Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 347 del 30/09/2025

MAGNI (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAGNI (Misto-AVS). Signora Presidente, signor Ministro, io l'ho ascoltata molto attentamente sia nella relazione che nella replica e devo dire con franchezza che sono molto deluso e cerco di spiegare perché. Intanto perché ‑ lo dice l'Ufficio parlamentare di bilancio, non io - il differimento di una quota programmata dal 2026 al 2027 comporterà un peggioramento delle prospettive macroeconomiche per il nostro Paese nel 2026 rispetto a quanto previsto dallo stesso vostro Governo ad aprile di quest'anno. Questo è un dato, ma bisognerebbe spiegare perché.

Lei ha elencato una serie di dati e cerco di spiegarne alcuni. Il nostro è un Paese nel quale da 26 mesi è in corso un forte calo di produzione industriale e con processi di messa in discussione di alcuni settori importanti, dalle automobili all'elettrodomestico, al tessile e ad altri. Ebbene, se non si è in grado di spendere i soldi del Piano Transizione 5.0 perché avete sbagliato, questo è un fatto negativo, bisogna riconoscerlo, perché abbiamo lasciato oltre 4 miliardi, anziché affrontare il problema della difficoltà delle imprese per l'innovazione, perché certamente certe produzioni non si faranno più nel nostro Paese o verranno certamente ridotte.

Non ha detto nulla, ad esempio, sul fatto che sul budget assegnato al lavoro e alle politiche sociali la spesa è ferma all'11,8 per cento. Non ha spiegato che per agricoltura, sovranità alimentare e foreste siamo fermi al 14,5 per cento, che per il turismo siamo al 18,4 per cento e per la cultura al 18,9 per cento e per la salute al 27 per cento, mentre per gli asili nido c'è stata addirittura una riduzione. Tutte queste cose hanno delle ripercussioni, perché, come abbiamo spiegato, ci troviamo, ad esempio, in un periodo di inverno demografico e avete inventato i bonus anziché aumentare i servizi. Qualcuno meglio di me ha già spiegato tutta la vicenda degli asili nido.

Lei ha elencato tutta una serie di cose, ma noi abbiamo un saldo negativo di 101.000 giovani che sono usciti rispetto a quelli che sono rientrati, perché 196.000 persone sono andate all'estero, di cui 156.000 sono italiani e solo il 53.000 sono rientrati. Perché succedono queste cose? Io non sono assolutamente di quelli che pensano "mal comune, mezzo gaudio", perché quella verso il Paese è una responsabilità di tutti, ma prima di tutto di chi governa e non potete continuare a scaricare sugli altri, perché sono oltre tre anni che governate e cosa avete fatto su questo terreno? Niente.

Ho citato i dati prima e questi ci dicono che non c'è un'inversione di tendenza in questi settori. Dite che è aumentata l'occupazione, ma è aumentata quella povera e la competizione si fa solo sui costi e quindi in contrazione, pertanto a pagarla sono i lavoratori e le lavoratrici. Dovete rispondere rispetto a queste cose.

A differenza di qualcun altro, io penso che sia stato giusto affrontare il problema delle case di comunità, perché se si vogliono salvare le aree cosiddette interne, se si vuol dare la possibilità di ripopolare i piccoli Comuni, ci vogliono i servizi. Io abito in un territorio in cui ci sono 5.000 infermieri che vanno in Svizzera a lavorare e non ci vanno per turismo, ma perché lì vengono pagati di più, perché lì viene riconosciuta la loro professionalità, non è che non ci sono infermieri. Queste sono le cose che accadono.

Lei ha parlato anche della questione dei giovani e degli alloggi. Ho spiegato prima che non è come ha detto lei, quindi forse dovrebbe fare anche lei molto meno trionfalismo e dire quali sono le criticità e affrontarle per quelle che sono. Il problema del lavoro è centrale, per non parlare poi della transizione ecologica, sulla quale abbiamo speso il 2,8 per cento. È una vergogna.

Pensiamo di negare continuamente, come fanno alcuni in questo Parlamento, che è cambiato il clima e poi però abbiamo bombe d'acqua e frane da tutte le parti? A proposito di Milano Cortina 2026, l'altro giorno, in un paese vicino al mio, sono caduti dei massi: spero che si metta in sicurezza la zona, perché c'è il rischio che non si possa passare col treno per andare in Valtellina, perché sono ancora fermi lì, da una settimana.

Queste sono le cose che accadono nel Paese: lei invece ha spiegato che va tutto bene; non è che voglia dirle che tutto va male, ma le ho fatto esempi di cose che non vanno per niente bene e che però sono fondamentali per un Paese che vuole competere a livello internazionale, perché se sull'agricoltura si spende il 12 per cento e in più adesso arrivano i dazi, mi spiegate come si fa ad essere competitivi a livello internazionale? Se nell'industria, anziché competere sul terreno dell'occupazione di qualità e quindi dell'innovazione, abbiamo i problemi che abbiamo, come si va poi a competere al livello internazionale, e anche qui arrivano i dazi del nostro amico Trump? Questo è il dato fondamentale.

Avete avuto anche una fortuna fondamentale: mai un Governo di questo Paese ha avuto una disponibilità economica così rilevante per poterlo cambiare e voi non lo state per niente cambiando. Questo è il dato fondamentale. Infine mi deve spiegare dov'è intervenuto - perché uno degli obiettivi del PNRR era la riduzione delle disuguaglianze - e dove sono state ridotte queste disuguaglianze. A me e a noi pare che nel Paese siano aumentate le disuguaglianze, anche perché sul terreno della coesione sociale, ad esempio, come lei ha detto prima, e sulla questione del lavoro c'è stata una riduzione da 800.000 a 600.000 persone formate, perché hanno trovato altri posti e si è potuto ridurne il numero; anche sul terreno della coesione sociale, però, avete speso un quarto dell'obiettivo che vi era stato assegnato: questi sono dati fondamentali e il problema è che la coesione sociale, da una parte, non è migliorata e le disuguaglianze, dall'altra, non sono diminuite; questo è il punto in cui siamo.

Questa è una fotografia e bisognerebbe avere il coraggio di dire che alcune cose sono state fatte e altre invece non sono state fatte, per più ragioni, anche per questioni relative a come siamo fatti e c'è il problema di chi decide e di come si decide; l'avete deciso voi, però, ad esempio, di fare un'unica gestione di tutte le aree del Mezzogiorno, non l'ho deciso io, l'avete deciso voi; addirittura, adesso avete allargato la cosiddetta ZES anche alle Marche il giorno prima delle elezioni e avete deciso questo spostamento: adesso non so se lei continuerà ad essere il riferimento sul punto, visto e considerato che prima c'era il suo predecessore Fitto, poi è passato a lei; adesso ci sarà la Presidenza del Consiglio e quindi ci sarà Sbarra, credo, che seguirà il nuovo Dipartimento del Mezzogiorno, però siamo ancora qua; questo è il dato.

Guardi, non mi interessa fare polemiche su questa cosa, però il dato vero è che lei ha venduto delle cose e ha cercato di dire che tutto andava bene, mentre le abbiamo dimostrato - io gliel'ho dimostrato - come stanno molte delle cose che non ha detto (perché, avesse voluto dirle, avrebbe dovuto dirle come le ho dette io) e quindi le cose non vanno per niente bene.

Sarebbe bene quindi che ci dessimo una mossa e facessimo una svolta: per questo voterò contro la risoluzione che avete presentato. (Applausi).