Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 335 del 30/07/2025

DURNWALDER, relatore. Signor Presidente, mi permetto di sottoporre all'Assemblea una sintesi della relazione, la quale è a disposizione dei colleghi in forma estesa.

L'oggetto del documento in esame consiste nelle affermazioni asseritamente lesive della reputazione del magistrato dottoressa Christine Von Borries contenute nell'edizione aggiornata del libro del senatore Matteo Renzi, «Il Mostro. Inchieste, scandali e dossier. Come provano a distruggerti l'immagine» al capitolo I, paragrafo 5, dal titolo «L'assoluzione dei miei genitori», pubblicato a novembre del 2022. Le dichiarazioni contestate sono quelle dalle quali risulterebbe che la dottoressa nell'esercizio delle sue funzioni di pubblico ministero, nel procedimento per reato di concorso in emissione di fatture per operazioni inesistenti, abbia mancato di adempiere al proprio dovere professionale non mettendo a disposizione della difesa il materiale probatorio del quale aveva avuto contezza nel giudizio parallelo di traffico illecito in influenze.

Ebbene, è opportuno evidenziare che le suddette dichiarazioni si inseriscono nella generale attività parlamentare e istituzionale del senatore Renzi, connotata da una costante attenzione rivolta al tema della corretta e neutrale amministrazione della giustizia, nella quale sono presenti altresì dettagliati riferimenti alla propria vicenda personale che il senatore ricostruisce come una persecuzione giudiziaria posta in essere dalla procura di Firenze nei propri confronti e nei confronti dei suoi stretti congiunti e collaboratori. Questi argomenti sono stati affrontati dal senatore mediante specifici atti intramoenia in relazione alle inchieste sui finanziamenti della Fondazione Open o ad altre vicende processuali che hanno riguardato la sua famiglia o il suo entourage.

Vi sono quindi numerosi interventi e interrogazioni dal 2020 ad oggi che hanno ad oggetto temi più ampi, quali la separazione dei poteri, la proliferazione delle figure di reato, il malfunzionamento delle misure per la semplificazione dei processi, le garanzie dei detenuti, il sovraffollamento carcerario e l'attuazione della legge per la responsabilità dei magistrati, ma anche, nello specifico, l'attenzione sull'operato della procura di Firenze sia con riguardo a vicende più generali come quella dell'inchiesta Concorsopoli o dell'hotel Astor, sia con riguardo alle sue vicende personali.

A tale proposito è opportuno indicare due interventi resi dal senatore Renzi in Assemblea: uno è quello del 22 febbraio 2022, nell'ambito della discussione del Documento XVI, n. 9, conclusa con l'approvazione della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di sollevare un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato dinanzi alla Corte costituzionale nei confronti della procura della Repubblica presso il tribunale ordinario di Firenze, per aver acquisito la corrispondenza riguardante il medesimo senatore senza previa autorizzazione del Senato; l'altro è quello del 7 maggio 2024 nell'ambito della discussione del Documento IV n. 2, concluso con l'approvazione della proposta della medesima Giunta di diniego del sequestro della corrispondenza nei confronti del senatore per la sussistenza del fumus persecutionis.

Ebbene, nell'intervento del 22 febbraio 2022, il senatore Renzi, citando la propria vicenda personale e le sentenze della Corte di cassazione, che hanno annullato i provvedimenti giurisdizionali richiesti dalla procura di Firenze, ha sottolineato la necessità di adoperare le guarentigie parlamentari per ristabilire l'equilibrio e la separazione tra i poteri dello Stato, nonché per difendere l'autonomia della politica da condizionamenti che possono derivare da un uso distorto del potere giurisdizionale. Il senatore ha pertanto evidenziato come anche il provvedimento di sequestro della corrispondenza, in riferimento al quale si chiedeva in quella sede di sollevare un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, fosse indicativo di un agire dei pubblici ministeri fiorentini volto non ad indagare su presunti finanziamenti illeciti, quanto a «definire le forme della politica», atteso che «L'indagine non vuole mettere in discussione i denari, della cui tracciabilità nessuno dubita. [...] No: l'indagine parte dall'assunzione del fatto che il giudice penale desidera stabilire che cos'è una corrente di partito, come si deve organizzare, quali modalità concrete di organizzazione della politica si possano fare oppure no» con la conseguenza che «laddove il giudice penale interviene nelle dinamiche organizzative della politica viene meno il concetto di separazione dei poteri e la libertà del Parlamento di definire le modalità democratiche della politica».

Nell'intervento del 7 maggio 2024, invece, il senatore Renzi ha fatto poi espressa menzione della vicenda processuale che ha visto l'arresto dei suoi genitori, oggetto peraltro del paragrafo contestato alla dottoressa Von Borries nel documento oggi in discussione, affermando che: «Ora sarà un caso, ma mio padre arriva a sessantaquattro anni senza aver avuto alcun problema con la giustizia e, casualmente, nell'anno in cui io divento Presidente del Consiglio, la mia famiglia diventa la famiglia di Bonnie and Clyde e diventa la famiglia verso la quale quel procuratore ha una particolare predilezione. Ho dimenticato un avviso di garanzia a mia sorella». Poco più avanti lo stesso senatore afferma: «questa vicenda ha distrutto la mia privacy, persino il conto corrente, e ha messo a dura prova la vita della famiglia, perché potete immaginare cosa voglia dire spiegare a dieci nipotini che i nonni sono stati arrestati».

Infine, è d'uopo sottolineare che, nella nota del 18 febbraio 2023, rivolta al Presidente del Senato e ad altre autorità, poi trasfusa nel cosiddetto Libro rosso, il senatore Renzi ha rassegnato una sorta di denunzia indirizzata a diverse alte cariche dello Stato, ripercorrendo per l'appunto anche l'operato della magistratura fiorentina nelle indagini che lo riguardavano e che riguardavano i suoi collaboratori e congiunti, soffermandosi proprio sulla circostanza della mancata acquisizione del materiale probatorio che sarebbe stato determinante per la successiva assoluzione dei genitori, avvenuta in secondo grado.

Dunque, per quanto fin qui detto, deriva che le dichiarazioni contenute nel volume «Il Mostro» si iscrivono nell'ambito dell'attività parlamentare del senatore Renzi, sia per la coincidenza sostanziale e la contestualità temporale (nel senso tradizionalmente indicato dalla Corte costituzionale), sia per la corrispondenza con la costante attività politica del senatore sulla neutrale amministrazione della giustizia, secondo il criterio introdotto dalla Consulta con la sentenza n. 104 del 2024, in quanto si tratta di opinioni che, iscrivendosi in un contesto politico, sono funzionali all'esercizio dell'attività parlamentare.

Per tali motivi, la Giunta a maggioranza propone all'Assemblea di deliberare che le dichiarazioni rese dal senatore Matteo Renzi, oggetto del procedimento civile pendente presso il tribunale di Milano (R.G. n. 31400/2023), costituiscono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni e ricadono pertanto nell'ipotesi di cui all'articolo 68, primo comma, della Costituzione.