Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 347 del 30/09/2025
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DAMANTE (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAMANTE (M5S). Signora Presidente, signor Ministro, l'ho ascoltata oggi attentamente, come ho ascoltato tutti gli interventi in Aula dei colleghi. Mi sono ritrovata ad ascoltare più un resoconto, più una narrazione di un'attività di monitoraggio del PNRR; non una revisione politica del PNRR, ma una revisione tecnica in virtù dei dati che oggi vengono fuori dallo stato di monitoraggio. Finalmente il Governo ha monitorato l'attuazione del PNRR e si è accorto che molti obiettivi e molte misure non saranno completati entro il 2026. Il Ministro si è però dimenticato anche di dire che questo monitoraggio andava fatto prima. La colpa non è sua, signor Ministro; è colpa di questo Governo e non dei quattro Esecutivi che hanno gestito il PNRR. Vorrei ricordare al Ministro e a tutta l'Assemblea che una revisione profonda del PNRR è stata fatta proprio da questo Governo nel 2023 dall'ex ministro Fitto, che ha spostato chirurgicamente tutti gli obiettivi al 2025 e al 2026 e lo ha detto chiaramente. Me lo ricordo perché intervenni io in quella seduta con quella prima comunicazione: ho dovuto revisionare perché ero certo che, senza quelle revisioni della governance e degli spostamenti degli investimenti, noi non avremmo raggiunto i target imposti dall'Unione europea. È diventato il PNRR di questo Governo (Applausi), perché lì è stata chirurgicamente cambiata la governance; non tanto gli obiettivi sono stati cambiati, ma sono state spostate le risorse e gli obiettivi al 2025 e al 2026.
Tra tutte le obiezioni fatte, vi abbiamo detto anche questo: se spostate, come faremo a monitorare la questione, non solo dal punto di vista delle risorse? L'ha pure detto lei, onestamente, signor Ministro. Gli obiettivi del PNRR sono diversi. Non c'è solo la messa in sicurezza delle risorse, ma la messa a terra degli investimenti, dei servizi utili ai cittadini. Invece, come sempre, assistiamo a uno spostamento di fondi, dal PNRR al Fondo sviluppo e coesione. Non me lo sono dimenticato, non se l'è dimenticato nessuno: il ministro Fitto tolse più di 10 miliardi agli enti locali perché non erano in grado di portare avanti la spesa e li ha portati sul Fondo per lo sviluppo e la coesione, spostando il raggiungimento degli obiettivi. La stessa cosa state facendo oggi voi con 20 miliardi di facility; fondi che migrano, risorse e progetti che migrano, e quindi spostiamo ancora al 2029 i risultati della crescita e degli obiettivi del PNRR, che erano il superamento delle disuguaglianze tra Nord e Sud e del problema della ripresa dopo l'emergenza sanitaria. Tutto questo evidentemente non ha importanza; ha importanza, in questo momento, una revisione tecnica.
Io però mi aspettavo di più. Sembra di tornare indietro: nella mia precedente vita facevo l'assistenza tecnica alla gestione dei fondi della Regione Siciliana. Poco fa lei ha detto che i fondi di coesione sono fermi al palo. Sì, me lo sono sentita dire un sacco di volte dal ministro Fitto anche con il decreto-legge Sud, dove cambia la governance. Ebbene, vorrei ricordarlo a quest'Aula: proprio per i cambiamenti che avete fatto voi, gli accordi di coesione sono stati scritti soltanto nel 2025 e non prima. Avete accentrato tutto in mano a questo Governo. Quindi, se la Regione Sardegna o la Regione Siciliana sono indietro, la responsabilità è vostra. (Applausi). Non ho ancora sentito dire di chi sono le responsabilità. Se i cittadini italiani non avranno le case di comunità, non avranno gli ospedali di comunità, non avranno tutto ciò che era previsto (gli studentati, gli alloggi per gli studenti), ma anche tutto ciò che era previsto nel Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, o ciò che era previsto in capo al Ministro delle imprese e del made in Italy, la responsabilità di chi è? Me lo volete dire di chi è? Dei vincoli europei? No, della vostra strategia, che non c'è perché non programmate. (Applausi). Non c'è una logica strategica e politica. Io voglio raggiungere quegli obiettivi, non voglio solo spostare fondi. Quegli obiettivi sono fondamentali per i cittadini.
