Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 347 del 30/09/2025
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CALENDA (Misto-Az-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALENDA (Misto-Az-RE). Signora Presidente, signor Ministro, accolgo il suo invito a ragionare in uno spirito di sistema e di Paese e, in uno spirito di sistema e di Paese, a riconoscere ciò che appartiene alla responsabilità di questo Governo e ciò che non appartiene alla responsabilità di questo Governo. (Brusio). Sì, però c'è un tale casino che parlare diventa complicato.
PRESIDENTE. Senatore Calenda, sono attentissima e stavo per intervenire. Purtroppo, quando non siamo in molti, l'Aula rimbomba molto. Colleghi, vi richiamo a tenere un tono basso e a consentire a noi tutti di ascoltare l'intervento del senatore Calenda. Prego, senatore Calenda.
CALENDA (Misto-Az-RE). La ringrazio molto, signora Presidente. Non c'è da parte nostra alcuno spirito che non sia costruttivo sul PNRR, ci mancherebbe. Il dato di fondo del perché non sta funzionando come dovrebbe non è attribuibile a nessun Governo: è il fallimento sostanziale della capacità di implementazione di questo Paese, che riverbera sui fondi di coesione e su ogni altro strumento che prevede un'azione implementativa, articolata e diretta da parte dello Stato, delle Regioni e dei Comuni. Questo è il dato di fatto: noi siamo un Paese incapace di spendere i soldi anche quando ci vengono dati e questa riflessione chiama in causa tutti, non uno specifico Governo.
Dopodiché dovremmo parlare, però, anche delle cose su cui vi abbiamo avvisato per tempo, Ministro. Quando sono usciti i decreti attuativi di Transizione 5.0, vi abbiamo mandato una nota su come cambiarli puntualmente e il vostro Ministro, che io - lo dico con affetto - penso sia veramente una disgrazia nazionale, ci ha risposto dicendo che andava tutto bene. Quando abbiamo chiesto più volte di cambiarlo, ogni volta la risposta è stata implicitamente: ma Urso si adombra. Ma chi se ne frega, se si adombra Urso! Ma dategli un ciuccio e mandatelo a giocare! Ma vi rendete conto che abbiamo buttato i soldi che avevamo per gli investimenti delle imprese? Perché fare lo sforzo di scrivervi come migliorare quel decreto, se poi alla fine la risposta è sempre "noi siamo noi e…". Vabbè.
Un altro esempio: lei parla dell'energia. Io, signor Ministro, sono un nuclearista convinto. Le segnalo che alla Camera è stato approvato un ordine del giorno in cui si spiega chiaramente, anche da voi, come ridurre i costi dell'energia, il fatto che Enel distribuzione e Terna facciano utili più di Hermès, che le concessioni idroelettriche in questo momento producono a 25 euro, ne danno 25 alle Regioni e vendono a 120 gravando sulle tasche degli italiani. Ci abbiamo anche lavorato insieme, ma non se ne vede mai un risultato.
E che dire del nucleare? Signor Ministro, stiamo aspettando questa roba sul nucleare in Aula da tempo immemorabile. Che vogliamo fare? Avevamo costruito tre centrali nel frattempo. Ogni volta che parla il ministro Pichetto Fratin e parla della fusione (lasciamo perdere quando parla Urso, perché sul nucleare non lo dovete mandare in Aula), ogni volta parla di altre cose.
Voglio fare un esempio di un errore nostro, così inizio da qui: penso che mettere dentro al PNRR le case della salute sia stato un clamoroso errore, perché è chiaro che in un Paese che non ha medici e infermieri fare le case della salute risulta difficilissimo se prima non fai quell'investimento. Considero l'idea di fare gli asili nido invece di fare convenzioni con privati un errore, perché gli asili nido comunali costano immensamente di più e non ci sono i fondi. Okay? Errore.
C'è un errore che siete disposti ad ammettere voi? Lo dico perché il fatto evitare il rapporto tra Orazi e Curiazi, come dice lei, parte dal principio per cui uno è capace di dire "questo è un errore che ho fatto io" e forse trarre un'idea più generale di quello che avverrà nei prossimi mesi, dove noi ci batteremo (noi no per fortuna) su questa storia delle Regioni, che sappiamo benissimo come andrà a finire: dove si governa si vince, perché ormai il voto di opinione non c'è, esiste il voto organizzato. Dopodiché, facciamolo, divertiamoci: la prossima qual è? La Calabria? Quindi, vincete voi; poi arriva la Campania, quindi vincono loro; facciamo questo gioco? E poi, quando andiamo a vedere i fondi di coesione o i fondi del PNRR che dovevano spendere loro è una tragedia, perché non spendono più niente? Rimaniamo inermi a dirci che è colpa di un Governatore di una Regione, che, guarda caso, è quella opposta alla nostra? Io non credo che sia così. Lei lo sa, signor Ministro, tant'è che voi volevate l'abolizione delle Regioni.
Io venerdì sarò in Sicilia, dove sta succedendo un cataclisma: gente nominata, perché figlia di parlamentari, alla guida delle società dei trasporti, con i peggiori trasporti, e poi un trasferimento dalla Lombardia alla Sicilia per una festa di compleanno. Cavolo, ma voi eravate i duri e puri contro questa roba qua, ma che vi è successo?
Questa riflessione impegna tutti noi forse e comporta anche il fatto di saper dire: case della salute, per me abbiamo sbagliato. Voi cosa avete sbagliato? Qualcosa l'avete sbagliata, siamo disposti a dircelo? Siamo disposti a parlarne, siete disposti ad accettare i suggerimenti? La Spagna ha usato il 70 per cento in strumenti finanziari, è vero, per questo sta funzionando, perché noi invece abbiamo messo su un circo Barnum per cui, invece di usare quei soldi per far funzionare le imprese e far investire, abbiamo costruito meccanismi che sapevamo che non potevano funzionare, dato il grado di funzionamento - scusate la ripetizione - della pubblica amministrazione italiana.
Il discorso di oggi sul PNRR è una riflessione sul funzionamento globale di questo Paese, di come le Regioni e i Comuni, in particolare le Regioni, non siano più in grado di spendere, così come le amministrazioni centrali, e come bisogna fare strumenti semplici e forse accogliere, quando uno li ha fatti nel passato, un suggerimento se arriva, anche se Urso si disturba. Questa è la verità e la sapete a destra come a sinistra. Io non dirò mai che quello che avete fatto sul PNRR è colpa solo vostra, perché errori di pianificazione li abbiamo fatti tutti, li ho ammessi, ma questa cosa, Ministro, per cui voi siete sempre meglio di tutti in qualunque cosa, io le voglio dire - se posso dirlo - che porta sfiga. Mi creda, perché l'ho visto fare a noi e a un certo punto ha portato sfiga.
Quindi vi consiglio di volare basso, sedervi, accettare due consigli e cercare di capire che sono problemi strutturali, non sono problemi di parte. (Applausi).