Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 335 del 30/07/2025
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SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signor Presidente, approfitto dell'occasione anche per continuare il nostro dibattito sull'articolo 68 e rispondere alla collega Cucchi, che ha argomentato in precedenza il suo voto contrario. Innanzitutto riaffermo l'antica amicizia personale e la simpatia che non verranno meno, e lo dico alla senatrice Cucchi, che se ne preoccupava per ciò che dice in quest'Aula. Anzi, voglio dire alla senatrice Cucchi che non verranno meno né la simpatia, né la stima e - soprattutto - la sua libertà di dire tutto quello che vuole proprio grazie all'articolo 68. (Applausi).
Vede, senatrice Cucchi, qual è il problema? Tutto ciò che lei ha detto, le cose che ha argomentato, anche con grande efficacia, si scontrano con un ostacolo enorme, ossia il fatto che anche ciò che lei ha detto è una sua opinione. Infatti, se provassimo a cercare il metro di cosa sia un'opinione e cosa non lo sia tra i 200 componenti di quest'Aula, troveremmo 200 diverse idee. Tracciare la linea di confine su dove finisce un'opinione e dove inizia qualcosa di diverso, che è censurabile, è un metro di valutazione che non mi sento di mettere nelle mani di nessuno, e ciò anche perché la valutazione dell'opinione andrebbe fatalmente ad allargarsi alla modalità di fare politica. Qui dentro abbiamo anche 200 stili personali diversi: c'è chi è più felpato, chi è più rotondo e c'è chi è un po' più aggressivo, un po' più piccante e un po' più polemico, e ognuno fa politica a modo suo. Chi potrà andare a valutare se una dichiarazione fatta in Aula sia censurabile o meno?
Penso che dobbiamo metterci nelle mani dei Costituenti che ci hanno detto che tutto ciò che noi esprimiamo, le nostre idee che entrano qui dentro, per il solo fatto di essere state espresse da noi, salvo che non ricorrano le condizioni che ci ha descritto la Corte costituzionale, devono essere coperte. E la lunga e dettagliata relazione della collega Rossomando ci ha spiegato proprio questo.
Senatrice Cucchi, sa qual è il vero rischio? Se ci rimettessimo a un criterio soggettivo, poi davvero a ogni variare della maggioranza l'articolo 68 entrerebbe ed uscirebbe. Le faccio un esempio: abbiamo una forza politica, il MoVimento 5 Stelle, che vota sull'articolo 68 e sulle guarentigie della Costituzione a seconda dell'appartenenza. Secondo il MoVimento 5 Stelle, dobbiamo ascoltare tutte le intercettazioni, tranne quelle del senatore Scarpinato; dobbiamo essere sempre contro l'insindacabilità, ma in questo caso non voteranno contro, trattandosi di una ex senatrice del MoVimento 5 Stelle. Allora il problema qual è? Se noi non assicuriamo la copertura a tutto e decidiamo di affidarla a un metro soggettivo, la soggettività cambierà a seconda del colore della maggioranza. Questo significherebbe svuotare di fatto l'articolo 68. (Applausi).
È molto più serio, allora, che lei presenti un disegno di legge costituzionale per l'abrogazione dell'articolo 68. (Applausi). Lei ha detto che la legge è uguale per tutti. Allora, se la legge dev'essere uguale per tutti, cioè se la qualità di parlamentare non rileva ai fini della tutela delle espressioni date, la cosa giusta da fare è prendere l'articolo 68, dire che non va più bene e ritenere che le cose dette dai parlamentari siano scrutinate ugualmente rispetto a coloro che parlamentari non sono. Ciò tenuto conto anche del fatto che l'uguaglianza significa anche avere la capacità di regolamentare cose diverse in modo diverso.
La ragione per la quale i parlamentari - in base alla Costituzione, neanche della legge ordinaria - hanno un trattamento diverso è perché hanno un ruolo diverso, ed è quel ruolo che viene tutelato; dico di più: non è il ruolo della persona, ma quello dell'organo costituzionale ad essere tutelato. Un Parlamento che fosse soggetto a continue querele temerarie avrebbe la mordacchia, sarebbe ridotto al silenzio. Io preferisco dover dare l'immunità a cose che detesto sentir dire, come quelle del senatore Gasparri, piuttosto che, per esprimere il mio disaccordo sul contenuto delle cose che dice il senatore Gasparri, ammanettare questo Parlamento. La libertà del Parlamento è un valore che merita di essere tutelato anche se porta un'eccezione alla legge ordinaria.
In questo caso che cosa abbiamo davanti? Una ex collega che per una legislatura intera si è battuta per una serie di questioni legate all'ambiente, alla gestione dei rifiuti e quant'altro, ed è stata colpita da querele che avevano tutta l'aria di servire a fermare la sua attività parlamentare. Giustamente la relatrice, la collega Rossomando, ci chiede di fare attenzione, perché la Corte costituzionale ci dice che, se il lavoro di questa ex collega è stato su quel settore, noi dobbiamo assicurarle di poterlo fare, perché sta rappresentando i suoi elettori, non è certo una sua mania personale. Dobbiamo proteggere l'articolo 68 perché è uno degli articoli che proteggono la libertà del dibattito pubblico di questo Paese, anche quando quel dibattito non ci piace, anzi soprattutto quando quel dibattito non ci piace.
Come diceva quello pseudo-Voltaire, non sono d'accordo con te, ma darei la vita perché tu possa dirlo. Allora, dato che questo è il fondamento delle democrazie liberali, giù le mani dall'articolo 68. Riconosciamo alla collega di cui ci stiamo occupando la legittimità e la nobiltà del suo lavoro, indipendentemente dalle cose che ha detto, indipendentemente dal fatto che fosse iscritta a un partito o a un altro. Credo che noi, votando a favore della relazione così completa ed esaustiva della collega Rossomando, stiamo facendo assolutamente la cosa giusta, quindi voteremo a favore. (Applausi).