Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 347 del 30/09/2025
Azioni disponibili
*GASPARRI (FI-BP-PPE). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GASPARRI (FI-BP-PPE). Signora Presidente, intervengo su un altro argomento che riguarda la lotta alla mafia, però dico fin d'ora che se domani già in sede di Conferenza dei Capigruppo delle ore 14 la presidente Paita farà delle proposte, il nostro Gruppo ovviamente le condividerà, anche se adesso, a fine seduta, non c'era la necessaria attenzione perché siamo a fine lavori e molti stavano uscendo dall'Aula, quindi faremo le cose che suggerisce in modalità diversa.
Volevo intervenire, signora Presidente, sui temi del rapporto tra lotta alla mafia e mezzi di comunicazione. Ieri sera ho visto un'intervista a un collega, il dottor Scarpinato, che ha fatto affermazioni che mi hanno allarmato.
Quindi sono andato a documentarmi, perché si parla - ahimè - del tema drammatico delle stragi mafiose e del ruolo della magistratura, della criminalità. Noi riteniamo che sia lodevole l'azione che la Commissione antimafia sta svolgendo, con audizioni di varia natura, anche sulla difesa di quella famosa indagine "mafia e appalti".
Ieri sera ho visto il collega Scarpinato affermare in televisione che sostanzialmente quella famosa indagine dei primi anni Novanta, condotta dal dottor Borsellino e dai carabinieri del ROS, fu archiviata, parzialmente archiviata, con le firme anche, tra gli altri, del senatore Scarpinato, che poi dice che fu ripresa dopo. Tuttavia sapete bene che, nelle inchieste giudiziarie, non colpire le persone con tempestività con provvedimenti giudiziari può vanificare dei risultati.
Ieri ho assistito - andatelo a vedere, sta su RaiPlay - ad una affermazione, secondo cui, Borsellino, partecipando a una riunione del luglio del 1992, sarebbe stato di fatto consenziente a questa archiviazione, che è una tesi irrealistica, perché Borsellino aveva dedicato tempo e impegno a quell'inchiesta. Molti ritengono che proprio quell'inchiesta sia stata una delle cause della sua morte; Borsellino, è chiaro, è stato colpito perché personaggio emblematico della legalità e della lotta alla mafia, esplicitata non solo con l'inchiesta su mafia e appalti, ma nell'attività di tutta una vita a Palermo, a Marsala e in inchieste anche fuori dai confini italiani.
Poi è stata fatta una citazione: si è detto "le carte". Io oggi mi sono andato a documentare, essendo membro della Commissione antimafia. Ieri Scarpinato ha citato il dottor De Luca, attuale procuratore di Caltanissetta (se non sbaglio), che all'epoca era a Palermo, nel 1992, come persona che avrebbe detto cose che Borsellino a cui avrebbe assentito (le avrebbe dette De Luca al CSM nel 1992). Ma alla Commissione antimafia ci sono gli atti del CSM del 1992, che mi sono letto, e posso dire che il senatore Scarpinato ha fatto affermazioni non fondate e offensive della memoria di Borsellino. Per non parlare delle offese alla famiglia Borsellino da parte del dottor Natoli, magistrato con il quale Scarpinato concordava le domande e le risposte da fare in Commissione antimafia. (Applausi).
Volevo quindi esprimere lo sdegno di fronte all'atteggiamento di Natoli, che ha offeso la famiglia Borsellino, e di Scarpinato che sostiene tesi smentite dai verbali del CSM. Mentre l'intervistatore che faceva le domande era documentato, Scarpinato continuava a fare un uso improprio del suo ruolo. È andato, mi risulta, in televisione su sua richiesta per replicare. Beato lui, che può andare in televisione quando gli pare. Ma se gli fanno le domande, si attrezzi con risposte credibili e non con accuse farneticanti. Comunque le carte ci sono e ce le abbiamo tutti, perché sono agli atti del Parlamento. (Applausi).