Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 347 del 30/09/2025

RUSSO (FdI). Signora Presidente, ringrazio il Ministro per la sua relazione, che è stata ampia ed importante, e anche per la sua pazienza, perché oggettivamente, ascoltando questa discussione generale e il dibattito, naturalmente riferendomi soprattutto alle critiche delle opposizioni, parrebbe che tutti gli obiettivi che ha snocciolato il Ministro (obiettivi reali, cioè l'avanzamento della spesa, il fatto che siamo tra le prime Nazioni in Europa per impiego delle risorse, il fatto che siamo perfettamente in regola con l'erogazione delle rate previste del PNRR, il fatto che abbiamo raggiunto quasi il 96 per cento dei progetti in attuazione) siano tutte cose che non esistono.

Peccato che sono dati reali (Applausi), perché poi - lo ribadisco - si ripetono sempre le stesse narrazioni sugli stessi temi, come il tema degli asili nido, o il tema che interessa a tutti dei posti negli studentati. Sono tutti temi importanti, ma che avevano di per sé delle criticità all'origine e per questo il Governo si è trovato in corso d'opera a dover modificare l'attuazione del Piano su questi settori. Sono criticità che provengono forse da un passato più remoto, perché se arriviamo ad avere un Piano, com'è stato ricordato, così importante, un Piano di circa 200 miliardi di euro, frutto di un algoritmo, è perché i ritardi di questa Nazione derivavano dai Governi precedenti e negli ultimi dieci anni non ha governato il centrodestra (Applausi), può piacere o non può piacere, ma così è.

Allora, in questo momento ci troviamo a dover portare a terra il percorso finale di un piano sicuramente importante, un piano fondamentale in cui è giusto che si dibatta, ma che si dibatta su come lo si sta attuando o magari sulle criticità che c'erano anche all'inizio nella sua impostazione.

Se esso ha dovuto essere oggetto di diverse revisioni, è perché evidentemente c'erano anche errori di impostazione iniziale. Non è che se uno ha 200 miliardi e scrive il libro dei sogni, i sogni si attuano in automatico: ci sono infatti le stazioni appaltanti; ci sono le realtà che devono attuarlo e che hanno le loro difficoltà; ci sono i Comuni che da tempo avevano il blocco del turnover, quindi non avevano personale per fare gli appalti; c'è il problema di Invitalia, che a un certo punto si è trovata ingolfata per l'enorme mole dei progetti da affrontare; ci sono state delle Regioni variamente articolate che si sono confrontate prima con le questioni emerse dall'emergenza del Covid e poi hanno dovuto giustamente correre per portare a terra queste risorse.

In tutto questo, però, bisogna anche dire le cose come stanno. Lo ribadisco e il Ministro ce l'ha ricordato: noi, rispetto alle altre Nazioni europee, che avevano dei piani di risorse minori, siamo stati più bravi nello spendere e nell'impiegare. Certo, ci sono ancora delle criticità. Per questo siamo oggi qui a discutere una revisione che metta le risorse nelle infrastrutture, nella filiera agroalimentare e su tanti settori estremamente importanti. Ciò preservando il concetto che abbiamo voluto mantenere intatto il tetto di spesa dei 194 miliardi, ossia abbiamo voluto impiegare tutte quelle risorse perché abbiamo contezza di quanto siano importanti. Però il senatore Borghi Claudio, che è molto più bravo di me, ci ha ricordato quante di tali risorse non piovano dalla luna, ma siano risorse nostre che, tramite una partita di giro europea, tornano all'Italia. Anche a tale proposito smettiamola quindi di dire che stiamo sprecando ciò che ci è stato regalato. Non ci è stato regalato nulla: sono soldi degli italiani che ci stanno ritornando tramite l'Unione europea (Applausi); è il frutto del lavoro degli italiani che sta tornando tramite il PNRR. Non è stato Conte che, all'improvviso, con la bacchetta magica ha trovato 200 miliardi di euro. C'è stata una tragedia che si chiama Covid; c'è stata la necessità di affrontarla; ci sono state forze politiche, anche di opposizione, che quando hanno dovuto farlo si sono assunte la loro responsabilità; c'è chi ha la responsabilità di Governo e quindi ha fatto quello che doveva fare; c'è chi poi si è trovato a ereditare ciò che era stato fatto prima, e che evidentemente non era tanto perfetto visto che abbiamo stravinto le elezioni e continuiamo ad avere il consenso degli elettori. (Applausi).

In quel PNRR c'erano anche tante cose che, a nostro avviso, non funzionavano. C'era una parte di quel famoso superbonus che tanti guai addusse agli italiani. C'era quel reddito di cittadinanza che è servito probabilmente a fare la più grande operazione di scambio elettorale che sia esistita nella storia repubblicana. Di fronte a questo, scusate se noi, in silenzio e con il passo felpato del ministro Foti, cerchiamo piano piano di portare a casa questo PNRR per rilanciare i nuovi investimenti che servono agli italiani, per concludere una traiettoria di sviluppo che sicuramente non sarà basata sulla demagogia di qualcuno in quest'Aula, ma sulla concretezza di chi ha contezza di quanto siano importanti i soldi dei contribuenti italiani. (Applausi).