Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 347 del 30/09/2025

PAITA (IV-C-RE). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PAITA (IV-C-RE). Signora Presidente, Elisa Polcino aveva 49 anni e oggi è stata uccisa a colpi di sassi dal marito; il marito è fuggito ed è purtroppo morto anche uno dei figli, mentre l'altra figlia è in condizioni gravissime. È stata lapidata, questa donna. Siamo arrivati a questo livello di orrore, a questo livello di crudeltà, sembra di essere tornati a tempi che pensavamo fossero davvero terminati e che sono un ricordo terribile. C'è dietro ciò un'idea, una concezione non solo proprietaria della donna, ma anche di disprezzo, vogliamo dirlo con chiarezza? Il senso paterno non ha nemmeno consentito di evitare almeno la morte dei figli.

Io sono rimasta sconvolta dall'episodio di oggi e mi ha anche molto colpita il fatto che non si sia iniziata la seduta dell'Assemblea con un ricordo su questo punto.

Ho apprezzato molto il fatto che si sia iniziato comunque con il ricordo delle morti sul lavoro, però oggettivamente penso e immagino di trovare la comprensione e la condivisione di tutti voi, colleghi, sul fatto che con oggi si sia veramente passato il segno, perché è anche la modalità con la quale questo efferato omicidio è avvenuto che dà il senso di un'ulteriore escalation e di un'ulteriore perdita di qualsiasi tipo di misura: parliamo di prendere una persona a sassate, lapidarla e, in una furia omicida - vedremo poi le dinamiche - cagionare anche la morte dei propri figli.

So che sono parole che si corre il rischio di dire in un'ottica retorica e sono veramente in difficoltà mentre parlo, però penso che bisognerebbe tornare a riflettere, perché poco tempo fa abbiamo votato l'istituzione del reato di femminicidio e lo abbiamo fatto tutti insieme, convinti che inasprire una pena, in questi casi, sia giusto e che l'elemento culturale e di deterrenza sia un fatto da esplorare, perché bisogna fare dei tentativi, però mi chiedo se tutti noi, in una Commissione o in qualche sede anche più adatta al ragionamento e all'approfondimento, non si possa prendere un po' più in considerazione l'aspetto culturale che sottende a tutto ciò e il fatto che non si risolve con il solo reato (che comunque è giusto, ci mancherebbe altro).

Con oggi lo chiedo però a tutti i colleghi. (Brusio). Lasciamo perdere la disattenzione. (Applausi. Commenti). Non voglio accusare nessuno di insensibilità, collega Gasparri, però stiamo parlando e, siccome la conosco e so che su tali questioni dà il suo contributo, stavo provando a proporre di fermarci un secondo e di ragionare insieme, per capire se c'è un modo anche per lanciare come Parlamento un appello di sensibilizzazione e di attenzione, perché forse sarebbe compito della politica e delle istituzioni, in un momento come questo, non sottovalutare che non solo c'è un'escalation nei numeri, ma anche nelle modalità.

Può sembrare assurdo il mio ragionamento: un femminicidio è un femminicidio ed è grave sempre, è una cosa terribile sempre; provate a immaginare però una dinamica come quella che è accaduta oggi. Penso che sia il tempo di una riflessione corale, pacata, con toni che non siano sotto i riflettori, né propensi alla retorica, però è un segnale che questa istituzione deve provare a dare, al di là - lo ribadisco - dei singoli atti e provvedimenti, sui quali faremo sempre la nostra parte.

È qualcosa di più profondo quello che provo a dire e non riesco nemmeno bene a capire come sia possibile; così com'è stato molto importante che ogni settimana si faccia il punto su alcuni problemi che ci sono ancora nella sicurezza del lavoro, anche su questo occorre dare un segnale di attenzione e soprattutto di capacità di dare risposte, in un momento davvero terribile. (Applausi).