Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 347 del 30/09/2025
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DAMIANI (FI-BP-PPE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAMIANI (FI-BP-PPE). Signora Presidente, signor Ministro, colleghi senatori, ho seguito con grande attenzione anche oggi il dibattito molto importante su un tema sentito dal nostro Paese e dalla politica tutta, che è quello appunto del PNRR, dei fondi di coesione e della rimodulazione.
Sono stato presente in Aula, ho ascoltato tutti gli interventi e capisco, nel confronto politico, il dibattito tra maggioranza e opposizione. Le opposizioni vanno alla ricerca, all'interno di un Piano che tempo fa anche loro hanno lavorato a costruire (quindi beneficiavano anche loro del fatto che il Piano gli apparteneva, l'hanno scritto e hanno portato in Italia questi miliardi), di qualche appunto negativo e lo trovano su un tema molto generale e generico, che - ahimè - è un tema atavico nel nostro Paese, quello della sanità. Sono tanti anni che parliamo di sanità; questo Governo sta affrontando questo tema sia nel PNRR che fuori dal PNRR, attraverso una serie di investimenti importanti che sta facendo, ha fatto e farà ancora una volta con la prossima manovra finanziaria, che ci accingiamo a varare.
Allo stesso modo va alla ricerca di qualche appunto negativo, ancora una volta, con la polemica sugli asili nido. Parliamo tutti di denatalità e quindi sappiamo che, a un certo punto, non possiamo costruire gli asili e poi tenerli vuoti, perché abbiamo un problema di denatalità. Bisogna necessariamente guardare alla realtà e quindi pensare a un piano e a una rimodulazione che possa e debba essere utile al Paese. Le cose inutili che avete prodotto voi del centrosinistra in questi anni non servono più a nulla. Oggi è necessario modificare, cambiare e guardare in meglio le risorse da allocare e da cambiare. (Applausi).
Voi, cari amici del centrosinistra, siete responsabili di una serie di errori che sono stati fatti e sui quali noi, con questo Governo, ci siamo impegnati sin dal primo giorno. Ricordo le polemiche sulla rimodulazione, perché in pochi anni purtroppo la situazione internazionale e geopolitica del Paese è cambiata rispetto alla stesura del PNRR del 2020 e del 2021. Questo Governo, quando è arrivato nel 2022, ha messo mano al Piano con serietà, proprio perché non vuole sprecare tutte le risorse a disposizione del nostro Paese e degli italiani, come ha detto il Ministro.
Il Ministro ha detto che oggi è impegnato qui non nella sua qualità e nella sua veste di Ministro, ma per cercare di non sbagliare a spendere queste risorse, perché sono importanti per il nostro Paese. È questa oggi la situazione ed ecco perché siamo ancora qua e meno male che siamo ancora qua, caro collega Magni; siamo ancora qua proprio perché stiamo varando gli ultimi metri che bisogna percorrere per arrivare alla conclusione del Piano e per fare in modo che la cosiddetta messa a terra sia completa per quanto riguarda tutte le risorse.
Sono intervenuto anche qualche mese fa in quest'Aula, quando siamo arrivati al passaggio dell'attuazione. Abbiamo fatto un ulteriore passaggio sull'attuazione del PNRR, con i dati che il Governo ci aveva fornito qualche mese fa. Anche in quell'occasione abbiamo notato e abbiamo espresso i dati che ci erano arrivati, con gli obiettivi conseguiti e non soltanto con i soldi già incassati e quelli spesi. Così come qualche mese fa, anche oggi noi siamo il primo Paese in Europa che ha raggiunto obiettivi, che ha raggiunto e ha ottenuto le risorse. Credo che oltre il primo posto non si possa andare; oggi l'Italia vanta questo primato, che io annovero non soltanto all'impegno del Governo, ma che secondo me deve essere un primato che tutti noi italiani dobbiamo rivendicare, per quello che si è fatto e per quello che si sta facendo, anche grazie all'azione efficace del Governo di questi anni.
Poi è arrivato il 4 giugno e la Commissione europea ci ha dettato con chiarezza quelli che devono essere gli ultimi metri, la rotta finale. È stato varato un calendario, in base al quale tutti gli obiettivi devono essere raggiunti entro il 31 agosto 2026. Oggi la Commissione incoraggia i Paesi europei a rivedere, nel loro complesso, le scadenze difficili da raggiungere e i soldi difficili da spendere e dà una possibilità di flessibilità, che - come dicevo - è dovuta anche alla situazione internazionale.
