Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 347 del 30/09/2025

TURCO - Al Ministro delle imprese e del made in Italy. - Premesso che:

la società Renexia ha recentemente annunciato la decisione di spostare in Abruzzo il progetto di realizzazione di una fabbrica per la produzione di turbine eoliche flottanti, inizialmente prevista a Taranto;

il progetto avrebbe comportato un investimento di circa 500 milioni di euro e la creazione di circa 1.500 posti di lavoro diretti e indiretti, con rilevanti ricadute economiche, occupazionali e industriali;

la realizzazione a Taranto avrebbe completato il ciclo della filiera dell'energia eolica offshore, consolidando il ruolo strategico del porto ionico e consentendo anche la ricollocazione di circa 300 lavoratori ex TCT, da anni in situazione di incertezza occupazionale;

già durante il Governo Conte II erano state definite le linee di indirizzo strategiche per lo sviluppo delle energie rinnovabili e dell'eolico offshore, attraverso il piano nazionale integrato per l'energia e il clima (PNIEC) e il piano nazionale di ripresa e resilienza, che individuavano il porto di Taranto come infrastruttura di rilievo per la transizione energetica;

nel corso del Governo Draghi si erano avviate valutazioni preliminari sull'insediamento industriale, mentre con il Governo Meloni, nel 2024, è stato sottoscritto un protocollo d'intesa tra Renexia e il Ministero delle imprese e del made in Italy, che rappresentava l'occasione per concretizzare il progetto a Taranto;

nonostante il protocollo e le valutazioni positive espresse dal direttore generale di Renexia, Riccardo Toto, l'Esecutivo Meloni non ha saputo fornire risposte certe e tempestive alle esigenze industriali dell'azienda, in particolare riguardo a concessioni portuali, localizzazioni e garanzie operative;

tale mancanza di risposte e di coordinamento politico-istituzionale ha determinato di fatto il dirottamento del progetto in Abruzzo, dove l'azienda ha trovato un contesto più favorevole;

le organizzazioni sindacali, tra cui la UIL Trasporti Taranto, hanno denunciato questa ennesima occasione persa per la città, sottolineando come il territorio continui a registrare il record nazionale di ore di cassa integrazione e una progressiva desertificazione occupazionale;

considerato che:

il porto di Taranto versa da anni in una condizione di crisi strutturale e di mancata valorizzazione delle sue potenzialità;

la perdita di un investimento strategico di questa portata non può essere imputata unicamente alle istituzioni locali, ma chiama in causa le responsabilità dirette del Governo Meloni, che non ha tradotto in azioni concrete le linee di indirizzo già definite e ha perso l'occasione di consolidare Taranto come polo della transizione energetica,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga che il mancato insediamento del progetto Renexia a Taranto sia conseguenza dell'inazione, nonostante il protocollo d'intesa sottoscritto nel 2024;

quali valutazioni siano state fatte in merito all'impatto occupazionale della perdita di circa 1.500 potenziali posti di lavoro e della mancata ricollocazione di 300 lavoratori ex TCT;

per quali ragioni non siano state garantite a Taranto le condizioni necessarie a ospitare l'investimento, nonostante gli indirizzi strategici già definiti dal Governo Conte II e gli strumenti operativi disponibili;

come intenda porre rimedio al danno provocato al territorio ionico per questa ennesima occasione sfumata chiarendo, peraltro, le ragioni in base alle quali siano state privilegiate altre aree del Paese;

quali iniziative urgenti si intenda adottare per rilanciare il porto di Taranto, rafforzarne l'attrattività e renderlo competitivo nell'accoglienza di investimenti strategici nel settore delle energie rinnovabili.

(4-02421)