Mi è sembrato di ritornare a quando lavoravo alla Regione Siciliana. A questo proposito - lo dico io, ma l'ha detto anche il ministro Fitto - il Sud non riesce a spendere queste benedette risorse della politica di coesione. Vi do una notizia, ve la do: nonostante i ritardi nell'attuazione della spesa, nessuna Regione in Italia ha restituito somme all'Unione europea. (Applausi). Sapete perché? Perché hanno utilizzato i vostri stessi strumenti, spostandoli. In Sicilia le facility le chiamavamo fondi JESSICA (Joint European Support for Sustainable Investment in City Areas) e JEREMIE (Joint European Resources for Micro to Medium Enterprises). Non avete cambiato nulla, non avete inventato nulla. Sono strumenti finanziari messi a disposizione dall'Unione europea alle autorità di gestione per dire che, pur non essendo riusciti a raggiungere gli obiettivi, non possiamo penalizzare ancora di più togliendo le risorse. Spostatele, riportate i progetti a cavallo, portatele in altri fondi. Questa migrazione di fondi dal PNRR ad altri strumenti finanziari è banale, perché vi siete dimenticati il passaggio fondamentale: i servizi ai cittadini, le esigenze dei cittadini italiani che vorrebbero un po' di politica con la «P» maiuscola e non l'utilizzo di queste risorse sempre e soltanto per fare politica di basso livello (Applausi), che alloca risorse e diventa il super Ministro che decide a chi dare, a quale Regione dare, a quale Regione non dare, a quale Ministero togliere o a quale dare. Se parliamo di risorse, parliamo di allocazione di risorse e quindi già una definizione di politica, anche di basso livello, c'è. Invece parliamo di cambiare le competenze, sembra un girovagare dei fondi. Vola Gigino e i fondi li accentriamo. Come ha detto il ministro Fitto, il Sud non è in grado di gestire le risorse, le accentro io. Torna Gigino e il Dipartimento della coesione va alle dipendenze del ministro Fitto. Ma vola Gigino a Bruxelles e allora arriva Sbarra, perché adesso deve essere lui a gestire queste somme. (Applausi). Tutto torna, ancora Gigino, cambia il nome diventando Dipartimento per il Sud, ma l'unica cosa che non vola e resta sempre lì, immobile, è l'atteggiamento di impoverimento e predatorio nei confronti del Sud.
A voi conviene che il Sud abbia questi divari, così continuate a giocare con le poltrone e con le risorse. Il Sud è trattato sempre da colonia e quindi non ha importanza. Le faccio un altro esempio, signor Ministro: in Sicilia abbiamo un'autostrada famosissima, la Gela-Siracusa, che non ha mai visto la luce. Eppure ci sono stati finanziamenti infiniti e in Sicilia hanno governato per lo più Governi di centrodestra e destracentro. Lei parlava poco fa della programmazione 2014-2020; chieda al suo collega ministro Musumeci come ha messo a terra, quando era Presidente della Regione Siciliana, quella spesa che voi avete dovuto correggere. Lo dica al suo Ministro, che era accanto, perché era Presidente della Regione come adesso c'è il presidente Schifani.
Ritorno alla Gela-Siracusa ricordando che è stata finanziata da contratti di programma, dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), politica di coesione, fondi strutturali, per ben due programmi, ma ancora non c'è. I fondi passano, ma la Gela-Siracusa non c'è, come non ci sono tutti i progetti e tutti quei servizi del PNRR che servivano.
Non basta spostare le risorse e mettersi in sicurezza. Neanche noi vogliamo le penali. Non vogliamo restituire somme alle sanzioni penali o all'Unione europea. Tra l'altro, io ve l'ho pure proposto. Io ho presentato un disegno di legge in cui vi chiedevo l'istituzione di una Commissione speciale per unirci tutti insieme in quella Commissione e capire dove intervenire (Applausi), non per mettere in sicurezza le risorse, ma i progetti utili ai territori.
E voi vi siete fatti sordi. Avete detto che non ce n'era bisogno, perché quello che aveva fatto Fitto con la revisione del PNRR funzionava alla perfezione. Si è visto: siamo qui a parlare di revisione tecnica.
Signor Ministro, la colpa di chi è? Soprattutto, chi pagherà queste colpe? Sempre e soltanto i cittadini, soprattutto quelli del Sud. Noi non ci stiamo a questa faccenda e ve le diciamo in faccia le cose: le responsabilità sono tutte vostre. Il PNRR oggi è il PNRR del Governo Meloni, perché con la revisione attuata da Fitto voi ne avete cambiato la governance, e se c'è un fallimento, lo dobbiamo addebitare solo e soltanto a voi e non a chi ha programmato e ha ottenuto quelle risorse (Applausi).