In questi anni, grazie all'attenzione del Governo, siamo riusciti a rimodularla. Lo abbiamo fatto sin dall'inizio, in merito agli eventi che abbiamo verificato tutti quanti: la guerra russo-ucraina, con l'aumento dei prezzi dell'energia, l'aumento dei prodotti alimentari e dei materiali di costruzione, l'inflazione che è stata anche pesante. Il Governo ha seguito e ha continuato a seguire tutta questa attività di monitoraggio e siamo arrivati all'attuale stato di avanzamento del PNRR.
Anch'io voglio dedicare qualche secondo ai numeri, perché sappiamo tutti come sono state oggi rendicontate con successo sette rate, sono stati raggiunti 334 obiettivi e traguardi, pari al 54,4 per cento del totale previsto. Si tratta di un avanzamento superiore alla media europea (noi ci attestiamo quasi al 55 per cento, mentre la media europea si attesta intorno al 38 per cento) e con il pagamento della settima rata l'Italia ha ricevuto il 72 per cento delle risorse complessive, circa 140 miliardi di euro, e rispetto alla posizione dell'Europa, che è al 57 per cento, ha stabilito un primato. Ci hanno definito persino in Europa i front runner nell'attuazione del dispositivo del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Adesso ci accingiamo e abbiamo già fatto richiesta per l'ottava rata, con ulteriori 40 obiettivi da raggiungere. Siamo già pronti e prossimi a guardare alla nona rata del PNRR, che vale anche in questo caso circa 13 miliardi di euro. Stiamo lavorando in questa direzione.
L'aggiornamento che oggi abbiamo, al 31 agosto 2025, vede quasi il 96 per cento dei risultati del totale dei progetti che sono stati messi in campo quasi raggiunti; al 31 agosto 2025 sono stati validati 86 miliardi di euro di spesa attraverso il sistema di monitoraggio; non a chiacchiere, non attraverso il Governo che ci dà qualche dato o qualche ufficio. È il sistema Regis, al quale tutti noi ci appelliamo e facciamo riferimento, che ci fornisce oggi questi dati che indicano gli stati di avanzamento e il raggiungimento degli obiettivi del PNRR, con l'incasso delle rate.
Quello che adesso c'è da fare lo abbiamo auspicato anche nell'intervento di qualche mese fa, quando in quest'Aula abbiamo parlato di attuazione del PNRR. Tutti, maggioranza e opposizione, anche noi della maggioranza, abbiamo fatto una richiesta al ministro Foti qui in Aula: se abbiamo la possibilità, per il prosieguo, in merito all'ottava e nona rata, di rimodularne alcune, facciamolo e andiamo in una certa direzione. Oggi il Governo ha fatto questo, si è messo a lavorare proprio per rimodulare alcune spese e alcune scadenze che oggi, in un sistema particolare di burocrazia, forse non si riescono a raggiungere e quindi vengono rimodulate. È una proposta di revisione che vede oggi il rafforzamento di misure che già esistono all'interno del PNRR e riguarda in particolar modo 34 misure. È stata fatta una ricognizione realistica della situazione del PNRR, in modo tale da non compromettere le ambizioni dello stesso piano, in modo da non lasciare indietro nulla delle risorse e arrivare fino alla conclusione del piano, spendendo circa 195 miliardi di euro.
Qual è la direzione oggi della rimodulazione del Piano? È una direzione che certamente a noi di Forza Italia piace, perché va verso le imprese e abbiamo numerosi e ulteriori investimenti per quanto riguarda le imprese e la competitività dell'impresa, così come per l'agricoltura, che vedrà per la filiera agricola ulteriori miliardi a disposizione. C'è oggi anche una ricapitalizzazione, come in molti ci chiedono, che riguarda la Zona economica speciale, dove finalmente avremo anche due linee nuove di crediti di imposta che andranno a favore dei nostri imprenditori. Tante volte parliamo di ZES e ci viene chiesto di mettere a disposizione delle risorse; oggi, con il PNRR, individuiamo ulteriori risorse per aiutare, finanziare e sostenere la ZES. Sappiamo tutti che, oltre alle risorse, la Zona economica speciale, che oggi ha funzionato e funziona nel nostro Paese, ha un altro importante approccio, dal punto di vista non soltanto dell'impegno, ma dell'attività, grazie all'autorizzazione unica che oggi le imprese hanno, e quindi anche da un punto di vista di semplificazione burocratica abbiamo raggiunto un ulteriore obiettivo che è una riforma epocale.
Questi sono gli obiettivi e le richieste che oggi ci accingiamo a varare.
Ecco perché siamo ancora qui: per approvare una proposta di risoluzione importante e per guardare con fiducia, da italiani, tutti insieme, la messa a terra di un piano che vale 200 miliardi in favore del nostro Paese. (Applausi).