Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 347 del 30/09/2025

PAITA (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PAITA (IV-C-RE). Signora Presidente, signor Ministro, io non la considero un demagogo e non la considero nemmeno tra quelli che esultano per nulla. Devo dire che le riconosco una certa serietà, almeno nell'impostazione con cui affronta il lavoro d'Aula.

Nonostante questo presupposto di partenza, lei oggi non mi ha convinta, anzi mi ha profondamente delusa, e provo a spiegarle il perché. Il suo racconto, nel quale lei ci vorrebbe spiegare che il PNRR è così perché è stato così in tutti i Governi che hanno accompagnato il percorso relativo al PNRR, è un ragionamento veramente di basso profilo, rinunciatario e falso. Noi abbiamo dei problemi seri in questo Paese che non sono il frutto di un'eredità, ma di un'assenza di capacità di riforma che questo Governo non ha portato avanti in questi anni. Non è certamente responsabilità del passato se abbiamo toccato quest'anno il record di debito pubblico. Non è un caso se quest'anno la pressione fiscale nel nostro Paese è ulteriormente aumentata e sono antichi ricordi quelli in cui avreste voluto mettere i limiti in Costituzione. Non è responsabilità solo del passato se abbiamo avuto un ulteriore calo nelle nascite.

Ci sono problemi in questo Paese che dopo tre anni avrebbero meritato una messa a fuoco coraggiosa da parte di questo Governo. (Applausi). Perché non lo avete fatto? Non lo avete fatto perché voi pensate che, governando facendo poco e niente e non dando disturbo a nessuno, la luna di miele con il Paese continui; e finora è stato così, quindi bisogna anche darvi atto che avete effettivamente centrato gli obiettivi dal punto di vista elettorale. Io però non credo che il Paese possa sopravvivere ad un'assenza di capacità di visione e a un'assenza di riforma nei prossimi anni, e lo dimostra proprio la vicenda del PNRR: se con 200 miliardi di investimenti voi non siete riusciti a smuovere una delle questioni finanziarie, economiche e di sviluppo che ho citato, significa che la vostra è una strategia che porta il Paese a sbattere, oppure lo porta alla stagnazione, che è l'altro pericolo reale che noi abbiamo.

Il senatore Calenda diceva: il problema è che tutti i Governi hanno avuto la grande tematica della semplificazione e della velocizzazione delle procedure e nessuno con coraggio lo ha affrontato. Mi dichiaro d'accordo, è vero, si poteva fare di più anche in passato su questi temi. Ma questo Governo ha risolto i problemi di velocizzazione e di semplificazione delle opere? No, e vi spiego perché. Noi abbiamo ritardi su tutte le infrastrutture e le cito per non dimenticarle: Salerno-Catania, Salerno-Reggio Calabria, Napoli-Bari, Palermo-Catania, l'Alta velocità al Nord, e il Terzo valico dei Giovi che va a singhiozzo. Signor Ministro, lei fa lo scettico, ma il mio territorio lo conosco bene e a quell'opera credo tantissimo, visto che sono stata la prima ad avviarla (peraltro c'era il Governo Berlusconi). Sappia che quell'opera ha ulteriori ritardi ora, accumulati adesso; anzi, siete messi in termini piuttosto problematici, perché l'avete messa tutta dentro il PNRR, quindi ora quei ritardi si accumulano. Gli ospedali di comunità sono cinquanta su trecento: lo ricordava la collega Musolino prima in modo assolutamente giusto. Sugli alloggi per gli studenti, la collega Malpezzi ha detto cose che sono corrette sotto il profilo dei numeri. Transizione 5.0 è una catastrofe, l'esempio di quello che non si deve fare per aiutare le imprese. Eppure bastava copiare: avevate lo strumento fatto da noi, Industria 4.0, durante il Governo Renzi, e bastava copiare; non siete stati nemmeno in grado di copiare. Cito poi la medicina territoriale. gli asili nido, gli investimenti per l'elettrificazione dei porti.

Tutto è in ritardo perché un conto è inondarci di numeri senza una forma e senza un'anima, Ministro, e dire "no, ma abbiamo rispettato il primo target; no, ma forse ci danno la seconda tranche del secondo target", e un conto è guardare nero su bianco la spesa reale che ci dice che i ritardi su tutte le opere più importanti di questo Paese ci sono, eccome, e rischiano di essere irreversibili. Ecco perché i dati economici non crescono. Ecco perché in questo Paese i giovani continuano ad andarsene. Ecco perché non nascono persone. Ecco perché non si riescono a aiutare le madri con gli asili nido. Ecco perché la sanità è allo sfascio e le liste d'attesa sono, diciamo così, l'incubo che gli italiani, che hanno bisogno di esami preventivi per la loro salute e per la loro sicurezza, non riescono ad affrontare. Siete buoni a venire qui e raccontare che voi avreste la volontà di unire il Paese e di andare avanti tutti assieme e che è un problema se danno le sanzioni all'Italia. Sono la prima a dire che, certo, sarebbe un problema; tifiamo tutti per il nostro Paese. Quando però si tratta di esprimersi su risoluzioni che dicono cose sensate e vi propongono di dire parole più nette sul nucleare, di correggere Industria 5.0, di risolvere i problemi di semplificazione e di… (Il microfono si disattiva automaticamente).

PRESIDENTE. Chiedo scusa, ma stavo verificando delle questioni tecniche e mi ero distratta sui tempi.

PAITA (IV-C-RE). …lei con incoerenza rispetto alla volontà di unire dichiarata 10 minuti fa, ci dice che si rimetterà all'Aula, dando di fatto il "la" a operazioni che saranno solo ed esclusivamente della maggioranza.

Mi sarei aspettata, proprio in virtù della volontà di unire, della logica di volere bene e di evitare sanzioni per il nostro Paese, che lei venisse qui a dire "sì, avete detto qualcosa di sensato, avete detto qualcosa di giusto, prendiamo gli spunti delle vostre riflessioni e uniamo il Paese". Invece lei è venuto qua a farci un ragionamento moralista e, poi, come sempre, ha diviso, lacerato, non assumendosi una responsabilità dei ritardi che ci sono che - ripeto - non riguardano solo lei, ma l'intero Governo, senza indicarci alcuna traiettoria o rotta per il Paese. Così, Ministro, si va a sbattere. Io le dico con chiarezza che questo è l'ultimo avvertimento che le arriverà, perché poi arriveranno i resoconti della spesa e quelli della nostra economia e purtroppo per gli italiani non vedo prospettive di speranza e di luce. Spero ovviamente di sbagliarmi. (Applausi).