Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 347 del 30/09/2025
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MUSOLINO (IV-C-RE). Signora Presidente, signor Ministro, è la seconda volta che viene qui al Senato a parlarci della rimodulazione del PNRR. Era venuto prima dell'estate, ci aveva detto della necessità di operare delle modifiche al Piano e ci aveva assicurato che, se fosse stato necessario modificarlo nuovamente, avrebbe comunque coinvolto il Parlamento - mi fa piacere che lei ce lo confermi - in questa nuova rimodulazione. In verità io non mi sento coinvolta e credo che nessuno dei colleghi dell'opposizione si sia sentito coinvolto in questa rimodulazione, di cui ci limitiamo a prendere atto con le consuete e rinnovate (devo dire anche sotto la sua gestione) fumosità per quanto attiene ai punti raggiunti, i progetti realizzati, gli obiettivi che secondo voi sono stati portati a casa.
Ci sono, infatti, un insieme di informazioni alquanto fumose, signor Ministro, per le quali francamente, quando voi ci dite che avete realizzato una percentuale altissima - secondo i numeri che lei ci ha dato - rispetto agli obiettivi programmati, io mi guardo intorno e francamente non trovo analogo riscontro nella realtà. Qualcosa non torna, signor Ministro, nella sua narrazione, pacata per carità, anche molto tranquilla e articolata. Lei tenta di farci un quadro del bicchiere mezzo vuoto, ma io non posso non appuntare l'attenzione su ciò che manca, perché siamo verso la fine. Quindi, non mi basta sentirmi dire che con gli strumenti finanziari gli alloggi universitari che mancano saranno raggiunti entro la scadenza e arriveremo a 100.000 alloggi, a fronte dei 40.000 esistenti alla data di partenza del PNRR, perché lei si rende conto che fra i 40.000 esistenti e i 100.000 che lei mi dice che raggiungerete con gli obiettivi finanziari, nel mezzo ci sta un dato: fino adesso non siete riusciti a farne più di 30.000. (Applausi). Siamo davvero molto lontani dalla realtà.
Non va meglio neanche per gli obiettivi relativi alla salute, dove quanto è stato realizzato (penso alle case di comunità, ma anche agli altri obiettivi) rasenta percentuali veramente molto basse. Anche in questo caso non mi si può dire che farete ricorso ad altri strumenti finanziari, oppure che investirete sulle risorse e sui progetti che hanno dato miglior risultato per raggiungere l'obiettivo, perché la sanità è sempre in crisi, anzi è ulteriormente in crisi. Allora, se questo Piano serviva - come serve - alla ripresa e alla resilienza, ci rendiamo conto da soli che non c'è stata né ripresa né resilienza in questo momento, ma siamo prossimi alla fine, signor Ministro.
Poi c'è questa grande novità, che parte dalla Commissione europea e dall'ex ministro Fitto, adesso Commissario europeo, per la quale si tenta sostanzialmente di trattenere le risorse del PNRR al bilancio dello Stato per posticipare le rendicontazioni. Lei ci ha dato delle scadenze, ci ha detto che la Commissione europea ha calendarizzato le scadenze e vi ha detto chiaramente entro quale data bisognerà presentare la rendicontazione dell'ottava rata, entro quale data sarà pagata, se la rendicontazione sarà stata fatta correttamente, ed entro quale data si dovranno concludere i progetti. Questa calendarizzazione che lei ci ha esposto si scontra però con una realtà e con altre iniziative che si fanno anche in Commissione europea, che tentano in verità - e questo anche il ministro Giorgetti ce l'ha detto, quindi nel caso vi dovete chiarire fra di voi nella maggioranza - di posticipare la rendicontazione sugli obiettivi raggiunti in maniera tale che le somme, quantomeno quelle che altrimenti andrebbero restituite, vengano trattenute al bilancio dello Stato per dare così ancora l'impressione che c'è un'entrata.
Il problema più grande di questo Governo, di cui lei è autorevole componente, è che tutta la spesa, quella che doveva essere la parte economica del rilancio, guarda soltanto al PNRR: è l'unica risorsa in entrata. Capisco che c'è un problema serissimo, perché quando finirà la spinta del PNRR avrete un problema a raccontare che cosa farete con questa economia nazionale.
Ciò soprattutto considerato che, nonostante le risorse che avete ottenuto dal PNRR, la crescita industriale si è fermata e il PIL, che doveva crescere dello 0,6 per cento (già riducendo la stima iniziale che era dell'1,2 per cento), ha dato invece un segnale negativo (meno 0,1 per cento). Capite quindi che a questo punto, signor Ministro, voi potete presentare le relazioni che volete, potete dirci che avete raggiunto il 48 per cento degli obiettivi, che siete avanti sulla spesa, che rispetto alla media europea siamo più avanti, che noi in investimenti, in strumenti finanziari, investiamo soltanto 20 miliardi rispetto al quantum totale del Piano mentre la Spagna fa 70 miliardi, però c'è un dato: la Spagna cresce e l'Italia no. Questo dato è innegabile; questo dato che voi non comparate, di cui fate finta di non tener conto, è un dato con il quale invece voi dovete fare i vostri conti e dovete dare spiegazioni agli italiani.
Il PNRR nasce con un obiettivo specifico: dare le risorse agli Stati, e maggiormente all'Italia che non a caso prende il finanziamento maggiore, proprio per rilanciare l'economia dopo il grande periodo nero del Covid. Non è un caso che, di questi 194 miliardi, il 40 per cento deve essere destinato al Mezzogiorno, perché nel panorama nazionale è l'area più disincentivata, più abbandonata, dove c'è un arretrato, un divario. Tale divario non si è colmato nella misura in cui, nonostante l'istituzione di cabine di regia, nonostante la centralizzazione della spesa, nonostante tutti gli strumenti che in questi tre anni avete messo su come espressione di un Governo che poi ha una visione assolutamente centralizzata della spesa, avete poi consentito alle Regioni di non vigilare sulla spesa e di non spendere efficacemente. Parlo espressamente della Regione Siciliana, fra le altre, dove la spesa per la sanità è a un livello minimo; altro che il recupero sulle liste d'attesa e su una sanità che vede il più alto tasso di emigrazione sanitaria da Regione a Regione. Avete istituito recentemente, la settimana scorsa, anche il Dipartimento per il Sud per monitorare la zona economica speciale (ZES). Fate dipartimenti, cabine di regia, strutture centralistiche, dipartimenti presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ma la realtà resta questa.
Ci avviamo alla conclusione del PNRR; non avremo deroghe, verosimilmente non le avremo, e questo costituisce un altro punto di riflessione e di preoccupazione. Di quanto però avete detto che avete speso, non c'è altrettanto di realizzato sul territorio. (Applausi).
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Pirro. Ne ha facoltà.