo raggiunto il cento per cento degli obiettivi programmati, come riconosciuto dal Fondo monetario internazionale. (Applausi).
Si tratta di numeri che dimostrano come il pragmatismo e la puntualità del Governo Meloni abbiano portato ad un'azione virtuosa che in Europa ci pone come esempio. È accaduto nella tenuta dei conti pubblici, così come nella gestione di questo fondamentale strumento finanziario. Questa proposta di revisione del PNRR ci permetterà di superare diverse criticità e di allocare le risorse in maniera più efficiente, anche attraverso il ricorso a nuovi strumenti finanziari.
Bene, inoltre, l'inserimento di nuove misure attuabili nei tempi molto stringenti previsti dal Piano e il potenziamento di quegli interventi stanno producendo risultati superiori alle aspettative, con particolare attenzione alla competitività, al potenziamento delle infrastrutture ed alla coesione sociale e territoriale della nostra Nazione.
Tanti i settori che sono stati coinvolti e che hanno dimostrato, fino ad ora, una capacità ed una velocità nella spesa, come quelli del turismo e dell'agricoltura, soprattutto puntando a discorsi legati, facendo l'esempio dell'agricoltura, alla filiera. I 2 miliardi in più sul finanziamento delle filiere sono un obiettivo importante, perché non si tratta solamente dei 2 miliardi che si mettono a disposizione, ma è quanto investimento riescono a generare per far sì che possa crescere un intero settore.
Sappiamo tutti quanti benissimo che il Governo Meloni si è posto come obiettivo di spingere il settore primario, quello dell'agricoltura. La dimostrazione sta nel fatto che proprio la revisione di questo Piano permette di poter spendere 2 miliardi in più in quel settore, che ha dato dimostrazione, fino ad ora, di avere la capacità di spendere i fondi a disposizione e di farlo in una prospettiva di crescita ulteriore, quindi non solamente limitando la spesa, ma generando nuove risorse e nuova ricchezza da creare sui territori. (Applausi).
Al di là del fatto che questo è un Piano che attraversa quattro Governi, la disponibilità dimostrata dal Ministro a ragionare tutti quanti insieme per far sì che possa vincere l'Italia, non questo Governo, nel raggiungimento totale degli obiettivi e con un sostegno da parte di tutti quanti, passa anche attraverso il fatto di non negare l'evidenza e, da un certo punto di vista, passa anche dai membri dell'opposizione.
Se, da un lato, si riconosce il risultato importante che è stato Industria 4.0, si badi bene che non si tratta della versione in cui era nata inizialmente, ma del Piano Industria 4.0 di Patuanelli. Quella ha avuto un effetto concreto sugli investimenti industriali, non quella che era nata con il Governo Renzi. Erano due misure completamente diverse: con lo stesso nome, ma completamente diverse.
Industria 5.0, probabilmente, non ha funzionato. Si sta intervenendo per far sì che possa migliorare e possa essere più efficace, per far sì che gli imprenditori possano investire sulla modernizzazione delle proprie aziende e delle proprie imprese. Questo, però, lo si può fare con il contributo da parte di tutti, quando si riconosce che, da un punto di vista economico-finanziario, dei risultati questa Nazione li ha innegabilmente raggiunti, come è dimostrato, non tanto dalle agenzie di rating, quanto dai mercati, che hanno valorizzato il percorso individuato da questo Governo, condito di pragmatismo e di concretezza.
Quanto al debito pubblico, negare che si è scesi al 134 per cento del debito pubblico significa non vedere la realtà delle cose. Tutti gli investimenti, che seguiranno alle opere infrastrutturali che arriveranno, avranno una ricaduta negli anni. Vi sarà, dunque, una prospettiva di crescita nelle aree che saranno attraversate da tutte le opere infrastrutturali previste nel Piano.
L'obiettivo è finirle il più velocemente possibile, ma è evidente che ciò accadrà e darà risultati positivi nel corso degli anni, per far sì che la nostra economia continui a crescere. Il merito di questo Governo è quello di aver invertito la rotta in maniera assoluta e totale, come dimostrato dai numeri e da null'altro. (Applausi).
Da questo punto di vista, io ringrazio il ministro Foti per il lavoro che ha fatto e che sta facendo in questi anni. Conosciamo il suo amore per la politica. Probabilmente avrebbe voluto rimanere in Aula piuttosto che andare al Ministero, quello è innegabile. Però, augurandogli un buon lavoro, esprimo un parere assolutamente positivo da parte del mio Gruppo. (Applausi).